CSOAMezzaCanaja

Centro Sociale Occupato Autogestito Mezza Canaja
Lungomare L.Da Vinci 1
Senigallia (AN)

e-mail: mezzacanaja@yahoo.it
NUMERO ANTISFRATTO: 340/7137543

CONSIDERAZIONI SUL PIANO CERVELLATI

csamezzacanaja | 25 Gennaio, 2008 17:43

Considerazioni sul piano CeRVELLATI

Il centro storico di Senigallia fu colpito dal terribile terremoto del 1930, perdendo così parte del suo patrimonio architettonico e culturale. Il terremoto segnò la fine di un’epoca e di un’immagine: molti i monumenti crollati o abbattuti, tantissimi gli edifici scapitozzati degli ultimi piani, scorticati dell’intonaco e in parte mutilati delle decorazioni litoidi, sostituite da anonime fasce di cemento.
Il commercio, che in passato, per la presenza del mercato, delle fiere, delle botteghe artigiane e dei negozi, era l’elemento caratterizzante del centro storico, è entrato in crisi.

Il Piano Particolareggiato proposto dall’Architetto Cervellati interviene in attuazione del piano regolatore generale sull’area del centro storico, con lo scopo di ripristinarne la ricchezza monumentale e la vivacità perduta.

Considerazioni:

 1)      In linea teorica, riteniamo ineludibile la necessità e il dovere in un paese come l’Italia, di conservare/ mantenere viva la leggibilità delle città storiche, in quanto punto di forza e unicità artistico-architettonica - a volte perduta - di numerose città italiane.
In realtà la proposta di “riconferire al centro la perduta magnificenza”, nasconde all’atto pratico quello che viene descritto anche dall’Arch. Ceccarelli come “l’idealizzazione di una fotografia, l’ologramma della Senigallia di fine ‘800”, riproposta attraverso interventi quali falsi storici ed esercizi intellettuali arbitrariamente determinati, che non hanno nessun riscontro funzionale o di interesse pubblico da parte dei cittadini.
Nel particolare, l’idea di restituire ad alcuni edifici le volumetrie originarie non e’ cosa da poco (sia concettualmente che concretamente) e proprio per questo non dovrebbe essere fatto senza il convinto consenso dei senigalliesi.
D’altra parte c’è un’accesa discussione sulla ricostruzione del ghetto ebraico di Piazza Simoncelli descritta dall’Arch. Cervellati come un “vuoto, una lacerazione, uno sbilanciamento compositivo degli spazi aperti del centro”.
Totalmente in accordo con la cittadinanza che si è espressa sulla questione e in disaccordo con gli architetti Capodonico e Gasparetti (che sostengono che la città e’ fatta anche di vuoti architettonici), pensiamo che in realtà Piazza Simoncelli non sia un vuoto, ma che essa abbia assunto la sua funzione di luogo della memoria, e che quindi non ci sia la possibilità di ricostruire il ghetto.
Per citare il prof. Baldetti, ”la freccia del tempo non torna indietro e cio’che scompare definitivamente non può essere ricostruito se non attraverso la falsificazione”.
Infine come giustamente afferma il prof. Baldetti, oggi Piazza Simoncelli svolge un’importante funzione a livello igienico sanitario, di illuminazione e ventilazione.
 Al contrario ciò di cui avrebbe bisogno la città storica sarebbero interventi tesi a migliorare la leggibilità e l’identificabilità delle stratificazioni temporali e del rapporto tra città rinascimentale e impianto settecentesco; una migliore valorizzazione della cinta muraria (recentemente danneggiata anche dagli interventi sul ponte del Portone) e delle porte di accesso alla città (come Porta Lambertina); l’eliminazione delle funzioni non compatibili come la caserma del reparto celere; una migliore trattazione del verde pubblico; la restituzione delle proprietà della curia all’attività residenziale; il ritorno alla pubblica utilità dell’Arena Italia e dell’ex cinema Rossini (quest’ultimo finito nelle mani di non si sa chi).
Riteniamo invece valida ed utile la parte analitica del piano, così come la localizzazione dei parcheggi interrati e gli interventi già realizzati come il restauro del Foro Annonario, Piazza Manni, Via Carducci e Piazza dell’Oca.

