CSOAMezzaCanaja

Centro Sociale Occupato Autogestito Mezza Canaja
Lungomare L.Da Vinci 1
Senigallia (AN)

Dalla stazione FS: autobus linea 2 (direzione lungomare levante ciarnin) e linea 4 (lungomare levante marzocca)
Dall' autostrada: uscita casello SENIGALLIA, dopo lo svincolo girare a destra (est),proseguire sempre dritti direzione LUNGOMARE, dopo il sottopassaggio davanti alla ROTONDA A MARE girare a destra (sud) e proseguire per circa 4 Km

e-mail: mezzacanaja@yahoo.it
www.myspace.com/mezzacanaja

NUMERO ANTISFRATTO: 366/1699739

04/01/09 GAZA NON E' SOLA: CORTEO IN CENTRO STORICO

csamezzacanaja | 05 Gennaio, 2009 16:38

Corteo a Senigallia

GAZA NON E’ SOLA!

Oggi, domenica 4 gennaio, il neonato Coordinamento Migranti Senigallia “Terza Italia”, insieme al CSOA Mezza Canaja e l’Ambasciata dei Diritti sono scesi in piazza per manifestare la propria solidarietà alla lotta del popolo palestinese che in questi giorni sta resistendo all’attacco israeliano. 

Un sit-in in Piazza del Duca che grazie ad una grande partecipazione si è presto trasformato in un corteo che ha percorso tutte le vie principali del centro storico.

In più di trecento persone tra italiani e migranti – con una massiccia partecipazione di quest’ultimi – hanno urlato la propria indignazione verso il massacro che è in atto a Gaza. Dalla Rocca Roveresca è stata ammainata la bandiera dell’Unione Europea e issata quella palestinese.

Nessuna equidistanza è possibile tra aggressore e aggredito, tra carnefice e vittima. Siamo con i palestinesi, con le loro donne, i loro bambini, i loro uomini e con i loro resistenti.

Ancora una volta pietre contro carri armati. Ancora una volta la dignità di un popolo contro la prepotenza di uno Stato e dei suoi accoliti americani. Ancora una volta la solidarietà di chi non si vuole sentire complice dell’attendismo interessato dell’Europa.

Il corteo di oggi, ha però anche un’importanza tutta locale. Infatti, per la prima volta a Senigallia, i migranti si sono autorganizzati e sono usciti dal quartiere porto, che ormai è sempre più un ghetto separato dal resto della città da un muro invisibile fatto di pregiudizi, diffidenza e speculazione politica che alimenta paura e razzismo tra i cittadini.

I migranti, oggi, oltre a solidarizzare con la Palestina hanno denunciato le condizioni di precarietà e sfruttamento che quotidianamente vivono, dalla casa al lavoro. Problemi che accomunano tutta una fascia di popolazione al di là del paese di provenienza, della lingua, della cultura e della religione. Un problema comune anche a molti italiani. Solo organizzandosi insieme, sfidando diffidenze e pregiudizi, si può lottare per i propri diritti e per la propria dignità.

   

coordinamento migranti senigallia terza italia

csoa mezza canaja

ambasciata dei diritti

 

 -Galleria fotografica

 

 

05/01/09 NASCE IL COORDINAMENTO MIGRANTI "TERZA ITALIA"

csamezzacanaja | 05 Gennaio, 2009 02:07

I migranti si autorganizzano:

A Senigallia nasce “Terza Italia

Da pochi giorni siamo entrati in un nuovo anno, quello che si è chiuso ci lascia negli occhi le immagini della strage di Castelvolturno, l’uccisione a Milano di Abba, il pestaggio a Parma di Emanuel, controlli continui nei nostri negozi, nelle strade, nei quartieri, sgomberi di case e centri di accoglienza.

Quello però che abbiamo vissuto è stato anche un anno di partecipazione, dignità e rivolta. Per la prima volta in Italia, i migranti sono scesi in piazza, si sono autorganizzati, sono stati motore delle proprie lotte.

Il protagonismo emerso è l’altra faccia di una medaglia fatta di emarginazione e discriminazione, di politiche securitarie strumentali al soffocamento e governo dei conflitti sociali.

