CSOAMezzaCanaja

Comunicati e Manifestazioni

04/07/09 GIORNATA DELL’INDIPENDENZA – TUTTE/I A VICENZA!!! PARTENZA DA SENIGALLIA IN AUTOBUS

by on Jun.30, 2009, under Comunicati e Manifestazioni, Smash G8

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LEGGI L’APPELLO PER VICENZA 

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NO G8 – APPELLO DELLE COMUNITA’ RESISTENTI DELLE MARCHE

by on Jun.23, 2009, under Comunicati e Manifestazioni, Smash G8

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NO G8 –
APPELLO DELLE COMUNITÀ RESISTENTI DELLE MARCHE

Le Comunità Resistenti
delle Marche fanno proprio l’appello contro il G8 lanciato dall’assemblea
nazionale del 1° giugno tenutasi nel capoluogo abruzzese colpito dal
sisma. 

“L’Aquila e le altre,
oltre il g8”

coglie il segno della rinnovata forza e intelligenza collettiva dei movimenti
nell’interpretare e misurare la trasformazione del presente al tempo della
crisi.  

Sono i bisogni e i
desideri reali che attraversano i territori ad alimentare nuove forme del
conflitto, a dar vita a movimenti che provano a ricomporre dal basso il legame
sociale e cooperante delle nostre comunita’. Comunità in resistenza che con i
colori dell’autonomia e dell’indipendenza disegnano nuove istituzioni del
comune. 

E’ questo segno che
ritroviamo nell’itinerario tracciato dalla contestazione ai G8 tematici, nella
centralità riconosciuta al protagonismo dei migranti, dei precari della
formazione e della ricerca, delle soggettività attive sul terreno di
rivendicazione del diritto al reddito e alla casa, di quanti si oppongono ai
nuovi dispositivi securitari. 

Lo stesso segno della
dignità testimoniata dalla straordinaria reattività delle comunità abruzzesi,
che senza piegarsi all’emergenza, tentano di rovesciarla contro chi ne vuole
fare un esperimento autoritario.  

E’al loro fianco che
condivideremo la battaglia per la ricostruzione sociale e sosterremo le
iniziative che realtà sociali abruzzesi e le popolazioni sfollate autonomamente
individueranno le per le giornate del vertice.  

Anche dalle Marche
rilanciamo l’appello a una mobilitazione diffusa che attraversi tutte le città
italiane ed europee, le capitali degli otto grandi.  

Le porte d’oriente del
nostro territorio soffrono di una ferita aperta, che non si rimargina, che
giorno dopo giorno gronda il sangue delle centinaia di migranti e richiedenti
asilo che incontrano la morte sulle sponde dell’Adriatico. 

I movimenti sociali
marchigiani, le esperienze di autogestione, l’associazionismo per la cooperazione
e i diritti di cittadinanza, le reti contro la devastazione e la speculazione,
lanciano una grande giornata di iniziativa al porto di Ancona per il fine
settimana in concomitanza con le date del summit. 

Una Giornata Senza Frontiere: un giorno per
recuperare alla città di Ancona lo spazio negato del porto, per liberarlo dalle
barriere e dalle gabbie dove si infrangono i desideri di libertà di centinaia
di esseri umani: uomini e donne che affermano, col sacrificio della loro vita,
la nuova cittadinanza globale e solidale.

Una Giornata Senza Frontiere nel segno
dell’autonomia e dell’indipendenza dentro e contro la crisi dell’impero,
quell’indipendenza che sabato 4 luglio a Vicenza decreteremo insieme al popolo
No Dal Molin per liberare la terra dalle basi di guerra e restituirla alla
dignità del comune. 


Comunità Resistenti delle Marche contro
il G8
 

 

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AGGIORNAMENTI E
APPROFONDIMENTI

– Contro
il G8 del prossimo luglio | Appello

Approfondimenti
e aggiornamenti su Globaproject.info

Assemblea
a L’Aquila contro il G8

 

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CON LA COOPERATIVA SENA GALLICA. IN DIFESA DELLA STORIA E DELLA CULTURA DI SENIGALLIA.

by on Jun.23, 2009, under Comunicati e Manifestazioni

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Con la Cooperativa Sena
Gallica.

 IN DIFESA DELla storia e DELla cultura di
Senigallia.

 

C’è una cooperativa di quattro persone che nel 1999 crea un vivaio di
molluschi. Nel 2003 la cooperativa si espande, diciannove soci e lavoro a terra
con il pesce, fino al 2008 che apre la rosticceria. Una cooperativa che oltre a
servire i “clienti al minuto”, serve l’80% dei ristoranti di Senigallia.

C’è un progetto di cinque ettari, con hotel a cinque stelle, centottanta
appartamenti, un centro civico, una piazza ovale di 3000 mq e cinquecento
parcheggi. Il futuro polo di lusso che dovrà sorgere nell’area Sacelit.

Da una parte ci sono dei nostri concittadini che con il loro lavoro
tengono alta la storia, la cultura e le radici di Senigallia: città portuale e
di pescatori. Dall’altra c’è un progetto di speculazione edilizia che mira a
soddisfare gli interessi privati di famelici costruttori ed egocentrici
progettisti.

La Cooperativa Sena Gallica
è una ricchezza economica e culturale per la città. Il polo di lusso all’Area-Sacelit
è uno spazio pubblico sottratto ai senigalliesi.

Nel mezzo vi è una rotatoria progettata ad hoc per portare i ricconi di
turno nel loro polo di lusso, che minaccia di chiudere la Cooperativa Sena
Gallica. E chi se ne frega, dirà la
Giunta, infondo, prima il Comune ha concesso lo spazio, i
membri della cooperativa lo hanno ristrutturato a spese loro con un contributo
del 40% dalla Regione, per poi pagare regolarmente un affitto. La struttura è passata
da un bilancio passivo ad attivo, da essere zavorra per l’Amministrazione a
essere una risorsa.

Adesso l’Amministrazione tace, si deve far posto alla rotatoria e tanti
saluti per chi di pesca ci vive. Infondo i soci e i dipendenti di Sena Gallica
potranno fare come tutti noi, passare tra le luccicanti vetrine di lusso,
guardare i mega appartamenti e le suite dell’albergo. Guardare e non toccare,
perché l’area Sacelit, come l’ex-ENEL diventeranno uno spazio privato per
utenti e non più uno spazio pubblico per gli abitanti di questa città.