 2)      Altro argomento complesso del Piano Particolareggiato è la funzione da “attribuire” al centro storico.
Cervellati propone di “frenare lo spopolamento del centro […]e la rivitalizzazione delle attività commerciali”. La domanda nasce spontanea: Come può una giunta pensare di ridare vita ad un centro storico, quando furono le stesse scelte di un governo di centro-sinistra (vedi la localizzazione dell’area del centro commerciale) a determinare l’irreversibile e lenta agonia di quello che dovrebbe essere il polo calamitante dell’intera attività sociale, commerciale e culturale della città di Senigallia?
La localizzazione dell’area commerciale del Cityper ha segnato, di fatto, la morte del Centro storico di Senigallia!
Una scelta opportunistica, paralizzante e irreversibile che vanta il predominio degli interessi economici dell’una e dell’altra parte in gioco: gli investitori che si sono tuffati in una così appetibile possibilità di garantirsi introiti per il resto della vita, e la Giunta comunale che si è apprestata a quest’operazione di grande portata con il fine di ottenere grandi quantità di denaro provenienti dalla vendita del terreno e dagli oneri di urbanizzazione. Una scelta che ha inciso negativamente sulla funzionalità dei singoli quartieri della città, portando alla creazione di quel grande polo magnetico che è l’area commerciale, capace ormai di creare flussi di traffico unidirezionali da e per il centro commerciale stesso.

In conclusione, affermiamo che il futuro del centro storico, nonostante la reale necessità di ripopolamento e di recupero della funzione commerciale, e’ già stato compromesso. Per lo stesso motivo, non capiamo come si possa parlare di questo progetto come “un’occasione di rinascita e di sviluppo”, in quanto ciò che si è sempre considerato il cuore della città non esiste più, perché non è più centrale nella vita quotidiana dei cittadini.

 CSOA Mezza Canaja

 

link: http://www.viveresenigallia.it/modules.php?name=News&file=article&sid=21068&mode=nested&order=0&thold=0

 

26/01/08 HC FEST ANTIFASCISTA E ANTIRAZZISTA

csamezzacanaja | 24 Gennaio, 2008 16:28


25/01/08 NAPOLI '008 - FINO ALL'ULTIMO RESPIRO - INCONTRO PUBBLICO

csamezzacanaja | 23 Gennaio, 2008 16:29

  CSOA MEZZA CANAJA
Venerdì 25 Gennaio – h. 21:30

Presenta:

 NAPOLI ‘008
FINO ALL’ULTIMO RESPIRO!

Testimonianze dall’insurrezione della monnezza.

Da 15 anni un comitato d’affari composto da camorra, imprenditori e politici tiene in scacco la Campania, lucrando sulla salute e sulla vita della sua popolazione.
Da 15 anni tramite il commissariamento e lo sperpero di denaro pubblico s’impedisce ogni soluzione alla crisi dei rifiuti.
Oggi, a Napoli si vive un momento di totale delegittimazione del potere istituzionale che si esplicita in un’insubordinazione sociale che non ha precedenti nella storia recente di questo paese. Nulla è stato risparmiato: governi centrali e locali, attività produttive di ogni tipo (anche quelle camorristiche) organi della repressione e dell'informazione, rappresentanza politica e sociale.
Oggi, a Napoli, grazie al lavoro certosino fatto in questi anni dalla Rete Campana Salute e Ambiente - gli unici a mettere in discussione l’intero piano rifiuti ed a connettere le lotte, rompendo i vari localismi - si sta riuscendo a costruire un’alternativa concreta al fallimento della politica ufficiale.

 Solidarietà alla popolazione campana!          Bassolino a casa!

-          Per capire cosa sta accadendo a Napoli.

