Centro Sociale Occupato Autogestito Mezza Canaja
Lungomare L.Da Vinci 1
Senigallia (AN)
Dalla stazione FS: autobus linea 2 (direzione lungomare levante ciarnin) e linea 4 (lungomare levante marzocca)
Dall' autostrada: uscita casello SENIGALLIA, dopo lo svincolo girare a destra (est),proseguire sempre dritti direzione LUNGOMARE, dopo il sottopassaggio davanti alla ROTONDA A MARE girare a destra (sud) e proseguire per circa 4 Km
e-mail: mezzacanaja@yahoo.it
www.myspace.com/mezzacanaja
NUMERO ANTISFRATTO: 366/1699739
csamezzacanaja | 30 Giugno, 2009 19:48
E' dal 2 all'11 luglio,
che in tutta Italia i movimenti hanno annunciato le giornate di contestazione
al prossimo vertice del G8. Un percorso di mobilitazione diffusa in tutto il paese dove le
comunità in resistenza si mobiliteranno contro quella che definiscono "la
crisi e la precarietà, la devastazione e la speculazione ambientale e
riaffermare l'autodeterminazione sulle decisioni che riguardano il proprio
futuro. Un percorso di solidarietà con le popolazioni abruzzesi colpite dal
sisma che in quei giorni protesteranno contro la militarizzazione della
gestione dell'emergenza e per un progetto di ricostruzione sociale dal basso.
Anche i movimenti sociali marchigiani saranno protagonisti della
contestazione anti G8: le Comunità Resistenti lanciano per giovedì 9 giugno ad
Ancona la giornata di mobilitazione nelle Marche. Nel porto di Ancona
secondo gli stessi "ogni giorno si violano i più elementari diritti umani,
si nega sistematicamente il diritto di asilo. Ogni giorno, profughi e
richiedenti asilo, uomini e donne che fuggono dall'Afghanistan e dall'Iraq, dai
paesi martoriati dalla guerra, vengono direttamente respinti dalla polizia di
frontiera e reimbarcati nel viaggio di ritorno verso l'inferno del campo
profughi di Patrasso. Uomini e donne come Amir, che ha incontrato la morte
schiacciato dal tir dove aveva trovato rifugio."
I movimenti sociali "fanno appello a tutta la cittadinanza, ai precari e
agli studenti, ai migranti, alle associazioni e alle singole soggettività per
costruire insieme una Giornata Senza Frontiere, per dire basta alla vergogna
dei respingimenti, per liberare il porto dalle barriere e dalle gabbie dove si
infrangono i desideri di libertà di centinaia di sans papiers.
Una Giornata Senza Frontiere per rivendicare l'indipendenza e l'autonomia delle
comunità che resistono al razzismo e ai dispositivi autoritari, aprendo le
porte d'oriente alla libertà e ai diritti. Il percorso di mobilitazione inizia
con la partecipazione alla giornata dell'indipendenza di Vicenza contro la base
militare Dal Molin. Per informazioni sulla partecipazione: tel 333 1295984 - email
mezzacanaja@yahoo.it
Giovedì 9 luglio la GIORNATA
SENZA FRONTIERE prenderà inizio con il concentramento della
manifestazione alle ore 19.00
in Piazza Roma ad Ancona. Per informazioni e contatti:
tel 333 1295984 email: mezzacanaja@yahoo.it
PER APPROFONDIRE: NO G8 - APPELLO DELLE COMUNITA' RESISTENTO DELLE MARCHE
csamezzacanaja | 30 Giugno, 2009 15:19
csamezzacanaja | 30 Giugno, 2009 12:48
SENIGALLIA BANDIERA GRIGIA D’EUROPA!
"Sabato mattina abbiamo assistito all’ennesima manifestazione ridicola organizzata a Senigallia. “Una festa del mare ma anche di un territorio che sa tutelare l’ambiente e valorizzare il turismo”, ovvero Sindaci, Dirigenti e Assessori in doppio petto che celebrano alla Rotonda, l’ennesimo spazio pubblico sottratto alla città, la consegna delle 16 Bandiere Blu conquistate dalle città marchigiane".