Esprimiamo la nostra completa solidarietà alla Cooperativa Sena Gallica,
perché difendere loro, vuol dire difendere il lavoro, l’economia, la storia e
la cultura di Senigallia. Ci mettiamo a disposizione della cooperativa per
qualsiasi iniziativa ritengano utile intraprendere per difendere il frutto di
dieci anni di lavoro.

 

CSOA Mezza Canaja

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11-14/06/09 VIDEO DELLE CONTESTAZIONI VERSUS COMPLANARE DURANTE IL CATERRADUNO

by on Jun.17, 2009, under Comunicati e Manifestazioni, No complanare

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NO
DEVASTAZIONE AMBIENTALE

NO
SPECULAZIONE EDILIZIA

NO
COMPLANARE
 

 

PER APPROFONDIRE:

        
Cronaca dettagliate
e foto delle azioni

        
Comunicato del
CSOA Mezza Canaja e rassegna stampa

        
Comunicato del
Comitato Versus Complanare…e non solo!

 

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16/06/09 NON VI PERMETTEREMO DI SPECULARE ANCHE SU QUELLO CHE E’ ACCADUTO! – COMUNICATO STAMPA POST AZIONI NO COMPLANARE AL CATERRADUNO

by on Jun.16, 2009, under Comunicati e Manifestazioni, No complanare

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NON VI PERMETTEREMO DI SPECULARE

ANCHE SU QUELLO CHE E’ ACCADUTO! 

La sinistra è divertimento, scherzo, spensieratezza, folklore. La
sinistra è prepolitica, qualcosa di vagamente etico, caritatevole, elargisce
doni e pulisce le coscienze. La sinistra è timorata, accondiscendente e quando
protesta lo fa in silenzio, senza disturbare nessuno. La sinistra è amica di
tutti, non ha nemici né avversari, solo opinioni differenti: componendo i
contrasti. La sinistra è radical-chic, snob, salottiera, guarda dall’alto in
basso e all’ora dell’aperitivo parla male di Berlusconi e di chi l’ha votato.
La politica si, ma piano, sotto voce, altrimenti ritorna il bau-bau dagli anni
‘70. La sinistra è sostanzialmente innocua.

C’è anche un’altra sinistra, quella che la sa lunga, e dietro politiche
da “panem et circenses” gestisce clientele, specula, privatizza, favorisce
interessi, gestisce lobby economiche e politiche, scambia voti con cemento. Una
sinistra che sta a metà tra l’oligarchia e l’aristocrazia illuminata. Una sinistra
che è Potere.

Queste due sinistre – spesso anche involontariamente – collaborano, si
difendono a vicenda. Vecchia storia da disciplina da partito. Pravda: parola
verità.

Questa è la sinistra che oggi s’indigna per la contestazione fatta al
Sindaco Angeloni durante il CateRaduno, definendo il fischiare e quindi il
dissenso, un atto violento. Una sinistra che è tutto ciò contro cui la sinistra
stessa è nata, e proprio per questo continua a perdere voti. Non è un caso che
nel quartiere ad “emergenza immigrati” Rione Porto, dove i movimenti sociali
sono presenti da anni, la Lega
prende la sua percentuale più bassa e nel quartiere rosso e modello della
città, le Saline, prende la percentuale più alta. Non è un caso che il PD passa
dal 46% al 35,64% mentre aumenta l’astensionismo. Continuate pure a farvi del
male!

Nessuno però si indigna quando un presentatore Rai per tre volte
risponde ai fischi – assolutamente non indirizzati a lui – con dei gestacci,
mandando “a quel paese” più volte i dissidenti.

Non crediamo alla “favoletta” raccontata ai giornali che un ipotetico
mancato ritorno del CaterRaduno per il prossimo anno possa essere colpa del
Comitato e di quei facinorosi del Mezza Canaja!

Il Festival è una questione di soldi e di accordi politici, e giudicando
dagli alberghi pieni e dai ristoranti sempre in attività di quest’anno, tali
accordi sembrano essere più che mai saldi!

Davanti ad un progetto che va a devastare la qualità della vita in due
borghi, che aumenta il traffico e l’inquinamento, che è semplice merce di
scambio con la
Società Autostrade, davanti alla partecipazione intesa come
adesione alle decisioni già prese, ad una disinformazione scientifica nei
confronti della cittadinanza, ad una denigrazione continua dei cittadini in
lotta e soprattutto davanti agli espropri di terre e case, cosa vi aspettavate
se non fischi? Non si possono fare passerelle mentre si distrugge un pezzo di
città e non subirne le conseguenze. Ma proprio al Cateraduno? Si, perché è una
piazza reale e mediatica, uno spazio pubblico e quindi uno spazio di conflitto.
E poi se due edizioni fa si sono occupati della NOTAV che è una battaglia
locale, perché dopo due anni che si chiede un po’ di spazio, non si può parlare
della Complanare? Evidentemente, accondiscendenza ed educazione vogliono che
non si sputi sul piatto dove si mangia.

Ci spiace,  non siamo
accondiscendenti ne accomodanti. Pensiamo che la politica coincida con le
passioni e le necessità di ognuno di noi e che la sua espressione non passi per
deleghe, ammortizzatori politici e finali a tarallucci e vino. Pensiamo che la
democrazia sia la partecipazione attiva e diretta delle persone, la loro
capacità di incidere e determinare lo sviluppo della propria città, e non
l’essere spettatori di qualcuno e qualcosa che ci intrattiene.

Domenica chi da anni ha tentato di far tacere un problema è stata messa
a tacere, ed anche se alcune pecche organizzative hanno fatto si che le nostre
ragioni potessero essere equivocate, scambiando la contestazione al Sindaco per
una contestazione al Cateraduno, in ogni caso nessun rimorso.

