CSOAMezzaCanaja

Centro Sociale Occupato Autogestito Mezza Canaja
Lungomare L.Da Vinci 1
Senigallia (AN)

Dalla stazione FS: autobus linea 2 (direzione lungomare levante ciarnin) e linea 4 (lungomare levante marzocca)
Dall' autostrada: uscita casello SENIGALLIA, dopo lo svincolo girare a destra (est),proseguire sempre dritti direzione LUNGOMARE, dopo il sottopassaggio davanti alla ROTONDA A MARE girare a destra (sud) e proseguire per circa 4 Km

e-mail: mezzacanaja@yahoo.it
www.myspace.com/mezzacanaja

NUMERO ANTISFRATTO: 340/7137543

06/07/08 INCONTRO PUBBLICO CON MARCELLO TARÌ E MASSIMO ILARDI

csamezzacanaja | 22 Maggio, 2008 19:56

31 MAGGIO 1-2 GIUGNO MARKIJUGGLING - MEETING ON THE BEACH

csamezzacanaja | 21 Maggio, 2008 03:03

 

 

 

24/05/08 FESTA PUNK HC

csamezzacanaja | 20 Maggio, 2008 11:41

 

 

 

22/05/08 PROIEZIONE: CAMICIE VERDI - BRUCIARE IL TRICOLORE DI CLAUDIO LAZZARO

csamezzacanaja | 15 Maggio, 2008 01:44

10/05/08 VERONA > SENIGALLIA: FOTO E PAROLE DAL SIT-IN

csamezzacanaja | 14 Maggio, 2008 11:37

Verona non è un caso isolato. E' l'ideologia e i simboli che hanno mosso l'assassinio che vanno isolati.
 
Sabato 10 maggio abbiamo fatto un sit-in nella piazza centrale della nostra città - Piazza Roma - per denunciare la barbarie avvenuta a Verona.

 
3/5/’008 VERONA:
NON HANNO CUORE!   NON HANNO ONORE!
 
 Nicola non era un migrante, non era meridionale, non era comunista, non era un’attivista dei centri sociali. Nicola era una persona normale, figlio di operai con un lavoro normale. Eppure un gruppo di naziskin lo ha ritenuto insopportabilmente diverso. Nicola aveva il codino e questo è bastato per ammazzarlo nella maniera più crudele e vigliacca possibile.
 Quello che è accaduto a Verona smentisce radicalmente che gli episodi di intolleranza sono indirizzati solo ed esclusivamente verso alcuni gruppi ben identificati. A Verona è stata colpita una persona normale e proprio per questo, può (ri)capitare a tutti.
 La morte di Nicola è un omicidio politico, anzi, è un assassinio fascista.
Per la concezione nazi-fascista la violenza e l’omicidio non sono delle degenerazioni del pensiero né dei mezzi estremi per raggiungere dei fini. Violenza e omicidio sono parte integrante, fondante e intrinseca del pensiero nazi-fascista, sono mezzo e fine, con una peculiarità però, violenza e omicidio sono sempre e solo indirizzati verso chi è ritenuto debole e in qualche modo ”diverso”.
 Per quanto violenti, non vi è potenza nei loro gesti, solo frustrazione: “Forti coi deboli e deboli coi forti”.
 Eppure, paradossalmente, la responsabilità di questi “non-uomini” è quella minore, sono sempre e spesso a loro insaputa, “utili idioti” per il tornaconto di qualcun altro.
 Le responsabilità sono molto più distribuite di quello che si crede:
 -      Responsabili sono i politici e i partiti di destra e di sinistra che hanno sdoganato i neofascisti, equiparando chi ha difeso l’Italia e la libertà - i partigiani – con chi ha venduto la patria ai tedeschi e massacrato i propri connazionali, i repubblichini.
 -      Responsabili sono tutti coloro che in questi anni hanno inteso la democrazia come la “casa delle libertà”. Non è vero e non lo è mai stato che tutti possono esprimersi. La libertà, la parola, l’azione, non possono essere concesse a chi le utilizza con il fine di negarle a tutti gli altri.
 -      Responsabili sono coloro che hanno sempre detto: “Non contestateli,    non contrapponetevi, perché sono quattro sfigati e gli date solo visibilità”. E’ proprio ignorandoli che gli si è dato tempo e spazio per organizzarsi e crescere.
 -      Responsabili sono tutti coloro per i quali la sicurezza non serve per garantire tutti, ma per escludere alcuni. Sicurezza come difesa dal diverso poi se si muore al lavoro, se si è picchiati o stuprati in famiglia, se si è disoccupati, se si hanno bassi salari e non si riesce a pagare un affitto, chi se ne frega!!!
 -      Responsabili sono tutti coloro che hanno costruito il proprio successo economico, sociale e politico sulla pelle degli altri, per poi accomodarsi nei salotti televisivi. Abbandonando i giovani - ma non solo - all’ignoranza ed al degrado culturale.
 Oggi ci stringiamo intorno alla famiglia ed agli amici di Nicola. Oggi siamo qui per affermare che razzismo, xenofobia, omofobia e fascismo non hanno cittadinanza nei nostri territori.
 Le strade e le piazze sono di chi le ama!
 