Bandiera Blu? A Senigallia? Forse lor signori non sono al corrente, o meglio fingono di non esserlo, che questa Amministrazione è responsabile di un progetto che peggiorerà notevolmente la qualità della vita dei cittadini di Senigallia, città che si è già aggiudicata il terzo posto nella lista nera dell’inquinamento, sforando per più della metà dell’anno la soglia d’emissione di polveri sottili e non.
Un progetto che peggiora la qualità della vita e la salubrità dell’aria di tutti per migliorare e rinforzare il portafoglio di pochi. La complanare, infatti, è una strada, o meglio un’opera costruita ad arte per chi poi edificherà attorno ai sei svincoli che si potranno incontrare in soli 7,8 km di strada ad “altissimo scorrimento”! Più volte abbiamo chiesto a quest’Amministrazione di porre un vincolo attorno a quei terreni, apparentemente agricoli, che costeggiano la complanare proprio perché questa nostra “malafede” venisse sconfessata. Ancora aspettiamo una risposta. Però abbiamo la Bandiera Blu!
E cosa ce ne facciamo di un mare “pulito”- basti pensare all’Api e ai frequenti versamenti in mare di carburante - se poi il resto della città soffoca e si imbruttisce per lo smog? Ecco la nostra provocazione: consegnare la simbolica bandiera grigia d’Europa che non rappresenta solo il colore dell’inquinamento, ma anche dell’indignazione di fronte a scelte di una amministrazione dove asfalto e strade vengono prima del diritto alla salute e all’abitare dei suoi cittadini; scelte di un profilo turistico altolocato capace di pagare 6.000 euro al mq un appartamento, oppure di trasformare un porto per far spazio agli yacht a discapito delle possibilità di lavoro per altri.
Ma in questa città le menti sono distratte da molto folklore e tanti intrattenimenti da far perdere di vista le contraddizioni di questa classe politica e per chi parla fuori dal coro solo ingiurie e disprezzo, i fischi si trasformano in pietre che hanno avuto il grande onore di rompere questa orribile vetrina che si sta costruendo, svelando la grande incapacità di chi ci amministra nel gestire la partecipazione dei cittadini alla vita politica e sociale di questa città. “Libero fischio in libero stato” . Sandro Pertini
Comitato Versus Complanare … e non solo
Csoa Mezza Canaja
csamezzacanaja | 25 Giugno, 2009 18:25
csamezzacanaja | 23 Giugno, 2009 21:49
csamezzacanaja | 23 Giugno, 2009 17:44
Le Comunità Resistenti delle Marche fanno proprio l’appello contro il G8 lanciato dall’assemblea nazionale del 1° giugno tenutasi nel capoluogo abruzzese colpito dal sisma.
“L’Aquila e le altre, oltre il g8” coglie il segno della rinnovata forza e intelligenza collettiva dei movimenti nell’interpretare e misurare la trasformazione del presente al tempo della crisi.
Sono i bisogni e i desideri reali che attraversano i territori ad alimentare nuove forme del conflitto, a dar vita a movimenti che provano a ricomporre dal basso il legame sociale e cooperante delle nostre comunita'. Comunità in resistenza che con i colori dell’autonomia e dell’indipendenza disegnano nuove istituzioni del comune.
E’ questo segno che ritroviamo nell’itinerario tracciato dalla contestazione ai G8 tematici, nella centralità riconosciuta al protagonismo dei migranti, dei precari della formazione e della ricerca, delle soggettività attive sul terreno di rivendicazione del diritto al reddito e alla casa, di quanti si oppongono ai nuovi dispositivi securitari.
Lo stesso segno della dignità testimoniata dalla straordinaria reattività delle comunità abruzzesi, che senza piegarsi all’emergenza, tentano di rovesciarla contro chi ne vuole fare un esperimento autoritario.
E’al loro fianco che condivideremo la battaglia per la ricostruzione sociale e sosterremo le iniziative che realtà sociali abruzzesi e le popolazioni sfollate autonomamente individueranno le per le giornate del vertice.
Anche dalle Marche rilanciamo l’appello a una mobilitazione diffusa che attraversi tutte le città italiane ed europee, le capitali degli otto grandi.
Le porte d’oriente del nostro territorio soffrono di una ferita aperta, che non si rimargina, che giorno dopo giorno gronda il sangue delle centinaia di migranti e richiedenti asilo che incontrano la morte sulle sponde dell’Adriatico.