CSOA Mezza Canaja

 

- CRONACA E FOTO DELLE AZIONI AL CATERRADUNO
- RASSEGNA STAMPA:
- Da viveresenigallia.it del 12/06/09 | Complanare: la protesta investe anche il Caterraduno
- Da viveresenigallia.it del 13/06/09 | Il Cater dice 'no' al comitato anti-complanare, Mangialardi incontra gli agricoltori
- Dal il Messaggero del 13/06/09 | Censurati dal CaterRaduno
- Da lapiagadivelluto del 14/06/09 | Ultima puntata del CaterRaduno 2009 in video reality
- Dal corriere adriatico del 15/06/09 | Censurati dal CaterRaduno
- Dal corriere adriatico del 15/06/09 | La protesta sbarca al CaterRaduno
- Da viveresenigallia.it del 15/06/09 | Solibello al comitato no-complanare: 'Il mancato intervento solo un disguido'
- Da viveresenigallia.it del 15/06/09 | Caterpillar dice arrivederci a Senigallia tra le proteste per la complanare
- Dal corriere adriatico del 15/06/09 | Un gran finale con polemica
- Da il messaggero del 15/06/09 | Protesta nella finale del Caterraduno

 

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DALL’ 11 AL 14/06 NO DEVASTAZIONE AMBIANTALE NO SPECULAZIONE EDILIZIA NO COMPLANARE!!! CRONACA AZIONI AL CATERRADUNO E FOTO

by on Jun.15, 2009, under Comunicati e Manifestazioni, No complanare

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NO DEVASTAZIONE AMBIENTALE

NO SPECULAZIONE EDILIZIA

NO COMPLANARE 

Una
settimana di CaterRaduno… una settimana di “Versus Complanare”!!

Anche
quest’anno Senigallia, dall’8 al 14 giugno, si è svolto il
festival di Radio Due, una settimana di dirette radiofoniche di spettacoli e
concerti; il tema di quest’anno è la crisi.
Chi ha partecipato almeno una volta a questo Festival sa benissimo
come questo sia costruito attorno ai temi della lotta alla mafia,
dell’ecologismo e del risparmio energetico: quindi tra le lampadine a risparmio
e pannelli solari ecco il tendone dove è possibile mangiare biologico, lo stand
dell’associazione Libera di Don Ciotti e i giochi dei bambini organizzati da
Lega Ambiente.

Della Complanare non si parla…o meglio non si può parlare!!

Il CSOA Mezza Canaja e il Comitato Versus Complanare però hanno deciso
di attraversare tutte giornate del CaterRaduno per informare i turisti e
residenti dell’ecomostro che incombe sulle colline, sugli orti e sulle case dei
cittadini di Senigallia.

– GIOVEDI’ 11 GIUGNO

Ore 11.30 in via Carducci, occupata dallo stand della Lega
Ambiente, si svolge la conferenza stampa del Comitato Versus Complanare per
denunciare gli “espropri impropri” che i cittadini direttamente colpiti
dell’ecomostro stanno subendo in questi giorni.
Un vero e proprio furto legalizzato, la terra comprata con i soldi del
lavoro di una vita espropriata a 1,60 € al mq, per i frutteti, la cifra schizza
a 2 € al mq, per non parlare di chi si vedrà piantare doppie o triple paratie
di pali sotto le fondamenta della propria casa senza vedersi rimborsare un solo
euro. Parliamo di piloni di cemento lunghi 20 metri che orizzontalmente
saranno conficcati sotto le fondamenta delle case, che inevitabilmente
produrranno vibrazioni dannosissime su case costruite negli anni 50 senza alcun
criterio antisismico. La scelta del posto dove si tiene la conferenza stampa non è per niente
casuale, infatti, molte sono state le lettere scritte alle associazioni
ambientaliste della città e non solo, lettere che non hanno mai avuto una
risposta. Ecco perché la
Lega Ambiente, secondo il Comitato, con la piazza tema sul riciclaggio,
scopre le contraddizioni di questo Festival tutto “Verde”.

 

Ore 12.30 Finita la
conferenza stampa una delegazione del Comitato si è recata in Piazza Roma, dove
ogni giorno si tiene la diretta radiofonica, per chiedere ai presentatori la
possibilità di intervenire in diretta per raccontare anche a tutti gli
ascoltatori la storia del comitato, la sua lotta e le sue ragioni. Fin da subito i presentatori
Massimo Cirri e Filippo Solibello si sono dimostrati
disponibili alla cosa, invitando il comitato a preparare un intervento per la
diretta di pranzo del giorno seguente, una vera e propria corsa contro il
tempo, si parla, infatti, di soli due minuti.

 – VENERDI’ 12 GIUGNO

Ore 12.30 In Piazza Roma tutto è pronto per la diretta, anche il
Comitato ha preparato il suo intervento ma al momento di salire sul palco
arrivano i problemi, l’intervento non è in scaletta la redazione dice che il
CaterRaduno non si occupa di tematiche locali, che c’è qualcuno che ha
frainteso e che non è possibile per noi salire sul palco.
Dopo l’amaro annuncio, la sigla: la diretta è iniziata e le
spiegazioni per il comitato sono finite, così dopo una breve conferenza stampa
il Comitato lascia la piazza.

Ore 19.30 Questa sera al
Foro Annonario si terrà il concerto gratis della Banda Bardò, ottimo palco per
il Comitato che decide di contattare gli artisti alla fine delle prove del
suono.

Ore 22.00  Il cantante della Banda Bardò apre
il concerto con un appello: “ siamo venuti in questa città molte volte e
saremmo contenti di poterlo fare ancora ma non vorremo tornare in una città di
cemento…dove una strada distrugge case e campi coltivati, in una città dove il
mattone detta legge…solidali a chi lotta e resiste”. La piazza gremita risponde con un sonoro applauso, nel foro viene
alzato uno striscione che recita “NO DEVASTAZIONE AMBIENTALE, NON SPECULAZIONE
EDILIZIA, NO COMPLANARE” alla fine del concerto vengono distribuiti dei
volantini per spiegare le ragioni della protesta.

– SABATO 13 GIUGNO

Ore 18.00 In via Carducci la Lega Ambiente, dopo un incontro
con un delegazione del Comitato, concede lo spazio per un banchetto
informativo.
Molti sono i turisti che chiedono informazioni sulla complanare visto
che in città non si parla di altro, giornali e locandine riportano la censura
del giorno prima denunciando l’ingerenza dell’amministrazione Angeloni sugli
organizzatori del festival.

