CSOAMezzaCanaja

Comunicati e Manifestazioni

CONTINUA LA MOBILITAZIONE DEL COORDINAMENTO DIFESA SCUOLA PUBBLICA

by on Mar.21, 2009, under Collettivo Studentesco Zenit, Comunicati e Manifestazioni

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CONTINUA LA MOBILITAZIONE DEL
COORDINAMENTO DIFESA SCUOLA PUBBLICA

Alcuni insegnanti del Coordinamento hanno partecipato al
presidio organizzato ad Ancona, sotto la prefettura, dalla CGIL, in occasione
dello sciopero generale del settore della Conoscenza.

E’ stata una ulteriore occasione
per dire no ai tagli previsti dalla finanziaria e dalla legge Gelmini. Si è
ribadito con forza l’assoluto rispetto delle richieste delle famiglie che per
il 90% hanno detto no al maestro unico come progetto educativo ed
organizzativo. Si è chiesto di dare risposte certe alla crescente domanda di
tempo pieno. Così come debbono essere rispettati dal ministero i piani
dell’offerta formativa degli istituti che garantivano compresenze e progetti
educativi: sono di fatto dei contratti tra scuola e famiglie che sono stati
stipulati al momento delle iscrizioni alle varie classi.

Non si può far pagare ai
lavoratori il prezzo della crisi economica, indotta dalla crisi finanziaria
mondiale, attaccando salari, posti di lavoro, qualità della scuola, e diritti
sanciti dalla Costituzione come il diritto allo sciopero che tanto sacrificio
ci costa! Prossimo appuntamento del Coordinamento giovedi 26 marzo alle 17,30
al Bubamara.E’ una fase cruciale impedire l’attuazione del folle progetto del
governo di smantellare la scuola pubblica: occorre la massima mobilitazione.

 

PER APPROFONDIRE:

Brunetta VS Onda:
·          Il potere della provocazione | di Francesco Raparell
·          Brunetta! L’Onda ti travolgerà | Comunicato della Sapienza in Onda in risposta a Brunetta
 
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13/03/09 TEMPO PIENO: DATECI IN FRETTA QUELLO CHE CI SPETTA – COMUNICATO POST SIT DEL COORDINAMENTO DIFESA SCUOLA PUBBLICA

by on Mar.13, 2009, under Collettivo Studentesco Zenit, Comunicati e Manifestazioni

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Giovedì 13
marzo, il Coordinamento Difesa Scuola Pubblica di Senigallia si è recato in
Ancona per un sit-in sotto l’Ufficio Scolastico Regionale. Insieme alle delegazioni
di altri coordinamenti della provincia, ha incontrato la Dirigente Dott.essa
Nardiello per chiedere che l’unanime volontà con cui i genitori hanno richiesto
il tempo pieno, bocciando nei fatti il maestro unico, sia rispettata.

Galleria
fotografica

 

TEMPO PIENO:

DATECI IN FRETTA QUELLO
CHE CI SPETTA

I dati
sulle iscrizioni  hanno così
evidentemente bocciato il maestro unico e l’intera politica sulla scuola, che
usciti i primi numeri e le prime percentuali, è calato un silenzio quasi
assoluto sulle future scelte di politica scolastica. Questo
silenzio va rotto. Ecco perché abbiamo organizzato un sit-it sotto l’Ufficio
Scolastico Regionale ad Ancona e, alla Dirigente Dott.essa  Nardiello, abbiamo chiesto:

Rispetto della scelta delle
famiglie
sia per
ciò che riguarda  l’anno corrente, sia
per ciò che concerne i patti già stipulati negli anni precedenti

Trasparenza sui dati delle
iscrizioni
.
Concretamente vuol dire poterli visionare sui siti istituzionali nazionali,
regionali e provinciali  e nelle singole
scuole, per dare a tutti la possibilità di effettuare verifiche. 

Chiarezza sui criteri con cui
verranno definiti gli organici
che vanno annunciati prima e non dopo.

Per fare
solo due esempi:

– è vero o
no che le classi a 30 ore saranno in numero equivalente a quelle a 24 , anche
se le seconde non hanno richieste sufficienti per formarsi, pur di mantenere il
punto di equilibrio a 27 scelto per rispettare i vincoli presunti della
finanziaria?