La riscrittura in atto delle norme che disciplinano la vita dei migranti mira a cambiare radicalmente il nostro modo di vivere e a cancellare qualsiasi forma di stato sociale.

Prima la “Bossi-Fini” ora il “pacchetto sicurezza” con il quale ipocritamente si cerca di scaricare su di noi il fallimento più generale di una società colpita dalla crisi economica e incapace di pensare ad un modello diverso di gestione del territorio e delle vite che non sia fatto di repressione, polizia e dispositivi di controllo.

Siamo con tutti gli studenti e lavoratori che urlano “noi la crisi non la paghiamo”, non siamo disposti a vivere nell’invisibilità e ad accettare, con il lavoro nero e la clandestinità, di pagare le responsabilità di chi per decenni si è arricchito sulla sofferenza e povertà dei più.

A Senigallia siamo schiacciati dai continui controlli in via Carducci e nel rione Porto, dal problema della casa, dalla mancanza di un centro di accoglienza, dalle restrizioni e condizioni inaccettabili che viviamo, soprattutto in estate come lavoratori ambulanti.

Siamo stanchi di delegare i nostri bisogni ad associazioni, partiti e sindacati che accrescono il proprio prestigio politico ed economico sulla nostra sofferenza. Da oggi decidiamo noi, autorganizzandoci dal basso, scegliendo noi i contenuti, i tempi e le forme della lotta. Ci siamo chiamati “Terza Italia” perché sia chiaro a tutti che c’è un terzo mondo anche dentro le sfavillanti città d’occidente, Italia e Senigallia comprese.

In questi giorni il nostro cuore batte per i fratelli e le sorelle palestinesi. Il dolore e la rabbia che ci stringono sono il seme di una lotta che viene e di una strada che con gioia ci apprestiamo a percorrere.

 

A Zaher,

perché un grido di libertà si alzi nel cielo.

 

Coordinamento Migranti Senigallia

“TERZA ITALIA”

  

Rassegna Stampa:

Giornale On-line 60019
http://www.60019.it/index.mv?senigallia=A-Senigallia-nasce-Terza-Italia:-coordinamento-dei-migranti&fname=60019rubriche_leggi&num_rubr=3&num_art=1231089979
Il Messaggero
http://sfoglia.ilmessaggero.it/view.php?data=20090104&ediz=13_ANCONA&npag=40&file=E_4797.xml&type=STANDARD
Giornale On-line Viveresenigallia:
http://www.viveresenigallia.it/index.php?page=articolo&articolo_id=185122
 
 

05/01/09 INAUGURAZIONE MOSTRA "MARMISTA IN FUGA" DI D. BELENCHIA + CENA SOCIALE + CONCERTO JAZZ PIANETA DROP

csamezzacanaja | 03 Gennaio, 2009 23:47

01/01/09 AUGURI, PER UN 2009 DI RABBIA E DIGNITA'