La questione antifascista:
http://www.globalproject.info/print-15993.html  http://planbbureau.splinder.com/post/17083261

OPEN THE GARDEN OPEN YOUR MIND

csamezzacanaja | 14 Maggio, 2008 08:29

02/05/08 CARO AFFITTI, CARO VITA, SALARI BASSI, SFRATTI : FUORI DA CASA NOSTRA!

csamezzacanaja | 06 Maggio, 2008 22:40

Caro-affitti, caro-vita, salari bassi, sfratti:

FUORI DA CASA NOSTRA!

Quella di Tamara è una storia normale fatta di spese per il divorzio, spese per la caldaia, un lavoro con contratto a tempo indeterminato, un affitto da pagare e due figlie minorenni da far crescere. Una storia comune che però nell’Italia del 2008 diventa una storia complicata. Basta, infatti, che le ore di lavoro da sette diventino cinque, per entrare in una seria crisi economica, fino a rischiarci la casa. Se poi a tutto ciò aggiungiamo i tortuosi sentieri della burocrazia e la ruvidità umana, sociale e politica di alcune persone che la rappresentano, il quadro è completo. Una storia comune, dunque, e non una storia italiana, perché la condizione di Tamara è simile a quella di molti italiani come a quella di molti migranti. La storia di chi ogni giorno si scontra con affitti troppo alti e salari bassi, incapaci di garantire un reale potere d’acquisto, d’accedere ai consumi, anche quelli più elementari. Una storia che è paradigmatica della condizione di immiserimento che ha colpito i cittadini di questo paese e che rischia di generalizzarsi vista l’annunciata crisi economica, la più dura del dopoguerra. Quella di Tamara, però, è anche una storia di dignità e di coraggio. Dignità e coraggio nel denunciare pubblicamente le difficoltà economiche in cui versa. Dignità e coraggio nell’individuare la controparte in chi affitta case a prezzi esorbitanti e nelle lacune dei servizi sociali, invece, di prendersela con chi sta peggio, migrante o italiano che sia. Dignità e coraggio nel aver scelto di lottare pubblicamente per un suo diritto, senza cercare facili e comode scorciatoie nelle soluzioni “all’italiana”, fatte di telefonate private e conoscenze nei posti giusti, che non fanno altro che rendere sempre più “clientelare” il rapporto tra le istituzioni ed i cittadini.

Venerdì 2 maggio, abbiamo fatto un sit-in/conferenza stampa a casa di Tamara in cui abbiamo avanzato quattro semplici richieste: 1) Essere informati sullo stato reale delle pratiche inerenti al contributo affitti ed allo sgravio delle spese. 2) Se un affitto a canone concordato di 479euro mensili è plausibile per un appartamento di 43mq. 3) Se l’abitazione corrisponda realmente al modello abitativo A2/A7 (tipo civile/villette, quello con l’affitto più caro in quanto generalmente attribuibile ai centri storici). 4) L’intervento immediato dell’Assessorato ai Servizi Sociali come mediatore e garante tra l’inquilino ed il proprietario e nel caso in cui quest’ultimo voglia comunque formalizzare lo sfratto, l’attivazione di un percorso che conduca all’individuazione di un’altra casa per Tamara e le sue figlie.