I movimenti sociali marchigiani, le esperienze di autogestione, l’associazionismo per la cooperazione e i diritti di cittadinanza, le reti contro la devastazione e la speculazione, lanciano una grande giornata di iniziativa al porto di Ancona per il fine settimana in concomitanza con le date del summit.
Una Giornata Senza Frontiere: un giorno per recuperare alla città di Ancona lo spazio negato del porto, per liberarlo dalle barriere e dalle gabbie dove si infrangono i desideri di libertà di centinaia di esseri umani: uomini e donne che affermano, col sacrificio della loro vita, la nuova cittadinanza globale e solidale.
Una Giornata Senza Frontiere nel segno dell’autonomia e dell’indipendenza dentro e contro la crisi dell’impero, quell’indipendenza che sabato 4 luglio a Vicenza decreteremo insieme al popolo No Dal Molin per liberare la terra dalle basi di guerra e restituirla alla dignità del comune.
Comunità Resistenti delle Marche contro
il G8
AGGIORNAMENTI E APPROFONDIMENTI
- Contro il G8 del prossimo luglio | Appello
- Approfondimenti e aggiornamenti su Globaproject.info
- Assemblea a L'Aquila contro il G8
csamezzacanaja | 23 Giugno, 2009 17:30
Con la Cooperativa Sena Gallica.
IN DIFESA DELla storia e DELla cultura di Senigallia.
C’è una cooperativa di quattro persone che nel 1999 crea un vivaio di molluschi. Nel 2003 la cooperativa si espande, diciannove soci e lavoro a terra con il pesce, fino al 2008 che apre la rosticceria. Una cooperativa che oltre a servire i “clienti al minuto”, serve l’80% dei ristoranti di Senigallia.
C’è un progetto di cinque ettari, con hotel a cinque stelle, centottanta appartamenti, un centro civico, una piazza ovale di 3000 mq e cinquecento parcheggi. Il futuro polo di lusso che dovrà sorgere nell’area Sacelit.
Da una parte ci sono dei nostri concittadini che con il loro lavoro tengono alta la storia, la cultura e le radici di Senigallia: città portuale e di pescatori. Dall’altra c’è un progetto di speculazione edilizia che mira a soddisfare gli interessi privati di famelici costruttori ed egocentrici progettisti.
La Cooperativa Sena Gallica è una ricchezza economica e culturale per la città. Il polo di lusso all’Area-Sacelit è uno spazio pubblico sottratto ai senigalliesi.
Nel mezzo vi è una rotatoria progettata ad hoc per portare i ricconi di turno nel loro polo di lusso, che minaccia di chiudere la Cooperativa Sena Gallica. E chi se ne frega, dirà la Giunta, infondo, prima il Comune ha concesso lo spazio, i membri della cooperativa lo hanno ristrutturato a spese loro con un contributo del 40% dalla Regione, per poi pagare regolarmente un affitto. La struttura è passata da un bilancio passivo ad attivo, da essere zavorra per l’Amministrazione a essere una risorsa.
Adesso l’Amministrazione tace, si deve far posto alla rotatoria e tanti saluti per chi di pesca ci vive. Infondo i soci e i dipendenti di Sena Gallica potranno fare come tutti noi, passare tra le luccicanti vetrine di lusso, guardare i mega appartamenti e le suite dell’albergo. Guardare e non toccare, perché l’area Sacelit, come l’ex-ENEL diventeranno uno spazio privato per utenti e non più uno spazio pubblico per gli abitanti di questa città.
Esprimiamo la nostra completa solidarietà alla Cooperativa Sena Gallica, perché difendere loro, vuol dire difendere il lavoro, l’economia, la storia e la cultura di Senigallia. Ci mettiamo a disposizione della cooperativa per qualsiasi iniziativa ritengano utile intraprendere per difendere il frutto di dieci anni di lavoro.
CSOA Mezza Canaja
csamezzacanaja | 21 Giugno, 2009 17:17
BOICOTTIAMO I FESTIVAL DELLE CULTURE
Di Mohamed Malih
Da un lato la politica che mette in guardia dagli stranieri. Sempre dallo stesso lato fra le etnie vengono innalzate barriere anti commistione, netto discrimine fra il bene e il male. Le etnie con le relative culture d'appartenenza sono il bene quando ovviamente sono italiche. A difesa di tanta purezza stanno i soliti giovin politici le cui carriere veleggiano alla grande. I venti xenofobi che battono l'europa soffiano sempre a loro favore, ce l'hanno sempre in poppa.