– la  decima ora di lettere nelle scuole medie  viene o non viene considerata nel conteggio
complessivo?

Certezza sui tempi in cui verranno svolte tutte le
operazioni: dagli organici al conferimento delle supplenze annuali

Rispetto di tutte le normative
vigenti,
a partire
da quelle sulla sicurezza, per non obbligare i dirigenti scolastici a riempire
aule già assai precarie, oltre le normative ed il buon senso.

Risposte certe alle numerose richieste in merito
ai fondi già oggi mancanti per garantire il funzionamento ordinario delle
scuole ed il regolare pagamento degli stipendi

Informazioni sull’entità dei soldi
stanziati
per la
messa in sicurezza degli edifici scolastici

Questo
siamo andati a chiedere. La Dirigente
si è mostrata ottimista nel poter
soddisfare le richieste delle famiglie e nel garantire la qualità della scuola
nonostante i tagli. Non ha potuto però dare certezze in quanto i regolamenti
attuativi della legge Gelmini non sono ancora vigenti.  Nelle
prossime settimane saremo ancora mobilitati per opporci ad una sciagurata
politica di tagli che umilia e manda a casa migliaia e migliaia di persone,
distrugge la qualità della scuola pubblica, offende le famiglie e ciò che è più
grave nega alle ragazze ed ai ragazzi ed all’intero paese un degno futuro.                           

           Coordinamento per la difesa della
Scuola Pubblica – Senigallia

 

Gelmini
bocciata: solo il 3% di famiglie sceglie il mastro unico
| Comunicato di
indizione del sit in


Volantino

 

Rassegna
Stampa:

– Da
viveresenigallia.it | Anche la
Pascoli rischia una classe

– Da
viveresenigallia.it | Protesta anti-Gelmini: da Senigallia ad Ancona

– Da
60019.it | Sit in ad Ancona in difesa della scuola pubblica

– Da
Corriere Adriatico | Sit in contro i tagli nella scuola

 

Per approfondire:

-  Mobilitazioni
per la difesa della scuola pubblica a Senigallia

 

 

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14/03/09 PRESIDIO: NO LAGER NO CIE – COMUNITA RESISTENTI MARCHE – ORE 11 PIAZZA ROMA, ANCONA

by on Mar.09, 2009, under Ambasciata dei diritti, Comunicati e Manifestazioni

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NO AL PACCHETTO SICUREZZA
LIBERTÁ & REDDITO CONTRO LA
CRISI
SABATO 14 MARZO 2009 ORE 11:00
P.ZZA ROMA – ANCONA

 

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Nel mezzo di una crisi globale che costringe  milioni di persone a sopravvivere
nell’incertezza del futuro e nella precarietà del presente, si susseguono leggi
e decreti-legge che contrabbandati come politiche per la sicurezza colpiscono
pesantemente proprio i soggetti più deboli.
Lo chiamano pacchetto sicurezza ma in realtà si tratta di norme che producono
insicurezza sociale creando ad arte un clima di paura, odio, intolleranza e
razzismo.
Il pacchetto sicurezza è un altro passo verso un diritto disuguale, in cui non
conta quello che fai ma quello che sei. É il presupposto di ogni legge
razzista. Nel mirino i migranti, i poveri, i senza casa e chiunque si opponga
all’ingiustizia e alla discriminazione.

Le ronde non faranno altro che rendere insicuri i nostri quartieri

I C.I.E (ex-cpt) trasformeranno le nostre città in prigioni a cielo aperto,
creando ghetti nei quali le persone vengono private di ogni diritto.

La nostra società è iniettata di paura. Paura del presente, paura del reale,
del vicino, del collega di lavoro (sicuro concorrente), paura del migrante,
paura del gay. Paura di pensare altro che non sia il privato. Paura come
strumento di controllo tipico dei regimi totalitari.
E’ necessario resistere al tentativo di utilizzare la crisi come strumento per
soffocare le nostre libertà (già ridotte al lumicino) e cancellare i nostri
diritti (oramai ben pochi).

Contro la crisi rivendichiamo LIBERTA’ E REDDITO.
Contro la crisi rivendichiamo il diritto alla salute ed alle cure come diritto
universale: nei nostri ospedali vogliamo medici e infermieri non spie e
delatori.

