CSOAMezzaCanaja

Centro Sociale Occupato Autogestito Mezza Canaja
Lungomare L.Da Vinci 1
Senigallia (AN)

Dalla stazione FS: autobus linea 2 (direzione lungomare levante ciarnin) e linea 4 (lungomare levante marzocca)
Dall' autostrada: uscita casello SENIGALLIA, dopo lo svincolo girare a destra (est),proseguire sempre dritti direzione LUNGOMARE, dopo il sottopassaggio davanti alla ROTONDA A MARE girare a destra (sud) e proseguire per circa 4 Km

e-mail: mezzacanaja@yahoo.it
www.myspace.com/mezzacanaja

NUMERO ANTISFRATTO: 366/1699739

30/06/07 EVA BIRTHDAY BASH DANCEHALL PARTY AL MEZZACANAJA

csamezzacanaja | 29 Giugno, 2007 01:00

 

28/06/07 LEGGE 30: VITA DI ABDEL RASSEGNA AMBASCIATA DEI DIRITTI 3

csamezzacanaja | 27 Giugno, 2007 00:00

 

Giovedì 28 giugno – h. 21:30
In Via Carducci
Presenta:

 

Legge 30: vita di Abdel.
Una storia vera di estrema precarietà  

Spettacolo teatrale a cura di Teatri Offesi Pescara
Con:
Fabio Zavatta e Lorenzo Marvelli

Musiche ed immagini di:
Renato Barattucci

 La storia:
Abdel è un infermiere precario. E’ arrivato dal Marocco molti anni fa e si è diplomato infermiere in Italia ma, a causa di una Legge dello Stato, non può partecipare a concorsi pubblici.

E’ qui, da questa assurda norma, che comincia la breve e sventurata carriera professionale di Abdel.

Una Agenzia di Intermediazione lo impiega come infermiere presso un grande ospedale in cambio di un salario modesto e condizioni di lavoro svantaggiose rispetto ai suoi colleghi italiani. A causa di un ritardo di tre mesi nella retribuzione dello stipendio, Abdel ha un violento litigio con il responsabile della Cooperativa; l’infermiere marocchino ha la peggio e finisce in rianimazione con una lesione permanente alla colonna vertebrale: inizia ora un’odissea che, a tutt’oggi, non si è ancora conclusa.

Perché la storia di Abdel è una storia incredibile ma vera!

E’ la storia di un viaggio cominciato in Marocco 15 anni fa e che è sembrato interrompersi tragicamente a Dicembre dell’anno scorso con la violenza subita da Abdel per mano del suo datore di lavoro.

Ma la speranza è che questo viaggio possa continuare in un modo o nell’altro. Per Abdel e per la gente come lui, la gente precaria, la gente migrante, la gente in movimento verso un mondo con più giustizia sociale, con pari opportunità e diritti per tutti.

Lo spettacolo racconta una storia recente di estrema e tragica precarietà cercando di dare parola a tutti i protagonisti della vicenda ma, nello stesso tempo, cercando di prefigurare con il tema del viaggio, dello spostamento, del movimento, luoghi possibili e pieni di speranza.

 Informazioni:
www.teatrioffesi.org

 In caso di mal tempo lo spettacolo teatrale si svolgerà al
csoa mezza canaja (L. L. Da Vinci 1 - Senigallia).

 

SOLIDARIETA' AD ABDELLAH MANYANI

csamezzacanaja | 25 Giugno, 2007 14:37

Solidarietà ad Abdellah Manyani

 Quello di Abdellah Manyani è un gesto di grande coraggio, non solo perchè reagisce all'intimidazione subita rendendola pubblica, ma soprattutto perchè esprime una visione laica della politica e della società.
Una lezione di dignità e di coraggio che dovrebbe essere d'esempio a tutti gli illustri lacchè italiani del "pastore tedesco" che siede in Vaticano.