csamezzacanaja | 03 Gennaio, 2009 17:50

AUGURI. PER UN 2009 DI RABBIA E DIGNITÀ

Non abbiamo che la rabbia e la dignità.
La rabbia che ci fa inorridire davanti alle immagini di questi giorni nella Striscia di Gaza, ai barconi stracolmi di uomini, donne e bambini che arrivano su improbabili barche nelle nostre coste, a chi non ci riesce e muore a tredici anni schiacciato dal tir sotto cui si nascondeva.
La rabbia che proviamo di fronte a questa guerra che ci impone nuove basi militari o all’arroganza del potere che vuole distruggere i nostri territori con mega discariche o linee ad alta velocità.
La rabbia che abbiamo provato in tanti per l’omicidio di Alexis in Grecia, come Carlo Giuliani a Genova, sette anni indietro. Per Abbba.
La rabbia che proviamo di fronte al Potere che ci vuole impoverire, sfruttare, controllare.
La rabbia verso chi sgombera spazi sociali e case occupate, agli imbecilli che predicano e praticano l’odio e la violenza.
La rabbia per chi è rinchiuso in un CPT e si ribella. Per chi muore di freddo nelle nostre ricche città o dal fuoco in una baracca.
La dignità è la nostra arma, l’arma di chi in tutto il mondo non si sottomette, non accetta, e cerca di costruire altri cammini.
Partiamo dunque per un viaggio di cui non conosciamo le strade, né immaginiamo le destinazioni. Un viaggio lungo un anno ma anche cento, mille, e che durerà un anno e anche cento. Ma non sapere le strade non significa non avere nulla negli occhi. E sono le immagini di Gaza martoriata, dei suoi figli più piccoli massacrati e straziati, ad occupare oggi tutta la nostra visuale.
Partiamo con il cuore stretto da una morsa, quella dell’assurdità di questo mondo ingiusto, orribile. Partiamo sapendo che questo ci resterà dentro, ed è l’unica cosa che sappiamo. Si può forse portare con sé il dolore come compagno di viaggio? Si può mettersi in cammino con questo fardello che ti pesa e ti schiaccia?
Dovremo imparare a portarlo, impedendo che esso ci inchiodi al suolo, fermi, prostrati.
I bimbi di Gaza, come quel murales di Banksy tracciato sul muro israeliano della vergogna e dell’aphartheid, vogliono solo volare, attaccati ad un pallone che sale verso il cielo.
A loro, ai loro sogni e desideri che qualcuno o qualcosa di mostruoso cerca di rubare, va il nostro pensiero. E se nel percorso sconosciuto in cui ci avventuriamo, la coltre di nebbia, di fumo, di oscurità sarà fitta così tanto da renderci incapaci di proseguire, alzeremo gli occhi, cercando gli occhi che ridono dei bambini di Gaza che volano.

 

SENIGALLIA CON IL POPOLO PALESTINESE

SIT-IN ITINERANTE

Domenica 4 gennaio h.16 Piazza del Duca

   

27/12/08 IL MONOPOLI DELLA PUBBLICA UTILITA'

csamezzacanaja | 28 Dicembre, 2008 21:02

IL MONOPOLI DELLA “PUBBLICA UTILITA”

L’incontro cattedratico avvenuto ad ottobre al San Rocco tra Società Autostrade ed il Comune, dirimpetto alla cittadinanza, non solo non ha sciolto i dubbi e le perplessità sul progetto della Complanare ma, con il passare di questi due mesi, ha svelato numerose conferme su quanto contestavamo e continueremo a contestare.

Avevamo ragione quando sostenevamo che il progetto della complanare costituiva una ghiotta occasione per gli speculatori edilizi. Ancora oggi sulle aree da lottizzare non v’è stata data alcuna garanzia che non possano cambiare di destinazione d’uso. Non solo. Le dichiarazioni del CNA sull’occasione di sviluppo che la complanare consegnerà attraverso la possibilità di nascita di nuove strutture industriali nelle zone limitrofe alla nuova strada, gli espropri avvenuti a Marzocca pagando le terre con la miserabile cifra di 1,62 euro al metro quadro rappresentano il preludio al nuovo scempio urbanistico che sta per incombere sulla città di Senigallia.

Avevamo ragione nel criticare l’assenza di soluzioni della complanare per il traffico della statale. Ad oggi Senigallia non possiede uno studio serio ed articolato sulla viabilità urbana che permette di dare credibilità al progetto della complanare. Attraverso la costruzione del nuovo casello autostradale di Montemarciano, in un tratto autostradale di 14 km vi saranno ben tre uscite autostradali che serviranno la città di Senigallia a Nord, Centro e Sud di essa (merce rara in tutto il tratto autostradale dell’A14). Questo avvenimento di sé costituisce una parte di soluzione del problema del traffico. Inoltre non v’è stata data ancora nessuna soluzione all’equazione “più strade meno traffico”. Una nuova strada costituisce dunque una nuova possibilità di rendere accessibile il territorio senigalliese a completa misura di automobile, in totale sfregio a quelle politiche di mobilità urbana che disincentivano l’utilizzo dell’automobile come mezzo di prima istanza. La rete di autobus mal distribuita e mal fornita ed i suoi costi sproporzionati (1,10 euro ovvero il costo di quasi un metro quadro espropriato, per usufruire di due fermate sono una rapina), sensi unici privi di piste ciclabili ed in preda all’arroganza delle autovetture continueranno a premiare la scelta dell’utilizzo dell’automobile.