Ma ora siamo
nella stagione dei festival e non sta bene parlare di queste cose.
In tutte le città c'è una sorta di armistizio. Una tregua. Si quietano le
ronde. Scemano le aggressioni a sfondo razziale. O almeno questo sembra dai
giornali locali che d'estate sembrano preferire altre prede, e per un po' degli
stranieri vittime e carnefici si sente parlare con meno insistenza. Anzi si
scopre il lato gioioso e giocoso degli stranieri. E quindi via con le Kermesse,
le rassegne, le feste ed i festival.
In tutta Italia, da Nord a Sud si innalza un inno alle culture. Le
amministrazioni si sbizzariscono in titoli da dare a queste rassegne. A Ravenna
abbiano il Festival delle culture. A Senigallia siamo alla terza edizione della
festa dei popoli.
Laddove per tutto l'anno non si trovavano due lire per un corso
d'italiano, o un simil tetto per protteggere dal freddo i tanti senza casa, o
per mettere qualche mediatore in più nelle scuole… all'improvviso budget di
tutto rispetto vengono sperperati nel giro di due o tre giorni. Vengono messe
su delle carnevalate in cui le culture sono chiamate a mettersi a lustro e
sfilare per le piazze inscenando ipocrite pantomine pseudo-culturali,
pagliacciate di pessimo gusto in cui si mischia il cuscus ai balli tribali, la
paella alla danza del ventre, il non so cosa al non so cos'altro, un orgia
pagana, un vero insulto alle tradizioni, un meltingpot alle vongole, numeri
circensi tirati fuori direttamnete dal cilindro di una società scopertasi
magicamente multietnica. Il tutto con la complicità di alcuni nostri cosiddetti
rappresentanti di noi marocchini, algerini, peruviani, ecc, che non
venendo mai interpellati per alcunchè nelle politiche che li riguardano,
interpretano il loro coinvolgimento in queste kermesse, quando sono in buona
fede, come un riconoscimento al loro presunto ruolo di guida delle loro
comunità di riferimento. Quando invece sono in malafede, questa è solo un
occasione per racimolare qualche soldino. Le amministrazioni non mancano mai di
elargire qualche briciola a questi stranieri perché inscenino i loro usi e
costumi.
Davvero siamo alla svendita delle culture. Un mercato rionale dove nelle
bancarelle si mercanteggiano feticci identitari. Siamo anzi alle marchette
culturali. Sento impellente il bisogno di dissociarmene.
Dopo un anno di leggi razziste, dopo un anno di dichiarazioni da
apartheid, dopo i morti ammazzati di Castelvolturno , dopo le umiliazioni che
quotidianamente ci vengono inflitte, ora, con il bene placido dei migliori di
noi va in scena questo scempio delle culture.
I migranti intellettuali spesso fanno da testimonial a questi
festival, sono chiamati come consulenti, o a recitare le loro poisiuole sulla
migranza, a presentare i loro volumetti sulla diaspora, e tutti giulivi
ad autocelebrarsi, mai che si alzi una voce da parte di costoro per denunciare
i sorprusi e le ingiustizie di cui sono vittime gli immigrati.
Invece di spendersi in queste cause si accontentano di fare i
saltinbanchi; girano da una fiera all'altra, da un festival all'altro riducendo
e svilendo il ruolo di intellettuali della diaspora a mere comparse
folkloristiche in queste sagre della cultura.
Contro il pacchetto sicurezza e la visione umanitaria che lo sottende, contro
il razzismo, contro lo sfruttamento degli immigrati, per rispetto dei tanti
morti annegati rivolgo un appello agli immigrati, ai nostri intellettuali, agli
amici e ai partiti italiani e ai loro esponenti perché, almeno per quest'anno,
disertino questo genere di Festival.
Di boicottarli o di usare i loro palcoscenici per denunciare le
manchevolezze delle attuali poliche sull'immigrazione. Perché finchè ci
fanno la festa non abbiamo nulla da festeggiare.