Non permettiamo ai fantasmi razzisti di impossessarsi dei
nostri territori.
SABATO 14 MARZO 2009 ORE 11.00 – P.ZZA ROMA – ANCONA

COMUNITÁ RESISTENTI DELLE MARCHE
AMBASCIATA DEI DIRITTI – MARCHE
ASSOCIAZIONE YABASTA – MARCHE

 
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SOLO IL 3% DELLE FAMIGLIE SCEGLIE IL MAESTRO UNICO! GELMINI BOCCIATA!

by on Mar.09, 2009, under Collettivo Studentesco Zenit, Comunicati e Manifestazioni

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SOLO IL 3% DELLE FAMIGLIE
SCEGLIE IL MAESTRO UNICO!

GELMINI BOCCIATA!

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"Sonora bocciatura della proposta del ministro
Gelmini di istituzione del maestro unico con 24 ore settimanali di
insegnamento. In tutta Italia, secondo stime del ministero, solo il 3% delle
famiglie ha scelto l’opzione oraria 24 ore settimanali ed il 7% l’opzione 27
ore. Tutti gli altri, il 90%, hanno scelto le 30 ore o le 40 (tempo
pieno)".

E’ evidente che le famiglie hanno seguito le loro esigenze
dettate dai tempi di lavoro e dalla qualità dell’offerta formativa di una
scuola pubblica che non può tornare agli standard di 50 anni fa. Gli italiani
non hanno abboccato alla propaganda mediatica che spacciava i tagli di 8
miliardi di euro in tre anni, nella scuola, come riforma.

Nella nostra città i dati pubblicati dai 4 istituti
comprensivi evidenziano due elementi ancora più forti: 1) nessuno, ripetiamo
nessuno, ha scelto la formula oraria 24 e 27 ore settimanali, 2) cresce una
fortissima domanda di tempo pieno: con 30 iscritti alla Pascoli e la richiesta
di istituire ben 4 nuove sezioni a Scapezzano, Puccini, Rodari e Marzocca.

Crediamo che ciò sia il risultato di una straordinaria
mobilitazione che abbiamo messo in campo come genitori ed insegnanti del
Coordinamento. Ora sono necessari due provvedimenti, il primo da parte
dell’Ufficio scolastico regionale e provinciale che accolga le richieste delle
famiglie e le inserisca nella richiesta di dotazione organica al Ministero, il
secondo del Comune che garantisca strutture, servizi, personale e trasporti
funzionali a soddisfare le esigenze espresse dalle famiglie.

Da oggi il Coordinamento dichiara lo stato di
mobilitazione generale che troverà il primo appuntamento giovedì 12 marzo 2009,
alle ore 15 con un sit-in presidio sotto la sede dell’Ufficio scolastico
regionale ad Ancona. Sarà una manifestazione pacifica, colorata e determinata!
Invitiamo tutti coordinamenti presenti nel territorio regionale a partecipare
con loro delegazioni. Questo è il momento per muoversi tutti insieme. Per mesi
il governo ha sbandierato ai quattro venti che avrebbe soddisfatto le richieste
delle famiglie italiane, ora deve farlo! Invitiamo i comuni delle Marche a
sostenere concretamente e politicamente questa nostra iniziativa che prosegue
da sei mesi e che si trova oggi in una fase cruciale.

 

Coordinamento Difesa
Scuola Pubblica

 

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LETTERA INVIATA AL SINDACO SULLA SANITA’

by on Mar.07, 2009, under Ambasciata dei diritti, Comunicati e Manifestazioni

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Alla
cortese attenzione:
 

del Sindaco Luana Angeloni

del Direttore Generale
della Zona 4 di Senigallia, Ing.
Maurizio Bevilacqua

della
Direttrice Sanitaria dell’ospedale, Dott.ssa
Silvana Seri
 

Addì, 6
Marzo 2009

 

OGGETTO:
“Lettera aperta in difesa della salute pubblica”

 

Siamo abitanti di questa città. Siamo italiani, migranti regolari e
clandestini, ma soprattutto siamo persone che lavorano, studiano e che nella
loro quotidianità contribuiscono alla crescita sociale, culturale ed economica
di Senigallia.

Sabato 21 febbraio in più di trecento abbiamo manifestato lungo le vie
cittadine contro la norma che abolendo il divieto di segnalazione verso i
migranti irregolari, istituisce la facoltà di denunciarli nel momento in cui
ricorrano a delle cure. In poche parole il trasformare i medici in spie.

