Centro Sociale Occupato Autogestito Mezza Canaja
Lungomare L.Da Vinci 1
Senigallia (AN)
Dalla stazione FS: autobus linea 2 (direzione lungomare levante ciarnin) e linea 4 (lungomare levante marzocca)
Dall' autostrada: uscita casello SENIGALLIA, dopo lo svincolo girare a destra (est),proseguire sempre dritti direzione LUNGOMARE, dopo il sottopassaggio davanti alla ROTONDA A MARE girare a destra (sud) e proseguire per circa 4 Km
e-mail: mezzacanaja@yahoo.it
www.myspace.com/mezzacanaja
NUMERO ANTISFRATTO: 340/7137543
csamezzacanaja | 10 Agosto, 2006 14:58
Plage Sauvage
Il precariato si prende la vacanza

“Nella misura in cui l’apparato di produzione diviene più importante e più
complesso […], i compiti di controllo divengono più necessari e più difficili.
Sorvegliare diventa allora una funzione precisa, ma che deve essere parte
integrante del processo di produzione […].
La sorveglianza diviene un operatore economico decisivo, nella misura in cui
essa è, insieme, un elemento interno all’apparato di produzione e un
ingranaggio specifico del potere disciplinare”.
(M. Foucault – “Sorvegliare e punire”)
Sotto il coprifuoco della “estate sicura” sta emergendo un’altra spiaggia.
Una spiaggia liberata dai ridicoli divieti di balneazione, dai cancelli
e dalle guardie private che “difendono” gli stabilimenti balneari.
Una spiaggia liberata dai “raid” delle forze dell’ordine contro i
migranti che si guadagnano la vita con improvvisate bancarelle.
Una spiaggia liberata dalla “socialità disciplinata” delle feste dove si
paga a caro prezzo l’ingresso e la consumazione, dove la possibilità di mettere
e di sentire musica passa attraverso il “pizzo” pagato alla SIAE e dove alle
due di notte – salvo rare eccezioni – scatta il “tutti a casa”, altrimenti, ecco
la municipale!
Una spiaggia dove l’incontro, la socialità e il divertimento non sono
legati e mediati dal grande evento commerciale/turistico/massmediatico.
Una spiaggia liberata dalla compravendita fatta sulla pelle del demanio
pubblico.
Una spiaggia sottratta alla costante e continua erosione che i privati -
grazie anche ai loro legami politico/amicali - compiono su di un bene pubblico,
togliendone di fatto, la possibilità di una fruizione libera e gratuita.
Una spiaggia sottratta al ricatto delle lobby del mercato turistico che
per i loro interessi privati vogliono ridurre Senigallia alla città della
piccola, benestante e tranquilla famiglia borghese, allontanando ogni altro
soggetto sociale, soprattutto giovanile.
Una spiaggia capace d’interrompere la spirale che si è innescata tra la
blindatura ed il controllo del lungomare ed il diffondersi di atti vandalici e
viceversa.
Una spiaggia che rifiuta ogni paranoia ed ogni delirio sicuritario che
si traduce in un inutile e dispendioso aumento di poliziotti di quartiere, di
pattuglie della municipale, di una stazione mobile dei carabinieri per il
lungomare, dell’invio telematico alle forze dell’ordine delle presenze negli
alberghi e dell’istaurazione di sistemi di videosorveglianza. Il tutto, mentre
le statistiche date dalle stesse forze dell’ordine danno la microcriminalità in
calo ed i sondaggi effettuati, dicono che solo per il 3,56% dei senigalliesi la
“criminalità” è un problema urgente.
E’ evidente, allora, che la continua evocazione dello spauracchio “allarme
criminalità”, fatto dai politici e dai media, è un’azione cosciente per
speculare sulle paure, sulle insicurezze e sulle ansie delle persone, con
l’unico scopo di attingere fondi dai decreti fatti dall’ex-ministro Pisanu per
poi soddisfare le varie lobby politico/economiche della città.
In questo contesto, la continua ricerca del “soggetto deviante” da rieducare o
da reprimere - che siano i migranti sporchi e maleducati di Via Carducci, i
temibili bivacchi alla Rocca Roveresca, l’abusivismo da spiaggia (e quello
della cementificazione e degli alberghi che impediscono che il sole batta sulla
spiaggia cos’è?!) o i “nomadi” lungo la statale - è esclusivamente funzionale
ad una logica politica – locale e globale - che ha trasformato, per i propri
tornaconti economici, la sicurezza in un elemento fondamentale dell’offerta
turistica.
Quest’anno, sotto il coprifuoco dell’estate sicura sta emergendo “Plage
Sauvage”.
Quattro giorni – dal 11 al 15 agosto – di concerti, mostre, film,
controinformazione, feste in spiaggia ed azioni dirette per affermare che la
spiaggia è uno spazio pubblico, un bene comune che non può essere usato e
svilito per il tornaconto politico ed economico dei soliti noti.
Sous le pavé, la plage... sauvage!
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