Ore 21.00 Questa sera al
Foro Annonario si svolgerà il concerto di Giuliano Palma and BlueBeaters e
anche questa sera il Comitato e il CSOA Mezza Canaja hanno deciso di essere
presenti. L’azione prevista è delle più semplici : striscione a tema e
volantinaggio informativo, anche se tutto viene complicato dall’azione
“furbesca” del comandante dei vigili urbani in borghese che, in un momento di
apparente disattenzione tenta di RUBARE lo striscione dalla bicicletta cercando
di allontanarsi velocemente tra la folla. A fermare tutto questo però sono gli occhi attenti dei presenti che
gridando:”Al ladro..al ladro!!” riescono a fermare l’agente in borghese tra la
folla e a riappropriarsi dello striscione….ma la storia non finisce qui!! Poco dopo infatti, al momento di issare lo striscione, i militanti del
centro sociale Mezza Canaja vengono nuovamente provocati dalla Polizia
Municipale, questa volta in divisa, che tenta, invano, di impedire l’azione
comunicativa spintonando i presenti. Molte sono le persone che si avvicinano per portare la loro
solidarietà. 

– DOMENICA 14 GIUGNO

Ore 10.30 La mattina è
molto calda, oggi in Piazza Roma alle 11.30 si tiene la diretta conclusiva del
CaterRaduno, e tra gli ospiti sul palco c’è anche il Sindaco Luana Angeloni per
il solito bagno di folla conclusivo. Anche il Comitato Versus Complanare ed i militanti del CSOA Mezza
Canaja si sono dati appuntamento in quella piazza per contestare chi è responsabile
della costruzione di questo ecomostro, chi continua dolosamente a screditare e
censurare il Comitato. Poco prima dell’inizio della diretta il conduttore radiofonico,
Massimo Cirri, propone al Comitato di salire sul palco, due minuti di fuori onda per spiegare al pubblico
presente le ragioni della protesta. Si tratta dell’ennesimo contentino, per cercare di salvare la faccia
del Festival dell’ecologia e della crisi, la risposta del Comitato è netta: “O
in onda, o niente!”. I presenti erano stati informati della questione
complanare prima attraverso la distribuzione di un volantino esplicativo, poi
col megafono.

Così arriva la sigla e la diretta ha inizio in un clima da mezzogiorno
di fuoco!!

Per circa un ora i conduttori Massimo Cirri e Filippo Solibello strappano applausi
e risate alla folla tirando le conclusioni sul Festival, ma alla fine non
possono non ringraziare chi gli ha permesso di essere li, invitando sul palco
il Sindaco. I fischi
si sprecano, tanto da farsi sentire in mezzo agli applausi di una piazza
gremita, il Sindaco rinuncia al discorso di chiusura perché non ci sono le
condizioni per poter fare una bella figura, la diretta è finita ora il Comitato
grazie al megafono spiega agli spettatori le ragioni della protesta.

Tanta è la solidarietà di chi ascolta, tra i turisti ci sono attivisti
di altri comitati dal No dal Molin, alla Tav, che si dimostrano solidali alle
richieste del comitato: “ Basta con i partiti del mattone, basta con la
collusione anche a sinistra tra i poteri forti legati all’edilizia e gli
amministratori, basta con l’ipocrisia!!”.

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14/06/09 A SENIGALLIA UN’ALTRO MODO DI PORTARE I TURISTI SUI LAGER – IL COMPLESSO DELLA MEMORIA – ARTICOLO DE IL MANIFESTO SULLE COLONIE ENEL

by on Jun.14, 2009, under Comunicati e Manifestazioni

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A SENIGALLIA UN ALTRO MODO DI PORTARE TURISTI SUI LAGER
IL COMPLESSO DELLA MEMORIA

di Giulia Torbidoni – SENIGALLIA (www.ilmanifesto.it)




 

 

 

 

 

Le Colonie marittime Unes, costruite nel Ventennio per
ospitare i figli dei dipendenti in estate, durante la guerra divennero un campo
di concentramento provinciale. Ora la struttura ospita il Centro Sociale
Occupato Mezza Canaja, ma rischia di essere spazzata via da un polo
turistico-residenziale

Sulla spiaggia i gestori dei bagni inalberano gli ombrelloni. Stanno lavorando
già da qualche settimana a ripulire la sabbia dai residui delle mareggiate
invernali o dalle conchiglie di troppo per renderla, anche quest’anno, soffice
come un velluto per i piedi dei turisti alle porte. Il tempo dei preparativi
sta scadendo, mancano pochi giorni all’inizio dei primi appuntamenti che
inaugurano l’estate di Senigallia. La bella stagione risveglia la città
marchigiana, oltre 40 mila abitanti, dalla sonnolenza invernale. Tutto si muove
attorno al turismo, soprattutto l’economia cittadina e all’edilizia. Ecco
perché l’amministrazione comunale, di centro-sinistra, ha dato il via libera
alla demolizione di un campo di concentramento provinciale per fare costruire
un polo turistico-residenziale.

LungoMare – LungoHotel
Il lungomare corre per circa 15 chilometri ed è spezzato, verso la metà, dal
porto. Alberghi, hotel e ristoranti sorvegliano il mare e nascondono alla
visuale le «dolci colline» (come il fotografo senigalliese Mario Giacomelli
definì le alture marchigiane) che si potrebbero ammirare dalla battigia. Circa 3 chilometri a sud del
porto, hotel, bar e ristoranti si rarefanno e al lato opposto del mare
compaiono vecchie strutture lasciate andare negli anni: le tre ex colonie
marittime Enel, Gil e Miliani. Sono costruzioni del Ventennio, ma secondo la Soprintendenza non
hanno lo stesso valore. Nel 2004, infatti, la Sovrintendenza pose
un vincolo di tutela architettonica alla colonia Marina di Savoia-Gil perchè
esempio dell’architettura razionalista degli anni ’30. Alle colonie Miliani fu
posto un vincolo di tutela indiretta per cui potranno essere abbattute e
ricostruite rispettando le volumetrie e i materiali d’origine. Le ex colonie
Enel, invece, non furono prese in considerazione né valutate.