Pensiamo che siate al corrente degli importanti risultati ottenuti dalla
mobilitazione. Scriviamo “pensiamo”, poiché la stampa locale – tranne il
giornale online 60019 – non ne ha fatto minimamente menzione. Quel giorno in
piazza non solo erano presenti alcuni medici delle strutture sanitarie locali,
ma il Dirigente del Pronto Soccorso di Senigallia Attilio
Casagrande, ha preso pubblicamente posizione, affermando che
la struttura da lui diretta non denuncerà nessuno. In seguito, la stessa
posizione è stata assunta anche dal locale Dipartimento per le dipendenze
patologiche (SERT). Riteniamo questo un risultato politico importante in quanto
espressione di civiltà contro la barbarie giuridica e sociale espressa dalla norma.
Un risultato importante,ma a nostro avviso, non sufficiente, ed è per questo
che vi scriviamo.

Al Sindaco Angeloni in quanto rappresentante della massima autorità
sanitaria del territorio, chiediamo una presa di posizione politica pubblica di
opposizione a questa norma delatoria.

Al Direttore Generale della Zona 4 di Senigallia, Ing. Maurizio
Bevilacqua e alla Direttrice Sanitaria dell’ospedale Dott.ssa Silvana Seri,
chiediamo che l’Azienda Sanitaria nel suo complesso faccia propria la posizione
del Dott. Casagrande e che lo faccia in forme pubbliche, attraverso
l’affissione di cartelli informativi che spieghino a chiare lettere che nell’ospedale
di Senigallia non si denuncia nessuno, così come sta avvenendo in molte città
d’Italia tra cui Bologna e Roma.

In ultimo, vi chiediamo di prendere in considerazione la possibilità di
sanzionare per violazione del codice deontologico, quei singoli medici che dopo
aver prestato le cure denunceranno il paziente.

Riteniamo che la norma presente nel pacchetto sicurezza, abbia come
principale scopo non tanto quello di vincolare i medici nel loro lavoro, ma
quello di produrre e diffondere paura tra i migranti, in modo che al di là
delle posizioni locali, rifiutino a prescindere di farsi curare per paura di
essere denunciati. Questo oltre a ledere i diritti umani, mette a repentaglio
la salute pubblica.

Riteniamo che le varie autorità preposte si debbano assumere la responsabilità
di prendere una posizione pubblica e netta contro quest’attacco al diritto e
alla dignità umana.

 

In attesa di una vostra risposta,

vi porgiamo i più cordiali saluti.

 
 

Coordinamento Migranti Terza Italia

CSOA Mezza Canaja

Ambasciata dei Diritti Marche

 

 

Rassegna
Stampa:

Da Vivere
Senigallia.it | Lettera aperta in difesa della salute pubblica.

Dal Corriere
Adriatico| Lettera alle autorità “Aiutiamo gli stranieri”

 

 

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INTERVENTO AL CONSIGLIO GRANDE SULLA RIFORMA SCOLASTICA

by on Mar.01, 2009, under Collettivo Studentesco Zenit, Comunicati e Manifestazioni, Serate e Dibattiti

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CONSIGLIO
GRANDE SULLA RIFORMA SCOLASTICA

Quattro
proposte per difendere la
nostra scuola

Quattro
proposte per non pagare la crisi

Abbiamo scelto in questa sede di non entrare nel merito
delle questioni politiche, culturali e sociali della Riforma Gelmini; questo
perchè le nostre posizioni in merito sono ampiamente conosciute ed inoltre sottoscriviamo
completamente ciò che è stato detto dagli insegnanti, dai genitori e dagli
studenti del Coordinamento Difesa Scuola Pubblica. Siamo d’accordo con il Vicesindaco
Ceresoni quando dice che lo scopo del Governo Berlusconi è di spostare il
conflitto nei territori, lasciando alle singole amministrazioni “l’onere” di
dover supplire agli inevitabili disservizi che colpiranno il sistema scolastico
come logica conseguenza dei tagli economici. Lo scenario che si profila è quello
di uno scontro interno tra genitori, insegnanti, studenti, dirigenti scolastici
e amministrazione locale. Una guerra di tutti contro tutti, dove l’unica vincitrice
sarà la Gelmini.
Questa prospettiva è da evitare e per quanto ci riguarda, lo
scontro non è tra parti del territorio, ma tra territorio e Governo centrale.