 

Lunedì 5 maggio, con Tamara, abbiamo incontrato l’Assessore Volpini ed il Dirigente Comunale Mandolini. L’incontro ha avuto, per ora, una conclusione parzialmente positiva in quanto la famigerata pratica per il contributo affitti non è stata persa (evidentemente era stata una leggerezza verbale di chi aveva parlato con Tamara, leggerezza molto grave in quanto mina la credibilità di un’istituzione fatta per erogare servizi), anzi, ha tutte le carte in regola per essere accettata così come lo sgravio per le spese. Vista l’emergenza della situazione il Comune ha deciso di anticipare i soldi del contributo per l’affitto in modo da scongiurare l’attivazione del procedimento di sfratto.

Contemporaneamente, si procederà ad una verifica sulla correttezza del contratto sia in merito all’affitto - a canone concordato! - estremamente oneroso per le dimensioni dell’appartamento, sia sulla scelta della tipologia del modello abitativo. Parzialmente positiva, appunto, perché restano comunque delle incognite che negato alla radice i titoli tranquillizzanti e vittoriosi che oggi occupano i quotidiani. Il contributo del Comune ammonta a 1200euro, utile solo ed esclusivamente a risolvere i tre mesi di morosità, ma da maggio chi pagherà l’affitto? Si rischia di riitornare al punto di partenza.

Per quanto ci riguarda continueremo a monitorare quotidianamente l’evolversi della vicenda, in modo che una volta calati i riflettori, nessuno possa sentirsi libero di affermare ad una madre con due figlie minorenni a carico: “Rimboccati le maniche e trovati un secondo lavoro”. Una frase del genere se fosse pronunciata, sarebbe la negazione di ogni forma di stato e servizio sociale. Per quanto ci riguarda saremo sempre al fianco di Tamara per portare avanti una battaglia pubblica sul diritto alla casa, scegliendone insieme le forme, senza escludere un salto qualitativo nelle pratiche di lotta nel momento in cui, comunemente, lo dovessimo ritenere necessario ed efficace.
CSOA Mezza Canaja

 
Per conoscere o approfondire la cronaca degli eventi consigliamo i seguenti link:

Piaga di Velluto

http://lapiagadivelluto.splinder.com/post/16963010/Tutti+a+casa+di+Tamara%0A%0AIl+Mez

Quillyland:
http://quilly.splinder.com/post/16961999#more-16961999

 

 Caro avvocato, stai a parlà de tutto e de niente!

Effettivamente c’eravamo preoccupati, come mai un puffo vanitoso come il nostro principe del foro ancora non era intervenuto?!