Le colonie Unes – Enel
Questo edificio, costruito nel 1928 e inaugurato nel 1935, era destinato alle
colonie Unes (unione esercizi elettrici) e ospitava nei mesi estivi i figli dei
dipendenti per le cure elioterapiche. Nel 1943 la situazione cambia. A Senigallia
non sono ancora arrivate le truppe alleate e il territorio è sotto il controllo
della Repubblica sociale italiana. Tra il 14 e il 16 novembre viene redatto il
Manifesto programmatico della Rsi, noto come Carta di Verona, che al punto 7
stabilisce che le persone «appartenenti alla razza ebrea sono straneri. Durante
questa guerra appartengono a nazionalità nemica». Il 30 novembre il ministro
degli interni Guido Buffarini Guidi dispone l’ordine di polizia n°5, per cui
gli ebrei dovranno essere mandati nei campi di concentramento e i loro beni
confiscati. Nascono per questo motivo circa 33 campi di concentramento
provinciali dove gli ebrei venivano riuniti in attesa di essere portati nei
campi speciali attrezzati. In molti casi, questi campi provinciali non furono
costruiti ex novo, ma si utilizzarono strutture preesistenti come le caserme in
disuso. Nella provincia di Ancona si decise di confiscare le colonie Unes di
Senigallia e adibirle a «campo di concentramento provinciale» in cui radunare
ebrei e oppositori del regime prima di trasferirli nel campo di concentramento
di Fossoli, in provincia di Modena.
Liliana Picciotto, la più importante storica del Cdec (Centro documentazione
ebraica contemporanea) di Milano, nel suo «Il libro della memoria» parla dei
campi provinciali e cita anche quello delle colonie Unes di Senigallia.
Un’altra fonte è il testo «Dall’internamento alla deportazione. I campi di
concentramento in Abruzzo» di Costantino de Sante. Professore e responsabile
del progetto «Documentare il ‘900» promosso dall’assessorato alla pubblica
istruzione della provincia di Ascoli Piceno in collaborazione con le scuole e
gli istituti storici del Movimento di Liberazione, de Sante fa una panoramica
dei campi provinciali tra cui rientra anche quello di Senigallia. Un
testimonianza diretta ce la offre il mensile di Forlì «Una città»: sul sito
www.unacitta.it si può infatti trovare il diario di un detenuto. Si tratta di
Attilio Morpurgo, a quel tempo responsabile della comunità ebraica di Gorizia,
che, trasferitosi nelle Marche, fu internato con la moglie e la governante a
Senigallia. Appena un mese prima, il figlio Gaddo era stato trasferito da
quello stesso campo a Forlì, dove poi venne fucilato.
Secondo Liliana Picciotto, a Senigallia furono internate circa 30 persone,
tutte trasferite a Fossoli a maggio del ’44. Ci sarebbero però altre 11
persone, membri delle famiglie Foà, Morpurgo e 4 slavi, che sarebbero state
trasferite non nel campo di Fossoli, ma in quello di Osimo. È quindi probabile
che gli internati siano stati più di 30.
Dopo l’agosto del ’44, quando a Senigallia arrivarono le truppe
anglo-americane, la struttura venne adibita a ospedale alleato e poco tempo
dopo accolse i profughi giuliano-dalmati con la Iro (organizzazione internazionale dei
rifugiati). Quando l’Unes confluì nell’Enel (’62), il nome delle colonie cambiò
e la struttura riprese a ospitare i figli dei dipendenti. Nel corso dei decenni
le colonie Unes ospitarono, poi,gli sfollati del Polesine e del terremoto del
’72. Nel 1992 l’Enel
divenne una SpA e, in seguito alla privatizzazione, le colonie di Senigallia
passarono alla Dalmazia Spa, un’impresa addetta alla dismissione di vecchie
strutture. Da questa, l’edificio fu venduto nel 2003: l’acquirente era la Its (Iniziative turistiche
senigalliesi) che lo comprava per 2,8 milioni di euro. Alcuni mesi dopo il
Comune rese l’area edificabile ad uso turistico, ma nel frattempo la
costruzione era stata occupata diventando sede del Centro sociale autogestito
Mezza Canaja.
Il polo turistico-residenziale
Le colonie si trovano quindi sul lungomare. Dietro la struttura, che un tempo
aveva accesso diretto alla spiaggia, c’è un ampio cortile delimitato dalla
ferrovia. Aldilà dei binari passa la strada statale.
Il Piano d’intervento d’area, approvato dall’amministrazione comunale con i
soli voti contrari di Roberto Mancini di Rifondazione e Andrea Bacchiocchi del
Gruppo Misto, dà il via alla costruzione di un polo turistico-residenziale
composto di un albergo, un residence e un condominio di mini appartamenti. Il
segmento di lungomare davanti le colonie verrà soppresso e spostato a ridosso
della ferrovia: al suo posto arriveranno piste ciclabili e pedonali, bar e
ristoranti. In questo modo tra le strutture del polo e la spiaggia non ci sarà
una strada da attraversare e l’accesso al mare sarà diretto. Il tratto di
spiaggia liberato dal traffico del lungomare sarà rinaturalizzato «per il
recupero delle dune marine e della relativa vegetazione che sopravvivono in
poche aree del Mediterraneo a causa dell’eccessiva antropizzazione dei
litorali», come dice il progetto.