La nostra presenza al Consiglio Grande mira infatti ad
avanzare quattro proposte – ognuna valutabile a sé – che hanno lo scopo di indicare
all’Amministrazione dove poter reperire i fondi economici necessari al
mantenimento degli attuali standard qualitativi e quantitativi del sistema
scolastico locale, che possano andare oltre quei due anni scarsi che il
Vicesindaco Ceresoni ha affermato di riuscire a garantire.

         
A
seguito della manovra finanziaria del 2007, per i comuni come quello di Senigallia
è possibile applicare una tassa di 1 o 2 euro di soggiorno presso le strutture
alberghiere. Questa tassa, già applicata a Venezia e Firenze, è conosciuta come
“Tassa turistica” o “ Di scopo “ e nasce dall’esigenza di compensare i costi
aggiuntivi provocati dai grandi flussi turistici soprattutto nel ramo dei
trasporti e in quello della raccolta dei rifiuti. Considerato il successo degli
eventi delle ultime stagioni estive – plauditi anche dalla Confesercenti – uno
o due euro al giorno sono una cifra irrisoria che non crediamo possa
compromettere il turismo.  Le entrate
provenienti da questa tassa potrebbero essere utilizzate per il mantenimento
della scuola pubblica, delle sue infrastrutture e dei suoi servizi. Considerato
che l’offerta turistica – con tutto il suo indotto di infrastrutture ad hoc – è
essenzialmente finanziata dalle tasse di noi tutti, non riteniamo di cattivo
gusto chiedere un contributo irrisorio a coloro che vengono in questa città a
passare le vacanze. Anzi, per il turista rappresenterebbe un gesto nobile per
una nobile causa e per il comune un incentivo per la buona riuscita della
stagione turistica. Per quanto ci riguarda, invece che turistica o di scopo,
preferiamo denominarla “ Tassa sul lusso ”, in quanto non dev’essere applicata
ad ogni forma di turismo, ma solo ed esclusivamente verso quello più facoltoso:
grandi eventi, strutture alberghiere con più di tre stelle, futuri poli di
lusso (ex-sacelit, ex-enel, ex liceo scientifico ecc …) ed affitti estivi. In
quest’ultimo caso, si otterrebbe anche un ottimo strumento per il monitoraggio
dei fitti in nero.

         
L’articolo
23bis della Legge 133/08
prevede la privatizzazione delle reti idriche. L’acqua, come l’istruzione, sono
dei beni comuni e vanno difesi. Per questo motivo proponiamo che il Comune di
Senigallia promuova insieme agli altri comuni serviti da Gorgovivo, la municipalizzazione
del servizio idrico. Essendo la nostra città la seconda azionista con una quota
di partecipazione del 16,87% (9.390.880 azioni paria a 9.390.880,00 euro), chiediamo
che i profitti ricavati siano destinati come risorsa strategica per le
strutture e infrastrutture scolastiche del nostro territorio. Inoltre la
municipalizzazione permetterebbe la stabilizzazione del prezzo dell’acqua,
limitando eventuali azioni speculative. Un meccanismo virtuoso dove i beni
comuni si difendono e si sostengono tra loro. Tale iniziativa sarà intrapresa
dal comune di Parigi prima della fine del 2009. Sulla stessa esperienza si
stanno muovendo anche i comuni di Bordeaux, Lione, Tolosa e Saint-Dizier.