Una lezione di dignità e di coraggio perchè va a sfidare la pericolosa espansione del fondamentalismo islamico.

Una lezione di dignità e di coraggio perchè mostra come l'ingerenza della religione nella sfera pubblica sia sempre più pesante, pressante e presente in tutto il mondo e che va ben oltre le differenze geografiche, politiche e religiose. Un'ingerenza che pur nelle rispettive diversità, accomuna il cristianesimo con l'islam ed i preti con gli imam.

Un'ingerenza che è sempre più insopportabile.

Come diceva la canzone? ... "Tu credi un pò a quello che vuoi, ma no religione tra di noi."

 Ad Abdellah Manyani va tutta la nostra solidarietà.

CSOA Mezza Canaja

                                                                                                    Ambasciata dei diritti


Articolo su www.viveresenigallia.it:

Manyani: l'imam di Senigallia mi ha minacciato di morte 
Abdellah Manyani
, appena eletto consigliere dell'Associazione Multietnica denuncia gravi irregolarità nelle ultime elezioni del direttivo dell'Associazione Multietnica.
Inoltre durante l'ultimo consiglio dell'associazione l'Imam di Senigallia avrebbe minacciato di morte lo stesso Manyani.
di Michele Pinto

 L’Associazione Stranieri Multietnica, fondata nel 1990 quando non esistevano a Senigallia comunità islamiche, è rigorosamente apolitica e aconfessionale, aperta a italiani e stranieri , “indipendentemente dalla loro ideologia politica o religiosa” (art.3 dello Statuto).
Abdellah Manyani denuncia un tentativo di snaturare la natura dell'Associazione da parte dei membri del Centro Culturale Islamico.
"Durante l'ultimo mandato il vecchio presidente dell'Associazione Multietnica Omar Bellarhdar ha chiuso l'associazione verso l'esterno - racconta Manyani - non ha presentato le relazioni culturali ed economiche di fine mandato ed ha fatto rimandare la data delle elezioni per rinnovare il direttivo al fine di permettere a molti membri del Centro Culturale Islamico di iscriversi all'associazione".
Le accuse di Manyani non si fermano qui, addirittura molti avrebbero votato per rinnovare il direttivo dell'associazione multietnica senza essere iscritti. Le elezioni, tenutesi il 19 Maggio, si sono concluse con quattro dei sei eletti iscritti al Centro Culturale Islamico.
La prima sessione del consiglio dell'Associazione multietnica, il 2 Giugno, ha eletto presidente Morad Belkassem, anche lui del Centro Culturale Islamico. Era presente anche Tarik Ben Yusef, presidente del Centro Culturale Islamico, pur non essendo stato eletto consigliere.
Abdellah, anche lui eletto consigliere, ha espresso tutto il suo disappunto. Per tutta risposta Tarik Bek Yussef, ha minacciato di morte Abdellah. "Stai zitto o ti taglio la testa" si legge nella denuncia che Manyani ha presentato alla Polizia.

16/06/2007 COMUNICATO CONTRO PRESENZA FN IN PIAZZA

csamezzacanaja | 25 Giugno, 2007 14:18

 

Oggi -sabato 16 giugno 007- come CSOA Mezza Canaja, insieme a tutt* le/gli antifascist* che vorranno unirisi a noi, saremo nelle piazza, nelle strade e in ogni vicolo di Senigallia per manifestare contro la presenza di Forza Nuova.

FN è un'organizzazione infame che si richiama apertamente al duce, alla dottrina fascista e al più cupo periodo storico che l'italia abbia mai vissuto.
Invece senigallia è storicamente una città aperta, solidale, democratica e orgogliosamente antifascista e queste sue caratteristiche continuano a vivere nell'assoluta maggioranza dei suoi cittadini, i quali rifiutano in maniera categorica le proposte e la pratica politica proprie di un'organizzazione di estrema destra.
Quindi invitiamo tutta la cittadinanza senigalliese (e non solo) ad essere presente oggi in Via Carducci alle ore 17:00.
Per testimoniare che questa città non è la loro... e non lo sarà mai! 
Senigallia non permetterà che la cultura d'accoglienza, integrazione e contaminazione reciproca tra culture diverse che l'ha sempre contraddistinta ceda alle pretese di chi nell'odio, nel razzismo e nella discriminazione trova il proprio terreno politico e la propria ragione di esistere.