Le proteste
La prima protesta nacque proprio contro le deviazioni al lungomare. A novembre
un gruppo di dieci persone firmò la richiesta di indire un referendum
consultivo e il Consiglio comunale nominò, così come vuole lo Statuto, il
Comitato dei Garanti. Presieduto da un difensore civico e composto da due
tecnici, il Comitato avrebbe dovuto pronunciarsi entro gennaio
sull’ammissibilità del quesito referendario. Se fosse stato giudicato accettabile,
gli organizzatori del referendum avrebbero dovuto raccogliere 2.500 firme entro
aprile e la consultazione si sarebbe tenuta ad ottobre 2009. Il 2 febbraio però
il Comitato dei Garanti ha bocciato la richiesta del referendum. Secondo
l’articolo 65 dello Statuto Comunale, infatti, non si possono svolgere
referendum cittadini su temi di pianificazione urbanistica e piano regolatore.
Gli organizzatori hanno così iniziato una raccolta di firme, che si chiuderà il
18 ottobre, per raccogliere il parere dei cittadini.
La protesta ha iniziato anche a muoversi sul piano storico-culturale perché la
struttura delle ex-colonie Enel costituisce un esempio di architettura degli
anni Venti-Trenta come altri edifici della città, ad esempio la Rotonda a mare o il
Politeama Rossini, sui quali si è già intervenuti con opere di
ristrutturazione. Il 3 dicembre Ettore Coen, un ottico di Senigallia membro
della comunità ebraica, con un articolo ha riportato alla memoria collettiva la
vicenda del campo di concentramento provinciale nelle ex colonie Unes. Dopo di
lui altre persone della città hanno fatto delle ricerche e riscoperto le
testimonianze su quel luogo di detenzione.
E si arriva ad Aprile. I due consiglieri che avevano votato contro
l’approvazione del Piano d’area, presentano un ordine del giorno, poi bocciato,
con cui si chiede di fare intervenire la Sovrintendenza
affinché valuti la struttura e ponga un vincolo di tutela. Di fronte alla
bocciatura, i due consiglieri si rivolgono direttamente alla Sovrintendenza
che, intervenendo, blocca momentaneamente i lavori di demolizione. A metà
maggio, dopo alcuni sopralluoghi, arriva il responso che non solo dà il via
libera all’abbattimento dell’edificio in quanto «non riveste un interesse
culturale sufficiente per la sottoposizione dello stesso a formale tutela», ma
valuta «positivamente il previsto ripristino del rapporto diretto delle
predette aree con la battigia, mediante lo spostamento della strada a ridosso
della linea ferroviaria lungo il tratto interessato dal Piano Urbanistico». I
lavori e la lottizzazione dell’area possono perciò iniziare.
La Its è una
società a responsabilità limitata composta da più imprenditori e ditte di
costruzione. Tra i proprietari ci sono anche le famiglie dell’ingegnere
Riccardo Morpurgo e del cugino Remo Morpurgo, membri della Comunità ebraica di
Ancona, alla quale fa riferimento quella di Senigallia. Riccardo è Presidente
della Its srl, mentre Remo è vice presidente della Comunità ebraica di Ancona.
Forse è per questo conflitto di interessi che nella vicenda i vertici della
Comunità sono rimasti a lungo in silenzio e quando, dopo ripetuti appelli a
entrare nella questione, il presidente Claudio Calderoni è intervenuto, ha
lasciato i suoi stessi membri perplessi. «In realtà – ha ammesso – non siamo a
conoscenza di documentazione e fonti storiche sul funzionamento del campo di
concentramento di Senigallia, né tale presenza ha avuto rilievo nei ricordi
degli iscritti che hanno vissuto il tragico periodo delle persecuzioni
antiebraiche. Questa Comunità conferma la disponibilità a esaminare documenti
storici che siano inviati sulle ex colonie Enel e che le consentanto di
esprimere una valutazione». La memoria di questo luogo, infatti, era rimasta
principalmente tra i dipendenti dell’Unes, che ricordavano che l’edificio venne
requisito dai repubblichini, e tra qualche cittadino, non certo tra gli ebrei
senigalliesi che tra il ’43 e il ’44 erano sfollati, nel migliore dei casi o,
nel peggiore, si trovavano già in qualche campo di concentramento europeo. Ecco
perché dalle dichiarazioni del presidente Calderoni hanno preso le distanze
tutti gli iscritti della Comunità che si dicono contrari all’abbattimento delle
ex Colonie e chiedono le dimissioni dei vertici.
«Prima di demolirlo – dice Ettore Coen – bisogna sedersi attorno a un tavolo e
decidere cosa fare. Mattone dopo mattone arriveremo a distruggere ciò che è
stato». Roberto Mancini ricorda che «il sistema dei campi di concentramento si
basava sulla fitta rete di strutture radicate sul territorio, tra cui c’era
anche quello di Senigallia. Non poteva esistere Auschwitz senza la presenza dei
campi di internamento nelle nostre realtà locali».
Sulla questione, intanto, non hanno espresso il loro pensiero né la presidente
della Provincia di Ancona Patrizia Casagrande (Pd), né il presidente della
Regione Marche Gian Mario Spacca (Pd). Gli oppositori al progetto, però, dicono
che andranno avanti e cercheranno di contattare altre comunità ebraiche e altri
uomini e donne di politica e cultura. Tutto perché, secondo loro, la storia e
il «non dimenticare» passano anche dalle città di provincia. E dovrebbero
essere patrimonio protetto dalla collettività e non un ricordo delegato a una
possibile targa alla memoria.

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29/05/09 ANCONA ANTIRAZZISTA CONTRO FORZA NUOVA

by on May.30, 2009, under Comunicati e Manifestazioni

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ANCONA
ANTIRAZZISTA

CONTRO
FORZA NUOVA

“Ancona antirazzista” . 
Questa la scritta che è apparsa ieri, venerdì 29 maggio ’09, sullo
striscione di apertura del corteo antifascista che da corso Carlo Alberto si è
diretto verso la nuova sede di Forza Nuova per impedirne l’apertura.  Il corteo, composto da  150 attivisti appartenenti a centri sociali,
studenti, associazioni di base e comunità migranti,  si è dato appuntamento ieri  nel 
tardo pomeriggio per “consegnare” il foglio di via  dalla città di Ancona al gruppo
dichiaratamente nazifascista che porta il nome di Forza Nuova.   

Determinati
nel  volere arrivare fino alla sede di
Forza nuova che, proprio ieri ne inaugurava l’apertura con la presenza della
loro candidata sindaco Elisa Gasparroni e con il loro leader fondatore, Roberto
Fiore (di cui sono note le convivenze con personaggi politici inquisiti per le
stragi di Piazza  Fontana, dell’Italicus
e della stazione di Bologna),  abbiamo
disobbedito alle prescrizioni della questura che voleva impedirci di muoverci dal
luogo indicato nell’appuntamento pubblico. Siamo avanzati sostenuti dal
consenso di molte persone che si trovavano a passare di lì e dai negozianti
prevalentemente migranti che in quella via portano avanti le loro attività
commerciali. 