-          Per capire come un’intera comunità si è organizzata per difendere il proprio territorio e la propria salute.

-          Per rompere il muro di menzogne che giornali e TV hanno costruito dietro i blocchi e gli scontri di pianura e di quarto.

 

 Incontro pubblico con:

- Giovanni Pagano (Laboratorio occupato Insurgencia” - Napoli Nord).
          - attivisti della “
Rete Campana salute e Ambiente


Link:
"L'eccedenza e l'immondizia" di Marcello Tarì
http://www.globalproject.info/art-14483.html
http://www.globalproject.info/art-12822.html

http://www.globalproject.info/art-13621.html

BASTA MORTI SUL LAVORO!

csamezzacanaja | 19 Gennaio, 2008 16:24

BASTA MORTI SUL LAVORO!


Il 24 dicembre siamo scesi in piazza per manifestare, con un sit-in umile e silenzioso, contro le morti bianche, raccogliendo l’appello lanciato dagli operai della Thyssenkrupp a mantenere viva l’attenzione su un dramma costante e senza fine.

Speravamo che l’attenzione della stampa, le parole ferme dei politici e la solidarietà delle istituzioni dello Stato, potessero essere un incentivo alla risoluzione del problema o almeno, all’impegno perché certi fatti non riaccadessero.
Ovviamente, la speranza era debole, ma sopportare nuovamente altri due operai morti a Venezia (Porto di Marghera), mentre svolgevano il loro lavoro è impossibile.
Impossibile è accettare la sistematica violazione delle norme poste a sicurezza dei lavoratori, impossibile è accettare di dover pensare che alla sera si possa non tornare a casa da una giornata lavorativa.
Di pochi giorni fa la scoperta della indecente lettera della dirigenza Thyssenkrupp che addossava le colpe dell’incidente alla mancanza di attenzione e tempismo degli operai; in poche parole gli operai se la sarebbero cercata!
Sempre di pochi giorni fa la sospensione di tre giorni per un operaio di Bergamo delle officine Pilenga, che, con senso di responsabilità, aveva denunciatola mancanza di controlli e sicurezza in fabbrica. Ed è di queste ore la notizia che un ragazzo è caduto dal tetto di un’azienda di Belvedere Ostrense, la Tecnos, ma per fortuna nonostante un volo di sei metri, si è salvato.
Inutili le parole e le promesse dei soliti politici fino a quando non sarà ridata centralità e rispetto al lavoratore, sempre più relegato ai margini di una società che insegue il profitto anche a discapito della vita umana.
Esprimiamo ancora una volta la sincera solidarietà nei confronti dei lavoratori e delle famiglie degli operai caduti, ma anche la vicinanza, senza se e senza ma, a tutti quei metalmeccanici che in questi giorni stanno scioperando e lottando per il rinnovo del contratto e per la dignità che gli spetta.

 “Di lavoro si muore perché di precarietà si vive!”
CSOA Mezza Canaja
(Senigallia)

CIRKO CANAJA organizza : CORSO DI TRAMPOLI

csamezzacanaja | 16 Gennaio, 2008 02:02

 

10/12/08 LA CASA E' UN DIRITTO! COMUNICATO DOPO LO SGOMBERO DELLE CASE IN PIAZZALE N. BIXIO

csamezzacanaja | 13 Gennaio, 2008 15:16

LA CASA E' UN DIRITTO!

NON PREOCCUPARTI PER IL FUTURO...NON CE L'HAI !!”

Lo sgombero delle case in “Piazzale Nino Bixio”, che ha subito conquistato le prime pagine della cronaca(Corriere Adriatico, il Messaggero), riteniamo sia meritevole di una considerazione complessiva sulla problematica locale della casa. Ci domandiamo innanzitutto se la lotta al degrado e all'emarginazione è corretto combatterla con soluzioni quali quelle degli sgomberi, che altro risultato non hanno, se non quello di rigettare persone in mezzo alla strada, per altro in pieno inverno. Questa domanda è rafforzata se si considerano quei casi in cui le abitazioni sono oggetto di ristrutturazione da parte degli stessi abitanti, proprio per consentire una vivere decoroso e civile, spia di un tentativo di integrazione e di uscita dalle condizioni di emarginazione e degrado. Insomma, tutt’altro che atti delinquenziali e pericolosi. Gli sgomberi e il clima di paura e diffidenza, che così si instaurano, acutizzano piuttosto che risolvere, quella che veramente è un'emergenza sociale, vale a dire, l'impossibilità di garantire un diritto importantissimo quale quello alla casa.

