Centro Sociale Occupato Autogestito Mezza Canaja
Lungomare L.Da Vinci 1
Senigallia (AN)
Dalla stazione FS: autobus linea 2 (direzione lungomare levante ciarnin) e linea 4 (lungomare levante marzocca)
Dall' autostrada: uscita casello SENIGALLIA, dopo lo svincolo girare a destra (est),proseguire sempre dritti direzione LUNGOMARE, dopo il sottopassaggio davanti alla ROTONDA A MARE girare a destra (sud) e proseguire per circa 4 Km
e-mail: mezzacanaja@yahoo.it
www.myspace.com/mezzacanaja
NUMERO ANTISFRATTO: 366/1699739
csamezzacanaja | 29 Ottobre, 2007 23:36
Mantenendo fede alla parola data siamo tornati, sabato 27 ottobre, in Piazza del Duca.
Siamo tornati riempiendo quello spazio di contenuti civili e politici alti; siamo tornati realizzando un’iniziativa, chiamata “AltraPiazza” per ribadire ancora una volta che le nostre vite, i nostri argomenti, le nostre pratiche sono qualcosa di altro rispetto ad inquietanti episodi che avevano caratterizzato proprio quel luogo negli ultimi mesi.
Siamo tornati per riaffermare, ancora una volta, il nostro antifascismo, che agiamo continuamente nella nostra città, opponendoci a qualsiasi discorso o politica razzista, omofoba, sessista, autoritaria e xenofoba. Lo stesso antifascismo che, data la risposta delle centinaia di persone -soprattutto giovani- che sabato hanno attraversato l’AltraPiazza, abbiamo dimostrato essere valore fondante della città di Senigallia.
Dobbiamo però anche sottolineare la nostra amarezza per aver dimostrato che Senigallia è antifascista dopo che -citando solo gli ultimi accaduti- abbiamo dovuto respingere un assalto squadrista in armi al nostro centro sociale e dopo che un nostro compagno è stato vigliaccamente aggredito e ferito.
Noi lo avevamo detto già un anno fa: avevamo denunciato all’attenzione di tutta la città l’emergere di alcuni discorsi e comportamenti incompatibili con la tradizione e il sentimento di Senigallia.
A tutti i nostri detrattori consigliamo, per onestà, di fare un’analisi seria della società in cui viviamo, di aprire gli occhi e difendere in maniera reale la libertà, la democrazia e la solidarietà. Queste non sono solo parole che possono essere pronunciate invano a proprio piacimento e a proprio uso e consumo, queste sono valori che vanno riaffermati e praticati con fermezza e radicalità in ogni momento.
Siamo tornati in Piazza del Duca e abbiamo
constatato che quella è la nostra piazza.
L’abbiamo attraversata e vissuta secondo il nostro sentire, praticando quella libera socialità che è momento fondante della nostra costruzione del comune. Non un modo “altro” di stare insieme, ma l’unico modo possibile: in cui i singoli individui si incontrano, parlano, pitturano, cantano, ballano ed esprimono collettivamente la gioia di essere.
Abbiamo constatato che quella piazza è viva e continueremo a farla vivere rispondendo alle nostre necessità, ai nostri desideri e alle nostre passioni e continueremo a farlo secondo le nostre modalità. Solo così potrà essere garantita quella sicurezza, così tanto sbandierata a livello mediatico, ai luoghi che attraversiamo e viviamo tutti i giorni e dove loschi figuri che si richiamano al ventennio, al duce, al periodo più cupo della storia italiana, sono persone non gradite e mai più avranno diritto di cittadinanza e agibilità.
Siamo tornati per restare
CSOA Mezza Canaja
csamezzacanaja | 29 Ottobre, 2007 21:06
Dopo gli ultimi fatti accaduti in questi giorni con le perquisizioni nelle case di alcuni naziskin della regione e che confermano una preoccupante situazione, soprattutto se collegata e contestualizzata all’interno del panorama nazionale, è emersa una riconducibilità di alcuni di questi al tifo da stadio.
Noi non sappiamo chi siamo queste persone, non lo sappiamo perché non abbiamo partecipato o richiesto interventi. Quello su cui ci siamo spesi e che abbiamo sostenuto è stata la necessità di una mobilitazione, della città a tutti i suoi livelli, politica e culturale contro il fasciamo, il razzismo e l’intolleranza. Siamo però sicuri della impossibilità di definire la tifoseria, e in particolare la parte più passionale, fedele e sempre presente, cioè la curva, un ritrovo e un luogo di organizzazione di questi fascisti.
La tifoseria e la curva di Senigallia rappresentano da anni una forma di resistenza per la cultura dello sport e della lealtà sempre più incrinata e attaccata dagli affari economici, dai profitti e dalle storture del calcio moderno.
Diciamo questo per correttezza e perché siamo certi che il motore che spinge la tifoseria e la curva senigalliese sia l’amore per la Vigor Senigallia.
C.S.O.A. Mezza Canaja
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