         
Considerato
che i possibili accorpamenti delle scuole avranno come logica conseguenza una
maggiore congestione del traffico urbano, in modo particolare dalle frazioni
dell’entroterra verso il centro, riteniamo che la complanare essendo progettata
per l’attraversamento della città da nord a sud, non inciderà minimamente per
lo smaltimento di questa nuova morsa di traffico. Infatti, nella malaugurata
ipotesi in cui gli accorpamenti previsti dal decreto Gelmini vengano attuati
negli edifici scolastici delle frazioni di Sant’Angelo e Scapezzano, i
cittadini lì residenti si vedranno costretti ad usufruire necessariamente del trasporto
su gomma sia pubblico che privato, affinché i propri figli possano accedere
alla scuola pubblica più vicina. Ci troveremo di fronte ad un ennesimo,
incontrollato e imprevisto mutamento della mobilità urbana. Infatti, facendo
un’ipotesi, gli abitanti di Scapezzano si troveranno costretti a raggiungere la
scuola elementare statale alla Cesanella oppure l’Aldo Moro presso Borgo
Ribeca, mentre chi risiede a Sant’Angelo si vedrà costretto a raggiungere la
“vicina” scuola elementare Giacomo Leopardi in via Marche. Andranno dunque a
crearsi nuovi recettori di traffico completamente non serviti dagli svincoli
della complanare. In più, la scuola elementare Aldo Moro di Borgo Ribeca,
rientrando per ubicazione geografica nella “prima fascia” rispetto alla futura
strada della complanare (la distanza che le separerà sarà di soli 30 metri), non
rispetterebbe i parametri di sicurezza previsti nel decreto di edilizia
scolastica del 18 dicembre 1975. Infatti, il punto 1.1.4. del suddetto decreto
prevede che per quanto riguarda le condizioni ambientali, la scuola dovrà
essere ubicata: 1) In località aperta, possibilmente alberata e ricca di verde,
che consenta il massimo soleggiamento o che sia comunque, una delle migliori in
rapporto al luogo. 2) Lontana da depositi e da scoli di materie di rifiuto, da
acque stagnanti, da strade di grande traffico, da strade ferrate e da aeroporti
con intenso traffico, da industrie rumorose e dalle quali provengono esalazioni
moleste e nocive, da cimiteri e da tutte quelle attrezzature urbane che possono
comunque arrecare danno o disagio alle attività della scuola stessa. 3) In
località non esposta a venti fastidiosi e non situata sottovento a zone da cui
possono provenire esalazioni o fumi nocivi o sgradevoli. Paradossalmente,
l’Aldo Moro non rientra tra i recettori sensibili sottoposti a verifica
acustica e ambientale. Ancora più grave è il fatto che nella valutazione
d’impatto ambientale il problema della scuola venga semplicemente liquidato
come “altra destinazione”. Preso atto di tutto ciò, chiediamo che gli eventuali
soldi pubblici che verranno spesi per realizzare la complanare, vengano
congelati e destinati al mantenimento dei servizi scolastici, come ad esempio
le mense o gli insegnati di sostegno.

         
Chiediamo
che l’Amministrazione Comunale faccia proprio l’appello lanciato dal settimanale
Carta nell’articolo “E noi disobbediamo
di Gianluca Carmosino, dove s’invitano le Amministrazioni locali ad una
disobbedienza civile che sia in grado di bloccare o rendere difficile l’applicazione
della riforma nei territori. Sarà poi compito del Sindaco e dei suoi Assessori
trovare le forme più idonee, in modo che la contrarietà alla Legge Gelmini non
si fermi a dei semplici enunciati, ma assuma in pieno quel “principio responsabilità”
necessario alla difesa della scuola pubblica, mettendo in conto il rischio di commissariamento.
A questa campagna hanno già aderito il Presidente della Regione Puglia Niki
Vendola, che ha proposto una legge regionale contro il maestro unico ed una
serie di provvedimenti volti a ridurre i costi del trasposto pubblico per
favorire la mobilità degli studenti. Nicola Zingaretti, Presidente della Provincia
di Roma, che ha promesso di non toccare le scuole della propria provincia a
costo di rischiare il commissariamento. Massimo Rossi, Presidente della Provincia
di Ascoli Piceno, che ha proposto l’utilizzo di fondi UE, consigli comunali e
provinciali aperti e soprattutto la non approvazione di tutti gli atti che
riguardano la
riforma. Silvia Facchini, Assessore della Provincia di
Modena, che ha affermato: “Fare bene gli amministratori, ad esempio non
abbandonando le scuole come chiede la Costituzione, significa disobbedire”. Altre
adesioni da Giulia Rodano, Assessore alla cultura della Regione Lazio, Franco
Zunino, Assessore all’ambiente della Regione Liguria e Cinzia Bottene
consigliere comunale di Vicenza. Per non dimenticare che anche la Regione Marche
aveva in principio esplicitato il rifiuto di applicare la riforma.