 TODOS IGUALES... TODOS DIFFERENTES.
Ni Un Paso Atràs!!!

23/06/07 ROBOT LOVE PARTY AL MEZZA CANAJA

csamezzacanaja | 21 Giugno, 2007 21:27

CSOA MEZZA CANAJA

 Sabato 23 giugno - h. 22:30

 Presenta:

 ROBOT LOVE PARTY

 INdoor:

PSYGO DJ with progressive- chill out

Back from London ... DJ FRANZ

(electronic - alternative - goa - 80s/90s revival)

 OUTdoor:

DJ SHUMA and DJ MILITANT SKA

(Rock - Ska - Rebel Music)

19/06/07 RASSEGNA AMBASCIATA DEI DIRITTI 2

csamezzacanaja | 19 Giugno, 2007 09:40


presenta:

Attraverso gli sguardi
Mostra fotografica  su quattro terre lontane

MARTEDì 19  GIUGNO  DALLE 21.00 IN POI in Via Carducci

 

 
Mostra fotografica dedicata a quattro viaggi fatti per capire, conoscere, inquadrare terre lontane tra loro eppure unite dalla speranza e dalla forza dei popoli che le abitano, che ogni giorno si alzano e lottano per la sopravvivenza.
"Una civiltà democratica non si salverà se non farà del linguaggio delle immagini una provocazione alla riflessione e non un invito all'ipnosi."  U
mberto Eco

 Brasile, Spagna-Marocco, Bosnia, Cuba …

 Giovedì 28 giugno spettacolo teatrale “Legge 30: vita di Abdel”

Via Carducci ore 21.30

 Per info: ambasciatadeidiritti@yahoo.it                                   www.meltingpot.org
 

DI RITORNO DAL G8 DI ROSTOCK, PASSANDO PER ROMA

csamezzacanaja | 13 Giugno, 2007 10:11

WE ARE WINNING!  
WE ARE EVERYWHERE!

 Quando una forza in rete attacca, sciama sul nemico: innumerevoli elementi attaccano indipendentemente da tutte le direzioni convergendo verso un unico punto, e quindi spariscono ritornando nel loro ambiente”
(Toni Negri – “Moltitudine”)

 Partiamo da un dato, al G8 di Genova nel 2001 i grandi avevano promesso fondi per la lotta all’AIDS, mentre al G8 di Gleneagles nel 2005, avevano promesso altri fondi contro la povertà nel terzo mondo. Solo la zona rossa costruita intorno a Heiligendamm (G8 -2007) è costata oltre 12milioni di euro, a questa bisogna aggiungere tutti gli altri costi per poter “mandare in scena” la kermesse degli otto grandi.
Basterebbe questo per comprendere l’inutilità del G8 ed a svelarne la sua natura ipocrita e criminale, in quanto lor signori trovano i soldi per blindarsi da chi li contesta – e non dai kamikaze, come vanno a raccontare! – mentre non hanno interesse neanche a fare la carità ai paesi più poveri. Sia chiaro, non che ci aspettassimo il contrario!

