Centro Sociale Occupato Autogestito Mezza Canaja
Lungomare L.Da Vinci 1
Senigallia (AN)
Dalla stazione FS: autobus linea 2 (direzione lungomare levante ciarnin) e linea 4 (lungomare levante marzocca)
Dall' autostrada: uscita casello SENIGALLIA, dopo lo svincolo girare a destra (est),proseguire sempre dritti direzione LUNGOMARE, dopo il sottopassaggio davanti alla ROTONDA A MARE girare a destra (sud) e proseguire per circa 4 Km
e-mail: mezzacanaja@yahoo.it
www.myspace.com/mezzacanaja
NUMERO ANTISFRATTO: 340/7137543
csamezzacanaja | 15 Agosto, 2008 17:06
La Plage Sauvage ha percorso con un corteo di
circa trecento persone il centro storico per far conoscere a tutta la
cittadinanza la nostra proposta per la ricostruzione di un patrimonio di
edilizia pubblica/popolare in città e per il diritto all’abitare a Senigallia.
Abbiamo cominciato occupando l’Ex-GIL, attuale sede dell’Assessorato
all’Urbanistica, per consegnare all’Assessore Mangialardi il muro in cui
mattone per mattone, vi è scritta la nostra proposta. L’abbiamo occupato in
quanto riteniamo che la qualità del vivere e quindi anche dell’abitare, sia una
diretta conseguenza delle politiche urbanistiche e di come queste organizzano e
gestiscono il territorio. Ridicola e
controproducente per gli stessi agenti, il tentativo della Polizia Municipale
di improvvisarsi dei “Rambo de noatri” e provocarci fisicamente. Ad azione è
corrisposta la legittima reazione. Dopo la costruzione del muro dentro
l’assessorato e la conferenza stampa, abbiamo attraversato in corteo le
principali strade e piazze del Mercato Popolare cittadino, facendo conoscere
alla popolazione senigalliese la crisi abitativa in cui versa la nostra città e
le soluzioni da noi proposte. Più di mille volantini sono passati di mano in
mano mentre molti cittadini applaudivano, esprimendoci il loro consenso alle
nostre parole ed alle nostre azioni. Infine esprimiamo la nostra solidarietà ai
compagni del collettivo sottotetto di Reggio Emilia sgomberati ieri mattina
dalle loro case.
“Il 2008 è l’anno della casa”. Frase
trionfalistica con cui si concludeva un’intervista all’Ass. Campanile sul
Corriere Adriatico dello scorso 3 maggio. Stranamente sa di cosa parla,
stranamente ha ragione. Nel 2008 Senigallia ha vinto la gara come località con
gli affitti estivi più cari delle Marche e tra i più cari d’Italia (Ricerca Tecnocasa,
pubblicata il 5/8/’08). 3.000 euro mensili per un bilocale con 4 posti letto
nel mese di Agosto: lo stesso costo di una vacanza a Taormina o ad Amalfi, di
più che a Riccione, Gallipoli, Numana o Cattolica. Risultato: si affitta sempre
meno e, conseguentemente, aumentano gli annunci di case in vendita, soprattutto
vicino al lungomare.
Non ci resta quindi che complimentarci sinceramente con Campanile e tutta
l’Amministrazione, sicuri che ci stupiranno ancora nei rimanenti quattro mesi.
Dobbiamo però
ammettere che diversi segnali stavano lì a farci presagire che quest’anno
sarebbe stato decisivo per il diritto alla casa. Ad esempio la costruzione di
circa settanta case popolari in Via Piave, Via Guercino e al Cesano.
Considerando che nell’ultima graduatoria per l’assegnazione delle case popolari
(settembre 2007) comparivano 260 domande, di queste ne restano disattese circa
200. E’ corretto precisare che in queste settanta nuove case (se e quando
saranno pronte) andranno a stare temporaneamente i residenti di Villa Aosta –
Tribù dei piedi neri – nel momento in cui cominceranno i lavori di
riqualificazione delle loro case. In più, immaginiamo che in un anno la crisi
abitativa si sarà aggravata e quindi al prossimo bando aumenteranno le
richieste. Risultato: gli alloggi agevolati saranno appannaggio per pochi,
anzi, pochissimi. Sul fronte del canone concordato le cose non vanno molto
meglio. Le case ad “edilizia sovvenzionata” saranno 22 in Via Guercino (inizio
dei lavori ad ottobre), 18 in
Via Maratea (Marzocca), 18 in
Via Capri (Marzocca, inizio lavori 2010), 10 in Via Cimarosa, 16 nell’area ex-Veco
(progettazione in corso) ed una trentina al Cesano. Il problema non è solo che
la maggior parte non sono pronte, ma che – per quanto ne sappiamo - non esiste
né un criterio né una graduatoria pubblica per l’assegnazione e fino ad oggi,
il canone concordato ha oscillato tra i 400 ed i 600 euro al mese. A questo
punto meglio farsi un mutuo che pagare la casa due volte!