Sono quattro semplici proposte, le
prime tre pratiche e realizzabili, quindi dipendenti esclusivamente dalla
volontà politica, e l’ultima forse più simbolica, ma sicuramente di alto
contenuto morale. Quattro proposte che permettono all’Amministrazione sia di
dare sostanza e credibilità alle proprie dichiarazioni, ma soprattutto di
reperire ulteriori risorse economiche per sostenere degnamente quel gioiello
che è la scuola pubblica nella nostra città. Se istruzione, cultura e
formazione sono valori condivisi e quindi beni comuni, allora, è necessario che
ognuno secondo le proprie competenze ed attitudini, faccia il proprio ruolo per
difenderli, affinché non siano i cittadini senigalliesi – soprattutto i bambini
– a pagare la crisi.

CSOA Mezza Canaja

 

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21/02/09 DOPO IL CORTEO: “L’OSPEDALE RIMARRA’ LIBERO DA RAZZISMO E PAURA”

by on Feb.23, 2009, under Ambasciata dei diritti, Comunicati e Manifestazioni

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DOPO IL
CORTEO: “L’OSPEDALE RIMARRÀ LIBERO DA RAZZISMO E PAURA”

Sabato 21
febbraio il Coordinamento Migranti Terza Italia, il CSOA Mezza Canaja e
L’Ambasciata dei Diritti hanno portato in strada più di trecento persone tra
migranti e italiani per protestare contro il pacchetto sicurezza, soprattutto
contro la norma che dà la facoltà ai medici di denunciare i clandestini. 

Il corteo,
che ha visto la partecipazione di alcuni medici ed infermieri, era aperto da
uno striscione con scritto: “Medici, non spie. La salute è un diritto: No al
pacchetto sicurezza”. Partito da Via Carducci per fare una prima sosta sotto l’ingresso
dell’ospedale cittadino, dove hanno preso la parola alcuni attivisti di Terza
Italia provenienti dal Senegal e dal Marocco, l’avvocato dell’Ambasciata dei
Diritti Marche Paolo Cognini e il Direttore del pronto soccorso di Senigallia,
il Dottor Attilio Casagrande. Quest’ultimo con grande coraggio e chiarezza si è
schierato contro la norma che vuole trasformare i medici in spie, affermando
chiaramente che il pronto soccorso non denuncerà nessun clandestino che
ricorrerà a cure mediche. Un risultato importante della mobilitazione, che
rende le strutture sanitarie locali libere dalla paura e dal razzismo.

Il corteo
poi si è diretto in centro storico, per finire nella piazza centrale della
città. Qui, oltre a comunicare a molti cittadini presenti le ragioni della
manifestazione è stato anche lanciato un appello all’Amministrazione Comunale
di rifiutare l’attivazione delle ronde e la determinazione nel bloccarle dal
basso.

GALLERIA FOTOGRAFICA

 

PER APPROFONDIRE:
Comunicato pre
manifestazioe del Coordinamento Migranti Terza Italia

In corteo contro il governo
della paura
| Comunicato pre manifestazione del Csoa Mezza Canaja e
dell’Ambasciata dei Diritti
Volantino
della manifestazione

 

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21/02/09 IN CORTEO CONTRO IL GOVERNO DELLA PAURA – COMUNICATO DEL CSOA MEZZA CANAJA

by on Feb.19, 2009, under Ambasciata dei diritti, Comunicati e Manifestazioni

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IN CORTEO CONTRO IL GOVERNO DELLA PAURA

 

 “Chi è di casa, chi
è straniero, chi è diverso?

Partito con un sogno e rimasto senza poetica: Io, migrante
italiano in America”.

(da “Jackanapes – Sono tuo simile”
– Signor K)

“Vengono qua e ci stuprano le
nostre donne
”. E
già, perché le nostre donne possiamo stuprarle solo noi. In fondo è questo il
sottointeso che è nella testa di tutti coloro che ripetono questa frase. Quel
“nostre” dà la misura del livello di cultura maschilista, machista e fascista
che è in quell’espressione. La donna è intesa come un oggetto, qualcosa che si
possiede. La causa
della violenza sulle donne non è l’immigrazione – neanche statisticamente – ma
è l’uomo. Un uomo di merda!
“Eh ma, gli immigrati sono tutti
criminali, soprattutto i clandestini”
. Come dire che tutti gli italiani sono mafiosi,
soprattutto i siciliani. “Però ci rubano
il lavoro”
. Vallo a dire agli operai inglesi!