Se consideriamo inoltre i nuovi recettori di traffico che la complanare porterà attraverso l’urbanizzazione delle aree del Ciarnin e della Cesanella adiacente ad essa e la scarsa scorrevolezza della strada dovuta agli incroci a raso senza alcuna possibilità diretta di uscita per chi la percorre da nord a Sud, la Complanare non solo non ridistribuirà il traffico ma ne creerà uno nuovo su di un territorio che già paga pesantemente il prezzo della convivenza con l’autostrada, andando dunque ad insistere su di un’errata scelta urbanistica da tutti riconosciuta. Le polveri sottili provenienti dall’inquinamento da traffico non vanno ridistribuite a tutta la cittadinanza ma debellate. Esse se concentrate diversamente in zone svariate della città rappresentano ancor più una minaccia per la salute pubblica in quanto non sono solo un problema per chi vive in quelle zone ma anche per la città tutta in quanto gli agenti atmosferici fanno da vettore.

Avevamo ragione quando sostenevamo che la Complanare non fosse l’unica soluzione possibile. Il progetto di Carrer, la possibilità di usufruire dei tre caselli autostradali sopraindicati a pedaggio gratuito, soluzione analoga al modello comasco, sono solo due delle possibili soluzioni applicabili in alternativa alla complanare. Soluzioni che non richiedono un costo maggiore a quello attuale da parte della amministrazione comunale. Bisogna sfatare una volta per tutte il mito che la complanare è completamente regalata della società autostrade. Il 2% del costo totale dell’opera è a carico dell’amministrazione comunale. Attualmente ancora non è dato conoscere il costo complessivo dell’opera ma stando alle ultime cifre emerse un anno fa, l’intero importo ammonterebbe a circa 104.000.000 milioni di euro, il cui 2% equivale a 2.080.000 milioni di euro.

Ha ragione da vendere Roberto Saviano quando sostiene che “per capire su cosa si fonda il potere, quello vero, bisogna avvicinarsi al cemento, con le mani e col naso”. Complanare, Ex sacelit, ex Gil ed il Piano Cervellati rappresentano quattro grandi interventi urbanistici, gli ennesimi derivanti da varianti ad un piano regolatore vecchio oltre 30 anni, che andranno a rimpinguare le tasche dei palazzinari “in crisi” con l’ausilio di soldi pubblici. Una categoria verso la quale non mancano mai gli aiuti pubblici, mentre in contesti differenti ci si lamenta per l’assenza di fondi per la scuola pubblica a seguito dei tagli del decreto Gelmini dichiarando di poterne garantire il servizio, cosi com’è allo stato attuale, per altri soli due anni. L’unica categoria la cui rappresentanza non è mai stata in crisi, costantemente eletta attraverso seggi blindati, che riesce addirittura a convivere con le tesi di Pallante sulla “decrescita felice”.

Fino a quando queste tesi non verranno oggettivamente smontate continueremo a sostenere radicalmente la più totale contrarietà alla realizzazione della complanare. Fino all’ultimo respiro.

CSOA MEZZA CANAJA

 

MERRY CHRISTMAS...!!

csamezzacanaja | 23 Dicembre, 2008 01:27

13/12/08 TEATRO: LA CASA DEGLI E(O)RRORI :: L'ISOLA DI FALCONARA

csamezzacanaja | 13 Dicembre, 2008 13:13

12/12/08 ANCONA: L'ONDA GENERALIZZA LO SCIOPERO. OCCUPATO IL CONSOLATO GRECO.

csamezzacanaja | 13 Dicembre, 2008 12:57

ANCONA - L’ONDA ANOMALA OCCUPA IL CONSOLATO GRECO.  SCIOPERO GENERALIZZATO! CONTRO LA CRISI REDDITO PER TUTTI!