Altre case - ancora da progettare - sono previste a Borgo Bicchia e alle
Bettolelle: canone sociale o concordato? Mistero!
Un altro segnale dell’efficacia delle politiche abitative lo abbiamo potuto sperimentare nel consumo di suolo cittadino per l’edilizia abitativa. Nonostante la popolazione non sia sostanzialmente aumentata, si costruisce ovunque, prime, ma soprattutto seconde e terze case. A questo punto ci poniamo una domanda: Perché così tante case vuote ma la nostra città è definita ad “alta tensione abitativa”? Perché ci sono case vuote e persone senza casa o in “disagio abitativo”? Per chi sono tutte queste case? Noi una risposta l’abbiamo abbozzata: Forse per i turisti e forse anche a causa di un “patto d’acciaio” tra costruttori ed Ente Pubblico. Intanto, i costi salati di affitti e mutui hanno spinto molti senigalliesi - soprattutto giovani - nei paesi limitrofi. In dieci anni gli abitanti di Ripe sono raddoppiati, e la stessa cosa sta accadendo al Brugnetto, a Mondolfo, a Ponte Rio ed a Pongelli. Come migranti, i nostri concittadini sono stati espulsi dal mercato immobiliare di Senigallia e dalla sua politica abitativa. Per permettersi una casa sono dovuti andare a 20km dalla città in cui lavorano. E poi ci si lamenta del traffico!
Il segnale
determinate che però ci ha fatto convinto che questo sarebbe stato l’anno della
casa, è stato l’ingresso nella direzione delle politiche urbanistiche non di
Mangialardi (sic!), ma del Grosso Commercio, che insieme alla solita “banda del
mattone” governa il nostro territorio, disegnandolo a loro immagine e
somiglianza. Guardate i centri commerciali di Senigallia: Casualmente sono
tutti lungo l’asse della futura Complanare, addirittura l’imbocco è al Cityper
e l’uscita all’IperCoop. Oppure pensiamo al Piano Cervellati: In aperta
contraddizione con tutti i principi di interventi conservativi dei centri
storici, ecco la previsione di un centro commerciale in quello che fu il cinema
all’aperto Arena Italia. Alla faccia della riqualificazione urbanistica!
Per non parlare, infine, della ondata di speculazioni edilizie che vi sarà una
volta che alla Complanare si saranno aggiunte le varianti arceviese e
corinaldese.
La politica della Giunta Angeloni è quella delle grandi infrastrutture e dei grandi eventi: una città-spettacolo fatta su misura per il turista e non per i cittadini. Notti bianche e grandi arterie stradali, il centro storico come una bomboniera e i “quartieri-mostro” al Cesano, folklore e menù etnici al posto dell’integrazione, polizia e finanza rispettivamente a caccia di ragazzini in battigia e degli ambulanti abusivi, mentre si chiudono gli occhi su chi affitta in nero. Una politica “pattizia”, fondata sulla contrattazione fra poteri, la mediazione fra emergenze ed il coinvolgimento delle maestranze politiche, invece che su un’alleanza fra ceti sociali, classi e territori. Una politica che aumenta il PIL della città, ma non lo ridistribuisce, sempre più slegata dalla stessa base sociale da cui una parte consistente del PD proviene. Una politica molto simile a quella agita a Roma da Veltroni. Sappiamo com’è finita: pollice verso!
La politica urbanistica determina la politica abitativa e quindi la qualità del vivere. A Senigallia scellerate scelte urbanistiche insieme ad una sfavorevole congiuntura economica nazionale, hanno determinato un forte aumento del “disagio abitativo”. Le facce del disagio sono molte: affitti alti, mutui insostenibili, giovani coppie costrette a vivere coi genitori, lavori precari e salari bassi che costringono i “bamboccioni” a restare in famiglia e i migranti a vivere in condizioni di ricattabilità, di sovraffollamento e scarsa igiene, anziani e mamme con figli minorenni sotto sfratto, lavori stagionali sfiancanti, senza diritti e mal pagati, affitti in nero allegramente tollerati.
Per combattere
duramente e radicalmente tutto ciò, abbiamo elaborato un “Piano per la
ricostruzione di un patrimonio di edilizia pubblica cittadina e per il diritto
all’abitare a Senigallia”. Lo proponiamo ad ogni forza politica rappresentata
in Consiglio Comunale, ad ogni singolo Consigliere Comunale e soprattutto alla
Giunta Angeloni ed alla sua Maggioranza.