Certo, occupare una casa è illegale e lo è anche allacciarsi abusivamente al gas e all’elettricità. E’, però, altrettanto illegale affittare case in nero, costringendo a vivere in dieci in appartamenti la cui abitabilità è calcolata per tre o quattro persone. E’ illegale fa lavorare in nero e con paghe da fame delle persone, meglio se clandestine in modo da essere ancora più ricattabili. E’ poi vergognoso sfruttare la miseria e la disperazione altrui per lucrarci sopra e contemporaneamente per rendere più ricattabili i lavoratori italiani che per “reggere la concorrenza” devono mediare a ribasso su diritti, salari e sicurezza. Può l’Edra Costruzioni chiedere il ripristino della legalità, quando da decenni specula sul territorio cittadino? E’ la speculazione edilizia e sulla casa a creare l’emergenza abitativa che a sua volta è causa di occupazioni abusive e non il contrario. Intervenire sugli effetti invece che sulle cause, vuol dire semplicemente creare dei grandi eventi mediatici che nulla risolvono; vuol dire gettare fumo negli occhi a tutti noi. Della serie, forti coi deboli e deboli coi forti!

Durante la “Plage Sauvage” dell'agosto scorso, abbiamo denunciato le politiche urbanistiche e abitative del comune, in quanto poco mirate all'attenzione al risolvere i problemi sociali e sempre troppo tese a

favorire l'imprenditoria e alle sue speculazioni. Liquidare così un dramma, dirottandolo sulle problematiche della sola immigrazione, dell'ordine pubblico e degli sgomberi, non ci permette di cogliere una realtà che vuole Senigallia una delle città ad “alta tensione abitativa”, con più di duecento domande nelle liste per l'assegnazione delle case popolari e che riguardano tantissime famiglie italiane e straniere. E' proprio in conseguenza di questo che le occupazioni, quando riferite a case o stabilimenti sfitti, che non rientrano tra quelli di assegnazione e non generano guerre tra poveri, presentano tutto l'opposto di un problema, ma un percorso teso alla rivalorizzazione ed alla riutilizzazione di spazi abbandonati, utilizzando tale patrimonio – altrimenti lasciato al degrado - come ancora di salvezza per cittadini italiani e stranieri che altrimenti difficilmente troverebbero risposte dalle istituzioni.

La realtà, in questo caso, ci dice che non c’è nessuna “emergenza criminalità” ed il solo risultato dello sgombero è di continuare ad avere case senza gente e gente senza case.

CSOA Mezza Canaja

Ambasciata Dei Diritti


 

12/01/08 REGGAE DANCEHALL NIGHT

csamezzacanaja | 06 Gennaio, 2008 15:31

 


 

24/12/07 DI LAVORO SI MUORE ... PERCHE' DI PRECARIETA' SI VIVE

csamezzacanaja | 26 Dicembre, 2007 18:16

al centro dello shopping natalizio, nel giorno della vigilia di natale, abbiamo deciso di mantenere alta l'attenzione su una tragedia italiana che miete vittime più della guerra, ovvero, il lavoro.
Quello che segue è il comunicato distribuito durante il presidio in piazza roma.

 

DI LAVORO SI MUORE …
Perché DI PRECARIETà SI VIVE!

C’è voluta una vera e propria strage per ricordarci che nel nostro paese di lavoro si muore.

Questi morti e questi feriti sono operai, e non erano in guerra, ma stavano semplicemente svolgendo il loro lavoro per procurarsi da vivere per se e per le proprie famiglie.