Oltre 2000 studenti e precari arrivati da tutte le Marche, incuranti della pioggia battente, hanno dato vita allo spezzone autonomo dell’Onda Anomala marchigiana all’interno della manifestazione di Ancona.

Lo spazio di un movimento indipendente e irrapresentabile costruito da una grande assemblea regionale di tutti i movimenti studenteschi che ha lanciato l’appello alla generalizzazione dello sciopero per scendere in piazza con tutti quelli che reclamano che la crisi la paghino quelli che l’hanno generata.

In tanti, al fianco dei migranti e dei movimenti a difesa dei beni comuni, delle realtà sociali e delle Comunità Resistenti, hanno composto insieme il "noi" del grido "la crisi non la paghiamo!", attraversando il corteo sindacale, dove non sono mancati momenti di tensione provocati dal servizio d’ordine della Cgil.

Un attraversamento forte della potenza di oltre due mesi di mobilitazione che hanno visto i precari e gli studenti prendere la parola e rivendicare reddito garantito e servizi gratuiti, una reale redistribuzione della ricchezza come unica risposta concreta alla crisi.

Prima del comizio sindacale lo spezzone di movimento si è staccato dal percorso autorizzato per dirigersi verso la sede del Consolato Greco.

"Grecia, la rabbia degna. Con Alexis nel cuore", questo lo striscione apparso su corso Mazzini dopo l’occupazione della sede della rappresentanza diplomatica ellenica da parte di un centinaio di attivisti.

I manifestanti hanno ottenuto di poter tenere una conferenza stampa all’interno degli uffici dove è stato richiesto al Console di farsi portavoce della solidarietà espressa anche dalle Marche ai movimenti studenteschi greci dopo il brutale assassinio di Alexandrous Grigoropoulos. Richiesta poi accolta e comunicata pubblicamente durante l’incontro con la stampa.

L’Onda non si arresta, l’Onda non ha paura!. Una straordinaria giornata di mobilitazione insieme a "tutti coloro che si sentono irrappresentabili, coloro che hanno a cuore la difesa e la riappropriazione dei beni comuni e che reclamano reddito contro la crisi, coloro che si battono contro ogni razzismo e fascismo per un cammino verso un futuro che parli di cooperazione sociale, di democrazia reale, di indipendenza e di libertà". - Leggi l’appello dell’Onda Anomala marchigiana

-  La corrispondenza con Nicola del Csoa MezzaCanaja.
-  La galleria fotografica

 

da

29/11/08 L'ONDA VA A TEATRO: IL VIDEO

csamezzacanaja | 12 Dicembre, 2008 19:14

29 novembre 2008 - L’ONDA VA A TEATRO: IL VIDEO

Sabato 29 novembre presidio del Coordinamento Difesa Scuola Pubblica. Più di 200 persone in piazza tra musica e proiezioni video sulle mura storiche in attesa della Guzzanti.
Il Coordinamento chiede la possibilità di parlare dal palco. Dopo un balletto di tre giorni in cui viene detto tutto e il contrario di tutto, viene concessa solo la possibilità di parlare a spettacolo finito.
L'indignazione spontanea di studenti, insegnanti e genitori, invade il teatro al grido "Noi la crisi non la paghiamo!". Tafferugli all'ingresso. La polizia scheda gli insegnanti.

 

1° PARTE

 

2° PARTE


 

->      La cronaca dettagliata degli eventi

->      Il comunicato del collettivo Zenit | L’onda non si arresta, il sapere non si acquista

->    Galleria fotografica

 

 

 

12/12/08 MANIFESTAZIONE:: NON PAGHEREMO NOI LA VOSTRA CRISI:::ONDA ANOMALA MARCHIGIANA

csamezzacanaja | 11 Dicembre, 2008 10:27

10/12/08 LA SCUOLA AI TEMPI DELLA CRISI - DIBATTITO ORGANIZZATO DAL COORDINAMENTO DIFESA SCUOLA PUBBLICA SENIGALLIA

csamezzacanaja | 09 Dicembre, 2008 16:04

 
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