CSOAMezzaCanaja

Centro Sociale Occupato Autogestito Mezza Canaja
Lungomare L.Da Vinci 1
Senigallia (AN)

Dalla stazione FS: autobus linea 2 (direzione lungomare levante ciarnin) e linea 4 (lungomare levante marzocca)
Dall' autostrada: uscita casello SENIGALLIA, dopo lo svincolo girare a destra (est),proseguire sempre dritti direzione LUNGOMARE, dopo il sottopassaggio davanti alla ROTONDA A MARE girare a destra (sud) e proseguire per circa 4 Km

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NO COMPLANARE! Prima azione di solidarietà alla battaglia contro la complanare sabato 21 giugno

csamezzacanaja | 24 Giugno, 2008 00:19

NO COMPLANARE!

No alla città delle speculazioni e del cemento.

Prendiamo il problema di petto, negli ultimi anni Senigallia ha visto un aumento esponenziale del traffico automobilistico, la congestione delle strade urbane ed il conseguente aumento dell’inquinamento da poveri sottili. Per avere un’idea concreta di quanto detto basta farsi una passeggiata o una biciclettata in Via Podesti o nell’incrocio della curva della Penna

La qualità della viabilità urbana è innegabilmente un problema per tutti i senigalliesi. Un problema che va affrontato e risolto in maniera determinata e risoluta, ma che necessita anche di scelte politiche ed operative che siano lungimiranti. Ed è qui che casca l’asino, o meglio, l’Amministrazione Comunale.

Il progetto della Complanare affronta il problema del traffico come se fosse un problema a se stante e non una conseguenza della principale piaga senigalliese: la speculazione edilizia. Slegare questi due problemi, o meglio, porre l’accento sul primo in modo da favorire – in sordina - il secondo fa venire in mente la famosa battuta nel film di Benigni “Johnny Stecchino”, quando l’attore parla della più grande piaga della Sicilia: il traffico!
La Complanare nella realtà, non mira né a diminuire né a distribuire il traffico, ma semplicemente a costruire un’ingombrante striscia d’asfalto come avamposto per potenziali speculazioni edilizie. La Complanare, quindi, non andrà tanto e solo a devastare Borgo Coltellone e Borgo Ribeca, ma andrà ancora di più ad erodere i pochi spazi verdi sopravvissuti alla cementificazione, ad incentivare l’utilizzo dell’automobile ed il conseguente innalzamento sia del traffico che dell’inquinamento cittadino. Infine, ma non per importanza, non andrà minimamente ad intaccare la crisi abitativa in cui versa Senigallia, in quanto non prevede nessuna soluzione reale al problema dell’accesso economico alla casa, anzi, al massimo, avremo gli ennesimi miniappartamenti. L’Amministrazione Comunale è riuscita a far passare un progetto che riteniamo ambientalmente, culturalmente e politicamente devastante, come la “soluzione a tutela degli interessi generali della città”. Questo è stato possibile grazie ad un utilizzo scientifico dell’informazione, o meglio, dell’assenza di essa o del suo uso strumentale a seconda dei quartieri, fondando il consenso sull’ignoranza (voluta) dei cittadini, in gran parte propri elettori. E’ normale che un abitante di Via Podesti o di Via Cellini sia favorevole alla Complanare, in quanto o gli è stata raccontata la favola che si vedrà diminuire radicalmente il traffico sotto casa o molto più semplicemente, non gli è stato detto nulla. Non solo, si è anche lasciato all’oscuro l’impatto devastante che la Complanare avrà su Via Capanna e Borgo Molino. La pratica governamentale del “divide et impera” funziona sempre!

Per questi motivi accogliamo felicemente la nascita del “Comitato versus Complanare…e non solo!” a cui aderiamo, cercando di mettere a disposizione le nostre forze per generalizzarne la protesta. Per la prima volta nasce un comitato libero sia dagli interessi di bottega dei politici, che dalle logiche egoistiche del “non nel mio giardino”. Un comitato da cui cittadini, associazioni, movimenti, possono ripartire per essere attori protagonisti di una diversa concezione dello sviluppo urbanistico della città. Una politica urbanistica capace di lungimiranza politica, che, nel caso specifico - a nostro avviso - significa mettere al centro della mobilità urbana i mezzi pubblici non inquinanti, la bicicletta, la pedonalizzazione, disincentivando non tramite sistemi coercitivi ma tramite l’offerta di servizi, l’utilizzo dell’automobile.

 

 

 

 

 

  “La terra tua amala e difendila!”

CSOA Mezza Canaja

 
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