Potremmo proseguire con i luoghi comuni, soprattutto con quelli che il
Governo fomenta con inaudita violenza per costruire il capro espiatorio dei
mali che affliggono l’Italia. Ebbene sì, in tempi di crisi è necessario
costruire il “nemico pubblico” per darlo in pasto al popolo affamato. L’Italia è in recessione, i consumi calano, gli stipendi vanno a picco, i
licenziamenti e la disoccupazione andranno sempre più a costituire la
quotidianità di molte persone. Chi lavora, invece, incroci le dita e speri di non
essere tra quei quattro che ogni giorno ci rimettono la pelle. É la precarietà
che ci rende insicuri e la nostra insicurezza è la loro sicurezza.

È la sicurezza dei banchieri e dei ricchi industriali che si sono visti
risarcire la crisi che hanno prodotto. È la sicurezza di imprenditori e padroni
senza scrupoli che decentralizzano in est-europa mentre in Italia mettono gli operai
in cassa integrazione. È la sicurezza dei baroni e delle lobby
politico-economiche che gestiscono la formazione e la ricerca. Per tutti
coloro che invece si ritrovano investiti dalla crisi, c’è la risposta inutile e
umiliante della social card. Il sovrano non vuole che il popolo muoia di fame,
tanto meno che assalti i forni!

Il governo Berlusconi e soprattutto la Lega, avevano promesso più
autonomia alle regioni, federalismo fiscale, detassazione e: “Padroni a casa nostra, perché Roma è
ladrona!”.
Mentre i leghisti sono tutti a Roma ad occupar poltrone, nulla di tutto
ciò è stato realizzato ed in più nessuna risposta reale alla crisi economica è
stata data, tantomeno alcuna forma di ridefinizione dello stato sociale o
redistribuzione di reddito. E allora di chi è la colpa? Qualcuno, in fondo, dovrà più degli altri
pagare la crisi! Per questo serve il capro espiatorio cui addossare tutti i mali,
distogliendo così l’attenzione dalle politiche ad personam del governo. Ecco i migranti, ecco i nuovi untori!

La logica che sta dietro le norme vessatorie del pacchetto sicurezza nei
confronti dei migranti è la stessa che ordina le cariche contro gli operai di
Pomigliano e di Milano. Il padrone che fa lavorare in nero un clandestino è lo
stesso padrone che ricatta i lavoratori italiani sui salari. L’affitto o il
mutuo della casa sono un furto per tutti, e il problema delle graduatorie delle
case popolari non sono i migranti, bensì l’assenza decennale di una politica
abitativa di cui il più grande responsabile è lo Stato. La guerra tra poveri fa comodo a Berlusconi, agli speculatori, ai
banchieri, agli strozzini, ai palazzinari, alla mafia e agli squadroni fascisti
paragovernativi con la loro politica di coltelli e spranghe. La guerra tra
poveri è contro chi lavora, chi studia e tra le mille insidie della precarietà
cerca di costruirsi un futuro.

La paura, la xenofobia e il razzismo producono insicurezza per tutti e
tutte, perché ci rendono diffidenti gli uni verso gli altri. Diffidenti del
nostro vicino di casa o di chi ha una lingua diversa. La stessa diffidenza, la
stessa paura, che viene richiesta come alibi morale a chi lavora negli ospedali
per denunciare un clandestino. La sanità la vogliamo per tutti e la vogliamo gestita da medici e infermieri,
non da spie e delatori.

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Sabato 21 febbraio alle ore 17:00 saremo in Via Carducci per raggiungere
in corteo l’ospedale cittadino e chiedere che la direzione sanitaria locale
affermi tramite una posizione netta, ufficiale e pubblica il suo impegno a non
denunciare gli immigrati clandestini che necessitino di cure.

   
CSOA Mezza Canaja – Ambasciata dei Diritti

 

PER
APPROFONDIRE:

·         
 La salute è un diritto.
Medici e non spie
| Comunicato del coordinamento migranti "Terza
Italia"

·         
Scarica il volantino della
manifestazione

 

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21/02/09 MANIFESTAZIONE: LA SALUTE E’ UN DIRITTO! MEDICI E NON SPIE NO AL PACCHETTO SICUREZZA ORE 17 VIA CARDUCCI

by on Feb.16, 2009, under Ambasciata dei diritti, Comunicati e Manifestazioni

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