 Il G8 dopo le grandi mobilitazioni della scorsa settimana è ormai un carrozzone in fuga, in fuga dai centri delle metropoli europee dopo la rivolta del 2001 ed ora in fuga anche dai boschi di Heiligendamm.
Il più grande dispositivo di sicurezza, la più grande operazione militare attuata in Germania dopo la seconda guerra mondiale (non siamo noi a dirlo, ma la polizia ed i politici tedeschi) è andata in frantumi, disarticolata e violata da milioni di corpi che hanno invaso le zone proibite da terra e da mare. La polizia nulla ha potuto contro lo sciame di manifestanti che tra strade, campi e boschi ha bloccato ogni arteria comunicativa tra la città di Rostock e la sede del vertice.
Giornalisti, delegati ed accreditati al banchetto dei potenti sono arrivati in ritardo – chi è riuscito ad arrivare – tramite elicottero, persino la classica foto di gruppo si è fatta in nave, perché il vertice dopo lo sfondamento della zona rossa, è stato dichiarato insicuro.

 La vittoria che i manifestanti hanno riportato è senza ombra di dubbio schiacciante, non solo per i suoi effetti pratici già citati, ma soprattutto perché soggettività diverse, provenienti da diverse nazioni e da diverse esperienze politiche e culturali, hanno saputo “cospirare” insieme e fare della differenza una virtù, una potenza … una gioiosa macchina da guerra.
Anche noi, insieme a molti altri centri sociali italiani, abbiamo attraversato con rabbia e gioia queste straordinarie giornate, imparando molte cose. In primis che i mezzi sono subordinati ai fini e che sono scelti ed utilizzati secondo la loro efficacia sia materiale che politica.
Il movimento di Rostock ci ha insegnato a diffidare dei fondamentalismi della non-violenza e di quelli della “violenza a tutti i costi”.
Il movimento di Rostock ci ha insegnato a maneggiare con intelligenza la parola e il fuoco.

 C’è un filo rosso che lega la guerriglia scoppiata il 2 giugno con i blocchi pacifici e di massa del 6 e 7 giugno. Questo filo non è solo composto dai medesimi corpi che a seconda del contesto hanno scelto la forma di protesta più adatta e quindi vincente, ma è l’assunzione cosciente della pratica dell’illegalità di massa e diffusa come minimo comune denominatore. Questo filo rosso lo abbiamo attraversato tutto, ne siamo stati parte attiva e lo rivendichiamo tutto come nostro, senza alcuna distinzione – fallace – tra buoni e cattivi.

Pratiche diverse che si legittimano e si sostengono vicendevolmente, senza nessuna dissociazione, senza nessuna condanna, senza nessuna discussione – falsa, ipocrita ed interessata – su violenza e/o non-violenza (eterna, noiosa ed inutile questione tutta italiana), ma su una sana e lucida laicità della decisione mirata a praticare l’obbiettivo, ovvero bloccare il summit tramite pratiche radicali, dirette, determinate, includenti e di massa.
Le pratiche si definiscono sugli obbiettivi e non sull’ideologia, e la diversità va rispettata in quanto ricchezza: queste sono le lezioni più preziose che ci riportiamo a casa.
Solo Agnoletto and c. affermano il contrario, ma che credibilità hanno costoro, che contestano il G8 mentre contemporaneamente fanno parte di un partito che è parte di uno dei governi che siede tra gli otto grandi?! Nessuna … ed infatti, tornati da Rostock abbiamo attraversato le strade di Roma in più di centomila persone, mentre la sinistra “finto-radicale” raccoglieva i pezzi della propria solitudine in Piazza del Popolo.

Rostock e Roma parlano lo stesso linguaggio, quello di una ritrovata autonomia dei movimenti da ogni forma di rappresentanza partitica ed istituzionale. Parlano dell’affermazione di un nuovo movimento europeo radicale ed autonomo sia nelle pratiche che nei contenuti.
Tra i campi e le strade, tra la polizia e le grate, tra le piazze di Rostock e di Roma c’erano miglia di corpi di donne e uomini venuti da tutto il mondo e che insieme hanno affermato: “Siamo venuti per restare!