Quando erano
chiaramente visibili una ventina  di
fascisti che provocatoriamente hanno iniziato a sventolare le loro bandiere con
le croci celtiche,  la polizia ci ha
impedito di raggiungerli, e per fermarci ha 
caricato il corteo che però non si è disperso ma è rimasto fermo
continuando a urlare slogan contro Forza Nuova 
e cercando di provocare più rumore possibile.  Ancora una volta  la polizia, invece che difendere i principi
costituzionali che negano l’esistenza a gruppi nazifascisti come quello di Forza
Nuova,  si è schierata a loro difesa e
ancora una volta i fascisti  hanno
accettato vigliaccamente di farsi proteggere dalle forze dell’ordine. La
candidata a sindaco per Forza Nuova, Elisa Gasparroni,  nei giorni precedenti, in risposta al nostro
appello per la costruzione della mobilitazione di ieri, ha dichiarato che la
loro sarà “la vera ambasciata italiana in terra straniera” alludendo al
quartiere in cui non a caso hanno scelto di aprire la loro sede. Stiamo
parlando del “Piano”, quartiere vissuto prevalentemente da cittadini migranti e
dove ha sede l’Ambasciata dei Diritti che offre assistenza legale ai migranti
ed organizza iniziative antirazziste e di denuncia. La Gasparroni ha anche
aggiunto che passeranno casa per casa a verificare la regolarità degli
immigrati che risiedono nel quartiere. Noi tutti impediremo che ciò avvenga e
molte saranno le iniziative che proprio nel quartiere faremo insieme alle
comunità migranti, perché queste non si sentano sole e per tutelarne i diritti.
Come abbiamo già dichiarato, pretendiamo che le istituzioni si muovano per  richiedere l’immediata chiusura della sede di
Forza Nuova. O la chiudono loro o la chiudiamo noi!

Comunità Resistenti delle Marche

GALLERIA FOTOGRAFICA

 

 

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16/05/09 CORTEO IN DIFESA DEL CSOA TNT DI JESI – CRONACA, GALLERIA FOTOGRAFICA, INTERVENTI AUDIO E VIDEO

by on May.18, 2009, under Comunicati e Manifestazioni

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OLTRE UN MIGLIAIO DI PERSONE A DIFESA DEL CSOA
TNT!

LA LIBERTÀ NON È A NORMA! GIÙ LE MANI
DAL CSOA TNT!

E’ una
splendida giornata di sole, sconfitti anche i peggiori presagi di pioggia,
quella che attende i primi manifestanti che hanno raggiunto via Politi. Il nome
di una via che rimanda immediatamente alla storia dei movimenti sociali
che, nelle Marche come in tutta Italia, negli ultimi anni hanno segnato i
percorsi di trasformazione e di cambiamento nel nostro paese.

22 anni di sperimentazione di autorganizzazione
sociale, di creazione di nuove istituzioni del comune, comunità in resistenza
che dal basso costruiscono l’alternativa dentro e contro la crisi dell’impero.
E’ questo percorso che incarna il centro sociale autogestito occupato Tnt,
un percorso condiviso dai mille volti della rabbia degna, dalle mille
differenze che esprimono le insorgenze dei movimenti.

Difendere
il Csoa Tnt, difendere gli spazi di democrazia contro la crisi

-  Lo
speciale sulla giornata di mobilitazione
-  L’appello alla
manifestazione

-  Dall’Argentina
alla Palestina, i messaggi di solidarietà al Csoa Tnt

La
cronaca in diretta dal corteo

– Aggiornamenti in
tempo reale. Stay tuned! – Ricarica
la pagina


-  La galleria fotografica

-  I
minivideo dal corteo

[ video 1
] [ video 2
] [ video 3
] [ video 4
] [ video 5
] [ video 6
] [ video 7
] [ video 8
] [ video 9
]

-  ore
16.30

Sono già tantissime le persone che affollano via Politi, si aspetta l’arrivo
delle realtà sociali che da tutta la regione raggiungeranno Jesi per comporre
insieme, a partire da oggi, il fronte di resistenza a difesa degli spazi
autogestiti, della libertà e dei diritti di tutti. [ audio 1 ]


-  ore
17.20

Il serpentone del corteo ha appena iniziato a muoversi in direzione della
stazione fs. "La libertà non é a norma! Giù le mani dal Tnt!"
recita lo striscione che apre la manifestazione, seguito dal sound-system e
dalle centinaia di persone che oggi riempiranno le strade di Jesi, determinati "a
difendere gli spazi di libertà e autonomia minacciati dalla precipitazione
autoritaria al tempo della crisi"
.
Il camion si ferma sotto i palazzi che circondano il centro sociale, per lanciare
un messaggio a chi, più volte, è stato strumentalizzato da quanti si illudono
di ottenere tornaconti politici attraverso campagne securitarie e liberticide. [
audio 2 ]


-  ore
17.40

Il corteo arriva di fronte alla sede regionale di YaBasta! Marche,
prende la parola Susana, cooperante e attivista dell’associazione:
"Ya Basta! vive anche grazie al centro sociale Tnt e insieme al centro
sociale riesce a sostenere le comunità che in tutto il mondo resistono con
dignità all’oppressione e allo sfruttamento."
[ audio 3 ] [ audio 4 ] [ audio 5 ] [ audio 6 ]


-  ore
18.00

La manifestazione fa sosta obbligata nel cuore del quartiere San Giuseppe, un
quartiere popolare dove i colpi della crisi si fanno sentire duramente, un
quartiere migrante dove vivono molti dei compagni di viaggio che hanno
condiviso insieme al centro sociale le battaglie per i diritti di cittadinanza
e contro i nuovi razzismi. "Queste esperienze costituiscono lo spazio
autogestito come crocevia di incontro e relazione che produce ricchezza per
l’intero tessuto sociale che attraversa e viene attraversato dal centro
sociale."
[ audio 7 ]

Prende la
parola Abib, "Osservatorio migranti della Vallesina", da
sempre in prima fila per i diritti di chi non ha voce e contro le politiche di
esclusione e discriminazione che si aggravano in questi giorni con i
respingimenti di massa in Libia e il pacchetto sicurezza in via di approvazione
in parlamento. [ audio 8 ]


-  ore
18.20

E’ un fiume colorato quello che costeggia le mura storiche della città, si
alternano dal microfono le voci di chi oggi è sceso in piazza dalla parte del Csoa
Tnt
, per difendere, insieme a quella degli spazi autogestiti, la propria
libertà. Intervengono gli studenti del Collettivo Corto Circuito, una
delle realtà che vive il centro sociale, protagonista delle mobilitazioni dell’Onda
contro i tagli al mondo della formazione e della scuola [ audio 9
]

"L’esperienza
dei Centri sociali nelle Marche, ben otto spazi liberati in una regione così
limitata, a partire da quella del TNT fino al neonato Csa Fabbri di Fabriano,
testimoniano l’enorme potenza di un territorio che da oltre venti anni continua
felicemente la preziosa sperimentazione di spazi di autogestione.
Anomalia Marche, dunque. L’anomalia di quei "luoghi del comune” che
prendono corpo e forza nelle relazioni sociali e cooperative di cui innervano i
territori, per immaginare nuovi percorsi di trasformazione dell’esistente
muovendo dal pieno riconoscimento dei diritti e delle libertà come unica forma
di sicurezza possibile contro la crisi."
– L’intervento di Gabriella, Csa Sisma [ audio 10
]


-  ore
18.40

Il corteo si dirige verso il centro storico, si accendono i fumogeni, per la
salita delle Mura Occidentali il colpo d’occhio è notevole: "Siamo più
di mille! Per la difesa dei presidi di democrazia, no alla chiusura del Csa
Tnt!