Se guardiamo i dati vediamo che dall'aprile 2003 all'aprile 2007 i militari della coalizione che hanno perso la vita in Iraq sono stati 3.520, mentre, dal 2003 al 2006, in Italia, i morti sul lavoro sono stati ben 5.252. Un incidente ogni 15 lavoratori, un morto ogni 8.100, una media di 4 morti al giorno  … cifre da guerra civile! (Fonte: “Il sole 24 ore”).

Si, c’è voluta una strage per dare alle morti bianche quella “prima pagina” che generalmente è occupata dalla morbosità della cronaca nera o rosa.

La vita dei lavoratori vale meno del loro prodotto e del costo di un’assunzione regolare e di un corso di formazione professionale;

Le imprese negli ultimi quindici anni hanno aumentato del 90% le loro entrate, i salari non sono aumentati più del 10%. Eppure, sentiamo costantemente parlare della centralità della famiglia ma poi i lavoratori, stritolati dalla precarietà e da salari bassi, sopratutto i più giovani, ma non solo, sono impossibilitati a programmare la loro vita,  trovare casa, farsi una famiglia. Si parla della necessità di tutelare e di difendere la vita, salvo poi scordarsene quando il problema riguarda il profitto e la produzione. Si denuncia ovunque l’emergenza sicurezza, ma di che sicurezza si parla quando per guadagnarsi da vivere si rischia la vita?!

Ora, politici ed industriali fanno a gara per chi è più dispiaciuto – la Thyssenkrupp nonostante abbia le mani sporche di sangue, ha anche la faccia tosta di portare corone di fiori ai funerali degli operai – ma sono loro i primi responsabili di questo stillicidio quotidiano. Loro, con il “pacchetto Treu” e la “legge 30” . Loro, che invocano ed ottengo quotidianamente più produttività, più competitività, più profitti (da tenersi ben stretti). Loro, che impongono sempre più flessibilità, precarietà, ritmi e orari lavorativi insostenibili; che affossano  ogni tipo di contrattazione collettiva con lo scopo di isolare ed indebolire i lavoratori, rendendoli ricattabili sia sul salario che sulla stabilità del posto di lavoro.

Anche i vertici sindacali non sono esenti da responsabilità, in quanto accettando le logiche concertative si sono sostanzialmente trasformati in soggetti di mediazione, utili al padronato per soffocare ogni forma di autonomia e di conflittualità operaia.

Ed anche quando i metalmeccanici manifestano per il rinnovo del contratto, come è avvenuto questo martedì a Milano, la risposta sono i nasi rotti dalle manganellate della polizia.

Degli operai ce se ne accorge solo quando ne muore qualcuno, allora fa scandalo, il giorno dopo ne parlano tutti e poi su di noi ricade il silenzio”. Per questo, oggi, lunedì 24 dicembre, abbiamo deciso di rispondere al grido lanciato dagli operai di Torino e di farlo con un semplice sit-in, silenzioso e rispettoso del dolore, per dare il nostro umile contributo a far si che quello che è successo invece di cadere nel dimenticatoio, possa indignare le coscienze di tutti.

Esprimiamo la nostra più sentita solidarietà a tutte le famiglie di quei lavoratori che ogni giorno cadono per guadagnarsi da vivere.

 CSOA Mezza Canaja

26/12/07 MOSTRA FOTOGRAFICA "VUELVO AL SUR _ VOLTI DAL LATINO AMERICA" DI CHIARA CHIOSTERGI + APERITIVO

csamezzacanaja | 15 Dicembre, 2007 19:43

 

 

 

26/12/07 CENA SOCIALE : AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA

csamezzacanaja | 15 Dicembre, 2007 19:42

PER PRENOTAZIONI TEL 333 1295984 ENTRO IL 23 DICEMBRE

22/12/07 DA ROMA : VILLA ADA SOUND

csamezzacanaja | 15 Dicembre, 2007 19:37

 
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