09/06/07 NO BUSH NO WAR DAY

csamezzacanaja | 08 Giugno, 2007 16:28

 

ROMA - Il 9 giugno il presidente statunitense George Bush, di ritorno dal G8 di Rostock sarà in visita in Italia invitato dal governo Prodi.
Il 9 giugno una grande manifestazione attraverserà le vie della capitale contro tutte le politiche di guerra, per dichiarare Bush ospite indesiderato.

No Bush No War Day
Roma - Manifestazione nazionale

Piazza Esedra, 15.30

Le Comunità Resistenti organizzano la partecipazione:

Treno dalle Marche

MeetingPoint: Ancona - ore 7.15
Senigallia - ore 6.45
TRENO SCONTATO

Per informazioni e prenotazioni:
tel
331/4062502 - mail info@glomeda.org

 

LA STRADA DA SENIGALLIA A ROSTOCK (per le foto clicca su Album)

csamezzacanaja | 06 Giugno, 2007 11:11

G8/ROSTOCK … Aquì estamos!

 

La strada da Senigallia a Rostock è lunga, una striscia di asfalto che attraversa l’Europa dove alla certezza della partenza si contrappone l’incertezza dell’arrivo. L’Europa è fatta di frontiere e di trattati che ne decidono l’apertura e la chiusura secondo le esigenze del mercato. Chi viaggia verso Rostock non è un’esigenza del mercato, ma piuttosto un impedimento, un granello di sabbia dentro il sistema.
Lungo la strada si compone la carovana di chi proverà a violare i limiti imposti da Scenghen.
A Trento la prima tappa: parole, impressioni, birre e sigarette … la sentinella ci da il via, si parte!
L’Italia scorre via velocemente, l’Austria è più ostica, ma con caffè, zuccheri e buona musica la notte e la stanchezza si fanno meno pesanti.
Tra radio e telefoni la notizia corre veloce, la frontiera è chiusa, la polizia ci aspetta.
Ad Innsbruch abbandoniamo l’autostrada, i compagni austriaci ci guidano per stradine di campagna e piccoli paesini. Aggiriamo il blocco. L’Austria è alle spalle e con lei l’ultima frontiera e le guardie che la presidiavano. Siamo in Germania … ancora qualche ora e qualche altro caffè … ecco Rostock!

            L’arrivo è già partenza, il 4 giugno è la giornata dei migranti ed il corteo sta per partire. Gli organizzatori avevano previsto circa cinquemila persone, in strada ce ne saranno circa cinquantamila … troppi per la polizia che, infatti, ritira l’autorizzazione e blinda la piazza.
Ma come, perché si sono presentate così tante persone, quando la manifestazione precedente era stata “rovinata” dai cattivi ragazzacci in tuta nera? Perché le “persone normali” non hanno avuto paura di altri disordini? Perché i migranti che in completa autonomia gestiscono il corteo, invece di obbedire ai divieti imposti dalla polizia, decidono di violarli e portare a termine pacificamente il corteo?! La moltitudine prima dei divieti, viola la politica della paura, perché la battaglia che si è scatenata in piazza il 2 giugno durante la prima manifestazione di massa contro il G8, non ha indebolito il movimento, ma lo ha rafforzato.
Il movimento ha parlato per primo ed ha parlato due volte. Ha parlato con i numeri presenti in piazza – centomila persone – ed ha parlato con la conflittualità che è riuscito ad esprimere. Una conflittualità che può essere denigrata con l’appellativo di “violenza” solo da chi vorrebbe i movimenti compatibili ai giochi di potere della sinistra istituzionale. Una conflittualità che è stata capace di reagire alle continue provocazioni della polizia, rompendo quel clima di paura che mira ad ottenere che il dissenso politico possa essere espresso solo in forme concilianti e quindi funzionali al potere. Non esistono movimenti buoni contro movimenti cattivi se non nelle parole di chi è in mala fede, esiste, invece, un movimento che di volta in volta con laicità sceglie come esprimersi, secondo gli obbiettivi politici che di volta in volta decide di porsi, senza confondere mai i mezzi con i fini.

