Centro Sociale Occupato Autogestito Mezza Canaja
Lungomare L.Da Vinci 1
Senigallia (AN)
e-mail: mezzacanaja@yahoo.it
NUMERO ANTISFRATTO: 340/7137543
csamezzacanaja | 20 Luglio, 2007 10:25

csamezzacanaja | 20 Luglio, 2007 10:24
G8/GENOVA
'001 – 20 LUGLIO – ‘007
LA STORIA E’ NOSTRA … E’ QUI E ORA!
“Coltiviamo
per tutti un rancore che ha il sapore del sangue rappreso,
ciò che
allora chiamammo dolore, è soltanto un discorso sospeso”.
(F. De
Andrè – “Tutti morimmo a stento”)
Un evento storico è come una
linea di demarcazione che separa il “prima” dal “dopo”, il passato dal
presente, ciò che era da ciò che è.
Un evento storico è un punto di
rottura in cui la linearità del tempo subisce un’accelerazione, un balzo in
avanti.
Un evento storico fa sì che ciò
che era non sarà più, non tanto nella materialità e nella quotidianità delle
cose, ma nell’interiorità , nella coscienza del singolo e nelle sue modalità di
percepire ed interpretare la società e le sue relazioni.
Se sei anni dopo gli eventi del
luglio genovese occupano (e preoccupano) ancora il dibattito politico, è perché
a Genova è avvenuta una frattura per molti insanabile, tra una parte della
società e le istituzioni di questo paese.
Allora, ad una nuova
generazione che aveva cominciato ad occuparsi del mondo (spesso con uno spirito
etico o prepolitico) , veniva fatto assaggiare il piatto di una pietanza
antica. Una pietanza che ha l’odore acre dei gas CS, il rumore sordo e
cadenzato dei tonfa sugli scudi o quello secco e veloce dei colpi di pistola.
A Genova non avvenne la “sospensione della democrazia”, ma una sua ridefinizione (corruzione) nelle forme embrionali della “guerra preventiva” e dell’esportazione (imposizione) di democrazia. In altre parole, il considerare ogni problema politico e sociale come un problema di ordine pubblico al quale l’unica risposta possibile sì da “manu militari”; come avviene in buona parte del mondo dopo l’undici settembre … era sempre il 2001!
Genova non fu un’operazione di polizia, ma un atto di guerra contro la popolazione civile. Espressioni come “repressione cilena” o “macelleria messicana” per quanto siano suggestive e metaforicamente valide, nella realtà risultano fallaci in quanto eurocentriche (gentilmente razziste). Genova fu repressione e macelleria tutta italiana, nel senso di europea ed atlantica.
La scoperta dell’acqua calda
fatta dai giudici e dai giornalisti che riempie la cronaca di queste ultime
settimane, stupisce solamente chi a Genova non c’era o chi ha volutamente messo
la testa sotto la sabbia. Chi c’era, invece, ha ancora impresso nella mente il
sangue fresco che copriva l’asfalto di Via Tolemaide, di Piazza Alimonda o i
pavimenti della scuola Diaz. Chi c’era si ricorda tutte le plateali battute di
giubilo che i poliziotti facevano sull’assassinio di Carlo.
La scoperta dell’acqua calda
non restituisce nessuna verginità politica allo Stato, perché i responsabili di
quella repressione sono ancora tutti al loro posto oppure sono stati promossi.
Non parliamo solo di squallidi funzionari di piazza o di Fini ed Ascierto, ma
di chi predispose i primi piani di divisione, smembramento e militarizzazione
della città, ovvero, l’allora primo ministro Amato (Napoli docet!) e di chi
diresse l’ordine pubblico in quelle giornate, l’ex-capo della PS De Gennaro.
Oggi, sei anni dopo, Amato è
Ministro degli Interni e De Gennaro è il suo capo di gabinetto.
Oggi, sei anni dopo, i
poliziotti indagati hanno già in mano la prescrizione, mentre per molti
compagni si attende entro la fine dell’anno la prima sentenza per l’accusa di
“devastazione e saccheggio”; il processo per l’assassinio di Carlo da tempo è
già stato archiviato. Le indagini sui mandanti politici, ovviamente, stanno a
zero.
Genova per noi non è solo una
memoria da conservare e tramandare, ma è pratica quotidiana di costruzione di
forme di vita e di spazi sociali liber(at)i e autonomi.
Genova per noi è, in ogni luogo
ed in ogni tempo, uomini e donne liberi che affermano e difendono la propria
dignità, il proprio diritto di r/esistenza; dalla Val di Susa a Rostock, da
Vicenza a Copenaghen, dalle strade romane a quelle parigine, dalla Campania al
Messico.
Uomini e donne che in ogni
tempo ed in ogni luogo sanno che la dignità delle volte ha la forma ed il peso
di un estintore sollevato a mezz’aria.
CSOA
MEZZA CANAJA
csamezzacanaja | 11 Luglio, 2007 23:36

csamezzacanaja | 10 Luglio, 2007 23:40
PRESENTAZIONE DEL LIBRO:
"LO SPETTACOLO COSMICO"
DI E CON FRANCO PIPERNO