[ audio 11
] [ audio 12
] [ audio 13
]


-  ore
19.00

Sono oltre mille le persone che riempono Corso Matteotti. Una grande
manifestazione quella di oggi, attraversata dalla gioia ribelle che si oppone
alla paura, dal desiderio di libertà espresso da un corpo collettivo che non è
disposto a un solo passo indietro sulla sua autonomia e indipendenza: "Chi
si illude che esposti o denunce, polizia o magistratura ci possano intimorire,
rimarrà molto deluso. Chi oggi sfila in questo corteo è abituato a ben altri
pericoli, lo abbiamo visto con i nostri occhi in Piazza Alimonda qual’è il
prezzo per le nostre idee. Sappiamo bene che il vero coraggio non si esaurisce
in un gesto, ma nella volontà di continuare, nonostante tutto.
Tra noi e chi pensa di far politica pronunciando un discorsetto in consiglio
comunale c’è un abisso. Lo stesso abisso che si ritroverà addosso chiunque
tenterà di chiudere il centro sociale"
[ audio 14 ] [ audio 15 ]


-  ore
19.20

Il corteo sta per fare ingresso in Piazza della Repubblica, da dove poi si
scioglierà per concludersi con la festa e il concerto con l’esibizione di oltre
25 artisti che negli anni hanno calcato il palco dell’auditorium del Csoa
Tnt
.
"Abbiamo attraversato tutta la città, per oltre quattro chilometri,
partendo dalla sede del centro sociale che continua a resistere a
quest’offensiva giudiziaria senza precedenti. Lo abbiamo fatto insieme a tutti
quelli che con noi in questi anni hanno percorso le strade dei diritti e della
dignità, contro le politiche della sicurezza che vogliono ingabbiare la
vita."
[ audio 16 ]

"Siamo
qua per dire che il corteo contro la chiusura del Tnt è il corteo contro la
chiusura del MezzaCanaja, il corteo contro ogni altro tentativo di vendita o
chiusura di ogni spazio sociale. Siamo qua per dire che se toccano uno di noi
toccano tutti. Il centro sociale MezzaCanaja vive e continuerà a vivere, perchè
possono abbattere i muri, ma non potranno mai abbattere le idee."

– L’intervento di Nicola, Csoa MezzaCanaja [ audio 17 ]


-  ore
19.40

E’ una straordinaria giornata di democrazia quella che tramonta sullo sfondo
del teatro nella piazza centrale di Jesi. Quella democrazia reale che passa per
l’affermazione collettiva del diritto a resistere alla morsa autoritaria che
individua nella conflittualità sociale diffusa, nei presidi di libertà e
democrazia obiettivi da eliminare per poter continuare a scaricare socialmente
il prezzo della crisi.
– L’intervento di Detjon, Collettivo Studentesco Corto Circuito [ audio 18 ]

"Questa
grande giornata di democrazia non finisce oggi, non finisce qui, rivivrà in
altre piazze, in altre città, perchè c’è bisogno di libertà contro la crisi,
perchè resisteremo sempre e comunque un minuto più di loro"

– L’intervento di Fabrizio, Csoa Kontatto – Falconara [ audio 19 ]

"La
battaglia a difesa del Tnt è la battaglia a difesa di tutti i centri sociali,
ormai gli unici spazi di democrazia vera: noi non siamo a norma perchè siamo
liberi"

L’intervento finale di Enza, Csoa Tnt [ audio 20
]

Da www.globalproject.info

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16/05/09 MANIFESTAZIONE A JESI: CONTRO LA CHIUSURA DEL CSOA TNT – COMUNICATO DEL CSOA MEZZA CANAJA

by on May.15, 2009, under Comunicati e Manifestazioni

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A Jesi in corteo
per difendere il CSOA TNT
 

leggi il comunicato del csoa tnt 

 

Tutto va riportato a norma, ma quale è la normalità? 

I migranti lasciati morire in mezzo al mare: sono a norma.
Finanziare le banche che hanno prodotto la crisi usando i nostri soldi : è a
norma.
Lavorare da precario e in affitto: è a norma.
Mettere i militari nelle strade delle nostre città: è a norma.
Vietare le manifestazioni il sabato e la domenica: è a norma.
Controllare tutti i mezzi di comunicazione: è a norma.
Tagliare i fondi della scuola pubblica: è a norma.
Curare l’insicurezza col manganello : è a norma.
Manifestare sotto i simboli delle svastiche: è a norma.

Morire al lavoro per salari da fame: è a norma.

Ma c’è ancora chi non è a norma : per questo deve
resistere!

Sabato 16 maggio saremo a Jesi a difesa degli spazi
sociali.

L’attacco al TNT, il primo centro sociale nato nelle Marche e punto di
riferimento da 22 anni delle lotte di movimento nella regione, è l’ennesimo
colpo che si cerca di infliggere a chi da decenni in tutta Italia, combatte per
il diritto alla cultura, all’abitare, che rifiuta ogni possibile forma di
razzismo e fascismo e lotta contro la crisi chiedendo reddito.

Insieme alla disoccupazione e alla povertà, alla cassa integrazione,
alla criminalizzazione dei migranti, alla militarizzazione delle nostre città,
assistiamo alla chiusura di quelle realtà che quotidianamente agiscono nei
territori contro l’emarginazione e l’invisibilità verso la quale molti vengono
spinti.

Saremo in strada per difendere il più importante di tutti i diritti:
quello di esistere.

Saremo in strada perché non dobbiamo chiedere il permesso a nessuno per
essere liberi!

PARTENZA DA SENIGALLIA IN TRENO, H. 15.20
ALLA STAZIONE FERROVIARIA.

CSOA
Mezza Canaja
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