         Il 5 giugno si riparte, manifestazione contro la guerra. Partiamo dal campeggio in molti e subito ci dicono che per l’ennesima volta l’autorizzazione è stata revocata. La polizia ci perquisisce uno per uno, ma lascia sfilare il corteo che si svolge pacificamente secondo programma. Un filo rosso lega la mobilitazione contro gli otto grandi con la preparazione dell’accoglienza alla vista romana del criminale di guerra G. W. Bush … lo striscione comune dice: “From Rostock to Rome: Push Bush out everywhere!”.

 Continua …

Brigata Internazionale  Mezza Canaja

 

COS'E' IL CIRKO CANAJA?

csamezzacanaja | 04 Giugno, 2007 08:55

 

CIRKO CANAJA è un progetto di palestra popolare all’interno del csoa mezza canaja di Senigallia.

 

La palestra è attrezzata per svolgere attività di:

Ø       Giocoleria (clave, palline, cerchi, ecc..)

Ø       Equilibrismo (filo teso, rolla bolla, motociclo, trampoli)

Ø       Attività aeree (tessuto, trapezio fisso)

Ø       Acrobatica (ci sono un po’ di materassi)

Ø       Ginnastica (spalliera, cyclette, materassini)

Ø       ..e via via ciò che arriverà.

È possibile anche fare teatro (prove, recite, corsi) dato il grande spazio a disposizione.

Il tutto è GRATUITO.

Palestra Popolare è autogestione (pulizie, riparazioni, migliorie) e autofinanziamento (acquisto materiali, riscaldamento, ecc..) tramite corsi, stage, spettacoli e tutto ciò che può solo giovare al luogo e ai suoi frequentatori.

Non sono ammesse attività di lucro personali, tutto ciò che si fa è per il bene collettivo.

La Palestra Popolare è indipendente e auto-organizzata e qualsiasi decisione viene presa collettivamente tramite riunione settimanale all’interno del csoa mezza canaja.

Sperando di avervi fatto cosa gradita vi aspettiamo numerosi per divertirci e creare qualcosa al di fuori dei soliti canali imposti.

CIRKO CANAJA c/o CSOA MEZZA CANAJA

Hasta siempre

07/06/07 RASSEGNA AMBASCIATA DEI DIRITTI 1

csamezzacanaja | 02 Giugno, 2007 20:39


presenta la rassegna
ATTRAVERSO GLI SGUARDI

Giovedì 7 Giugno
ore 21.30
Via Carducci (Senigallia)

Noi non dimenticheremo Anna Politkovskaja

 

Io vivo la vita, e scrivo di ciò che vedo - Anna Politkovskaja -

Incontro con  Majnat Adbullaeva, giornalista cecena esiliata a Berlino del progetto PEN «Scrittori in esilio».

Majnat Abdullaeva ha vissuto a Grozny fino al 2004 dove scriveva per la Novaja Gazeta, e 
collaborava con alcuni mass media stranieri come corrispondente locale. Autrice di un programma in 
lingua cecena della stazione radio Libertà nel 2003, è stata finalista del concorso intitolato ad Andrej 
Sakharov “Per il giornalismo come azione” organizzato dal Fondo di Difesa della Trasparenza a Mosca. 
Quando le minacce rivolte a lei e alla sua famiglia si sono fatte insostenibili ha dovuto lasciare la 
Cecenia. E’ora inserita nel programma del centro Pen «Scrittori in esilio», fondato per dare sostegno 
a scrittori e giornalisti perseguitati per ragioni politiche. Vive in Germania da dove, in contatto con il 
proprio Paese, denuncia la tragedia cecena. I suoi articoli sono stati pubblicati da Le Monde.

 ambasciatadeidiritti@yahoo.it                 www.meltingpot.org
 

 
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