Pensavamo fosse impegnato a spiegare l’urbanistica a Cervellati, oppure a festeggiare la vittoria elettorale nel suo Circolo della libertà e contemporaneamente a piangere la sonora sconfitta per la moratoria contro l’aborto. Lo immaginavamo fare un’arringa contro l’istallazione dell’antenna telefonica, incatenato a Palazzo Gherardi o a verificare le attrezzature in dotazione alla Polizia Municipale. Speravamo che svolgesse la sua seria e meticolosa attività di ragioniere del Mezza Canaja o che magari avesse la febbre!
Ora ci sentiamo più tranquilli, però non possiamo nascondere la delusione per l’assoluta inopportunità del suo intervento sia perché ha reso pubblica la vita privata di una persona, fino a raccontarne le anomalie cromatiche delle mattonelle del bagno, ma anche perché esula completamente dal problema politico che abbiamo posto.
Forse il frontman della destra senigalliese non si è accorto che abbiamo parlato di diritto alla casa e non di diritto alla caldaia. Che la seconda parte del nostro comunicato afferma chiaramente che la situazione di Tamara non era affatto felicemente conclusa.
Soprattutto se fosse meno egocentrico avrebbe notato che né lui né il proprietario della casa non sono mai stati nominati, tanto meno attaccati. Manie di protagonismo o coda di paglia? Mah!
Certo, abbiamo posto la questione tutta morale e politica se un appartamento così piccolo potesse avere un affitto a canone concordato così alto. Ci sembra una domanda legittima ed anche quando ci sarà data la conferma – attualmente al vaglio dei sindacati degli inquilini - che il rapporto tra la metratura quadrata e l’affitto è corretto, continueremo a pensare che sia comunque un’ingiustizia, anche se legalizzata.
In ogni caso, ci sembra doveroso rispondere a quanto scritto dall’avv. Paradisi, soprattutto per evitare la sovrapposizione di problemi tra di loro non collegati e sui quali non siamo mai entrati. Proprio per il fatto di non aver mai lamentato chissà quale comportamento da parte del proprietario, né denunciato alcun atteggiamento improprio di quest’ultimo, ci domandiamo chi sia continuamente alla ricerca dei riflettori e della sterile polemica ai confini tra la banalità e la verità preconfezionata.
Non ci siamo mai interessati delle vicende interne tra la signora Tamara Gregoretti e il proprietario non concernenti lo sfratto. Questo per il semplice motivo che l’azione politica da noi promossa riguarda una tematica sociale precisa, quella della casa, che lungi dall’essere affrontata con spirito di pietà e animo caritatevole, esula dagli altri normali e comprensibili contrasti conseguenti alla stipulazione di un contratto, accertabili nelle apposite sedi legali.
Lo sfratto al contrario, entra prorompente all’interno delle dinamiche pubbliche e conflittuali di una comunità e nelle susseguenti riflessioni, le quali, questo è il punto, sorgono dalla comprensione di una realtà sociale che vede sempre più poveri, italiani ed extracomunitari, stritolati dai salari più bassi d’Europa, da affitti spropositati, opportunità di lavoro unicamente ricondotte nell’ambito dei contratti a termine.
Non possiamo lamentare ogni giorno le quotidiane ingiustizie e sofferenze che si consumano nelle città, le immagini dei nostri anziani rovistare alla sera nei vicoli dei mercati rionali, le giovani coppie impossibilitate a progettare un futuro, gli operai cadere nei posti di lavoro e poi avere sempre un buon motivo per lasciar perdere e criticare chi con coraggio (Tamara e non il Mezza Canaja) ha reso pubblica la sua condizione, aprendo uno spiraglio a tanti altri nelle medesime condizioni.
L’intera storia delle conquiste sociali, politiche e civili sono state accompagnate dallo spettro/minaccia di catastrofiche conseguenze.
Non sarà certo la resistenza agli sfratti a bloccare un mercato come quello immobiliare e degli affitti, ma piuttosto permetterà una più compiuta giustizia sociale, riconoscendo le responsabilità profonde delle istituzioni e della politica, lontane ai problemi della gente comune e indifferenti alla necessità di riforme profonde.
Senigallia è una città ad alta tensione abitativa, non si possono non considerare le responsabilità delle varie giunte che si sono alternate, la mancanza d’interventi mirati al riutilizzo del patrimonio di case sfitte, l’insufficiente edilizia popolare.
In questo contesto organizzarsi contro gli sfratti per trovare soluzioni che impediscano a famiglie di lavoratori di finire per strada, chiedere più case popolari e canone sociale, monitorare l’andamento degli affitti, senza dubbio provocherà disagi ma allo stesso tempo, senza dubbio, per alcuni vorrà dire vita.
Infine, per onor di cronaca, Tamara ha fatto il bonifico in banca, entro venerdì la transazione sarà conclusa e l’affitto sarà pagato. La pazienza è la virtù dei santi … e non di chi ambisce a candidarsi sindaco.

CSOA Mezza Canaja

TE LO FACCIO VEDERE IO : RASSEGNA CINEMATOGRAFICA

csamezzacanaja | 05 Maggio, 2008 12:40

03/05/08 ONE LOVE HI POWA + HOTTA FAYA + POLLEGGIO SOUND

csamezzacanaja | 03 Maggio, 2008 21:24

 
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