VENERDI’ 13 LUGLIO
ORE 21:30
SUL TETTO DEL CSOA MEZZACANAJA
Il libro
Esiste un cielo notturno per i Fenici, per i Greci, per i Babilonesi. È lo stesso che scorgiamo ogni notte anche oggi nelle metropoli contemporanee, o che osserviamo meglio quando siamo all’aperto. Eppure quella volta celeste non è mai la stessa: le costellazioni cambiano nome rimandando a epiche e mitologie diverse, i punti cardinali mutano e le congiunzioni tra le stelle variano. In realtà a cambiare non sono le stelle, la posizione del sole o della luna ma il modo di «descrivere» il cielo. Perché, quando a gruppi di stelle attribuiamo una figura (le costellazioni) ciò che facciamo è «scrivere sul cielo». Da queste diverse forme di osservazione del cielo, visibile a occhio nudo di notte, derivano vere e proprie «cosmogonie», narrazioni collettive che determinano una diversa relazione fra cielo e terra.
Questo libro rappresenta una vera introduzione alla «teoria del cielo», nel senso originario del termine, ovvero della contemplazione della volta celeste – archetipo della conoscenza intesa come azione che ordina arbitrariamente il mondo.
È scritto per un lettore che sia anche l’osservatore di quel sublime spettacolo rappresentato dal cielo notturno, dalle costellazioni, dai pianeti, dalla via lattea. Per coloro cui piace orientarsi con il sole, la luna e le stelle. Ma anche per coloro che avrebbero voglia di farlo e non hanno mai osato.
Un libro che è insieme un manuale per l’osservazione del cielo di oggi (contiene oltre 300 mappe stellari e indicazioni sul riconoscimento dei pianeti e della costellazioni a occhio nudo), ma anche una magnifica testimonianza sulle mitologie e le narrazioni applicate alla volta celeste.
Con disegni di Roberto Gelini
Franco Piperno
Franco Piperno è stato Assessore alla comunicazione presso il comune di Cosenza, dove si è impegnato nell’ideazione e creazione del nuovo planetario. È professore di Struttura del materia e insegna Astronomia visiva all’Università della Calabria. Ha insegnato Fisica presso numerose università italiane e alcune delle più prestigiose università del mondo. È altresì noto per la sua partecipazione alle vicende politiche degli anni Settanta in Italia.
csamezzacanaja | 10 Luglio, 2007 17:58

csamezzacanaja | 07 Luglio, 2007 01:24

Organizza:
STAGE DI TESSUNO AEREO
E TRAPEZIO FISSO
Tenuto da: Stefano Ricca
(Diplomato alla FLIC di Torino,
insegnate alla "Sportika" di Pinerolo)
Giorni e orari:
- Sabato 7 luglio >
dalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle
16:00 alle 20:00
-
Domenica 8 luglio >
dalle 15:00 alle 19:00
Con questa iniziativa il Mezza
Canaja inaugura la palestra polifunzionale gratuita all'interno del centro
sociale.
Uno spazio per chiunque voglia
tenersi in allenamento con esercizi a corpo libero, pesi, danza, arti marziali
e tutto ciò che ogni singolo/a vorrà metterci dentro.
Lo spazio è aperto a tutti, libero
e gratuito.
csamezzacanaja | 05 Luglio, 2007 08:26

csamezzacanaja | 04 Luglio, 2007 19:40

FRANCIA ‘005 - BANLIEUES
Immagini dalla rivolta
“ La miseria dei ghetti ha
insegnato a questi giovani che i diritti,
prima che su qualsiasi pezzo di
carta, sono scritti sull’asfalto.
Come uomini del sottosuolo hanno
compiuto il loro gesto:
hanno affrontato il potere in mezzo
alla strada”.
Proiezioni di:
“Le rivolte delle periferie”
(tratto da “ La storia siamo noi”,
Raitre)
“C’era una rivolta”
(Ass. di Promozione sociale)
csamezzacanaja | 04 Luglio, 2007 01:23
Sabato 11
agosto: "Colle der
Fomento" in concerto!
Al CSOA
Mezza Canaja ore 22:00
csamezzacanaja | 29 Giugno, 2007 01:00
csamezzacanaja | 27 Giugno, 2007 00:00

Giovedì 28 giugno – h. 21:30
In Via Carducci
Presenta:
Legge 30: vita di Abdel.
Una storia vera di estrema precarietà
Spettacolo teatrale a cura di Teatri Offesi Pescara
Con:
Fabio Zavatta e Lorenzo Marvelli
Musiche ed immagini di:
Renato Barattucci
La storia:
Abdel è un infermiere precario. E’ arrivato dal Marocco molti anni fa e si è diplomato infermiere in Italia ma, a causa di una Legge dello Stato, non può partecipare a concorsi pubblici.
E’ qui, da questa assurda norma, che comincia la breve e sventurata carriera professionale di Abdel.
Una Agenzia di Intermediazione lo impiega come infermiere presso un grande ospedale in cambio di un salario modesto e condizioni di lavoro svantaggiose rispetto ai suoi colleghi italiani. A causa di un ritardo di tre mesi nella retribuzione dello stipendio, Abdel ha un violento litigio con il responsabile della Cooperativa; l’infermiere marocchino ha la peggio e finisce in rianimazione con una lesione permanente alla colonna vertebrale: inizia ora un’odissea che, a tutt’oggi, non si è ancora conclusa.
Perché la storia di Abdel è una storia incredibile ma vera!
E’ la storia di un viaggio cominciato in Marocco 15 anni fa e che è sembrato interrompersi tragicamente a Dicembre dell’anno scorso con la violenza subita da Abdel per mano del suo datore di lavoro.
Ma la speranza è che questo viaggio possa continuare in un modo o nell’altro. Per Abdel e per la gente come lui, la gente precaria, la gente migrante, la gente in movimento verso un mondo con più giustizia sociale, con pari opportunità e diritti per tutti.
Lo spettacolo racconta una storia recente di estrema e tragica precarietà cercando di dare parola a tutti i protagonisti della vicenda ma, nello stesso tempo, cercando di prefigurare con il tema del viaggio, dello spostamento, del movimento, luoghi possibili e pieni di speranza.
Informazioni:
www.teatrioffesi.org
In caso di mal tempo lo spettacolo teatrale si svolgerà al
csoa mezza canaja (L. L. Da Vinci 1 - Senigallia).
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