INTERVENTI POST-ARTICOLO
- Il sostegno a Malih dell’Ambasciatta dei Diritti | Ambasciata dei diritti: italiani e migranti... ci fregano tutti quanti
- L’intervento dell’Assessore Volpini | Volpini sulla polemica immigrati: 'Una strumentalizzazione irresponsabile'
- Il Coord. Migranti Terza Italia risponde all’Assessore | Gli immigrati a Volpini: 'Paradossale l'ottimismo dimostrato sui dati'
csamezzacanaja | 17 Giugno, 2009 16:47
NO DEVASTAZIONE AMBIENTALE
NO SPECULAZIONE EDILIZIA
NO COMPLANARE
PER APPROFONDIRE:
- Cronaca dettagliate e foto delle azioni
- Comunicato del CSOA Mezza Canaja e rassegna stampa
- Comunicato del Comitato Versus Complanare…e non solo!
csamezzacanaja | 16 Giugno, 2009 19:36
csamezzacanaja | 16 Giugno, 2009 16:36
VERSUS COMPLANARE
NO VERSUS CATERPILLAR
Contavamo sulla trasmissione Caterpillar che, pur in modo leggero, tratta problemi legati all’ambiente, al sociale e alla legalità, per presentare al pubblico un problema della nostra città. Era nostra intenzione sin dallo scorso anno approfittare della vetrina mediatica del CaterRaduno per far conoscere le nostre ragioni non di “cortile” ma di territorio, esprimendo una protesta pacifica, giocata sui toni dell’ironico ma al tempo stesso seria e motivata. Considerato che lo scorso anno non ci hanno neanche risposto, ci abbiamo riprovato. Inizialmente ci hanno promesso uno spazio di 2 minuti durante la diretta, poi il giorno seguente hanno ritrattato, smentendoci e screditando le nostre parole e la nostra credibilità. Quando domenica ci hanno visto arrivare piuttosto numerosi ci hanno offerto un secondo invito riparatore ma fuori della diretta, giustificandosi che agli ascoltatori di Caterpillar non interessano i problemi locali. L’unico modo per farci vedere e ascoltare è risultato quello degli striscioni e dei fischietti.
Invece è risultato più comodo farci passare per cattivi manifestanti, addirittura imputabili del mancato ritorno del CaterRaduno! Ci teniamo a sottolineare che non abbiamo interrotto in nessun modo la trasmissione nè ci interessava farlo, così l’exploit finale del conduttore Cirri a trasmissione finita ci ha davvero lasciato attoniti: quella frase urlata “Vergognatevi, ci avete rovinato un anno di lavoro!” accompagnata da gesti di dubbio gusto (filmati e documentati) la respingiamo con dignità e veemenza. Vergognarci perché non abbiamo fatto finta che tutto fila liscio in questa città e che tutti i cittadini hanno pari dignità e trattamento? Vergognarci perche non abbiamo accettato di buon grado di essere silenti e consenzienti alla censura? Vergognarci perché non accettiamo il misero risarcimento per la demolizione e svalutazione delle nostre uniche case? Vergognarci per essere scesi in piazza, luogo pubblico da sempre deputato alla comunicazione, per manifestare legittimamente le nostre istanze? Vergognarci per aver “contaminato” gli applausi diretti al Sindaco quando a fronte di un anno di lavoro “organizzativo” (loro!) c’è una vita (nostra!)di sacrifici e fatiche rovinata per sempre con l’assenso della nostra amministrazione?
Come non capire che il problema della tutela del paesaggio, il problema della salute e della vivibilità, della salvaguardia del bene comune si intrecciano ormai in un unico nodo che va affrontato in Italia come a Senigallia, dal basso all’alto, dal centro alla periferia? Da qui si dovrebbe ripartire tutti per una città più vera e più viva dove non bastano i riflettori di una settimana a esprimere un’ anima ambientalista e attenta al sociale. A questo riguardo, avendo assistito ad una “criminalizzazione mediatica” nei confronti dei ragazze e ragazze del centro sociale Mezza Canaja, vorremo, a difesa, esprimere la nostra gratitudine a questi giovani che, pur non abitando nelle future zone “da macello”, hanno fin dall’inizio combattuto al nostro fianco mettendo a nostra disposizione risorse culturali e organizzative senza chiedere nulla in cambio, semplicemente con la passione e la consapevolezza del devastante scenario urbanistico che incombe su Senigallia. Questa partecipazione l’avremmo desiderata da chi si spaccia, con tanto di certificazione, paladino dell’ambiente!
Comitato Versus Complanare…e non solo!
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