Cambiare la politica abitativa è possibile. Vediamo se c’è la volontà politica
di farlo o se prevarranno le solite ingerenze interessate.
CSOA Mezza Canaja … in Plage Sauvage ‘008
PIANO PUBBLICO E POPOLARE: PER LA RICOSTRUZIONE DI
UN PATRIMONIO D’EDILIZIA PUBBLICA PER IL DIRITTO ALL’ABITARE A SENIGALLIA
Poniamo alcuni prerequisiti:
Senigallia è
composta da 44.100 abitanti: 18.159 nuclei familiari, 17.834 abitazioni
utilizzate e 8.344 vuote, di quest’ultime più di 3.000 in centro storico.
(Dati del 2007).
Il PRG prevede un’espansione demografica della città per il doppio degli attuali
abitanti, di conseguenza la possibilità di poter costruire liberamente le
seconde o terze case per poi lasciarle vuote gran parte dell’anno. Il 92% del
Bilancio Comunale è costituito dagli oneri urbani.
L’abolizione dell’ICI effettuata dal Governo Berlusconi, ha drasticamente
ridotto una delle principali fonti di finanziamento dei Comuni italiani.
A Senigallia vige un’urbanistica contrattata fondata su patti tra potere
politico e potere economico. L’azione urbanistica avviene essenzialmente
tramite varianti al piano regolatore.
Dati i prerequisiti, la nostra proposta per l’attivazione di un piano pubblico e popolare per il “DIRITTO ALL’ABITARE”, pensata su un tempo d’attuazione di medio/lungo periodo, è valida per i motivi sopra citati solo per Senigallia, il suo territorio, la sua popolazione e la sua Amministrazione Comunale.
1) LE
VARIANTI, IL LORO UTILIZZO E LE AREE PEEP
Chiediamo che ogni qual volta si vadano a prevedere ed attuare delle varianti
al piano regolatore (strumento da rifare daccapo) con lo scopo di cambiare la
destinazione d’uso dei terreni privati, l’Amministrazione Comunale e l’Ass.
all’Urbanistica debbano inserire un’area PEEP (case popolari/canone sociale).
2) RICOSTRUIRE
UN PATRIMONIO EDILIZIO PUBBLICO
La fine della GESCAL ha determinato la fine di una politica sociale per la casa
e della costruzione di un patrimonio di edilizia pubblica. A livello comunale è
possibile ricostruire questo patrimonio tramite le fondazioni bancarie.
L’Amministrazione Comunale può far acquistare da queste fondazioni dei terreni
privati per poi costruirci degli appartamenti da affittare a canone Tramite gli
affitti, le banche avranno recuperato i soldi spesi nella costruzione, a questo
punto le case diventano patrimonio comunale e possono essere vendute o affittate
a canone sociale. La politica necessità di lungimiranza, 25 anni sono lunghi,
ma se non si comincia mai non ricostituirà mai un patrimonio di edilizia
pubblica.
3) LA FINANZIARIA E LE
SPECULAZIONI POSSIBILI
L’ultima finanziaria approvata dal Governo Prodi al comma 8, prevede la
possibilità per i Comuni di utilizzare il 50% dei soldi destinati agli oneri di
urbanizzazione anche per coprire le spese correnti (stipendi dei dipendenti,
debiti, pignoramenti, ecc). Chiediamo che l’Amministrazione Comunale faccia una
scelta pubblica, etica e politica di non utilizzare questo comma in quanto si
rischia di entrare in un circolo vizioso dove per pagare le spese e buffi si
favorisce la speculazione edilizia e in più si rischia di lasciare le case
senza infrastrutture e servizi, come è avvenuto per Borgo Passera.
4) GLI AFFITTI
ESTIVI
E’ il volano turistico delle seconde case che droga il mercato immobiliare e fa
impennare gli affitti, soprattutto d’estate. Ad esserne colpiti è sia il
turista che vuole affittare solo per qualche mese, ma soprattutto i
senigalliesi che affittano per tutto l’anno o per più anni e che invece si
trovano spesso costretti ad abbandonare la casa a maggio per poi rientrarvi a
settembre. E’ necessario un tavolo di concertazione tra tutte le parti in causa
(Amministrazione, operatori economici ed associazioni di categoria) per
stabilire definitivamente un tetto massimo – invalicabile e popolare – per gli
affitti estivi. Il fatto che la maggior parte di questi avvenga in nero e che
pochi vengano puniti per questo, denota un “disinvolto lasciar fare” degli
organi preposti al controllo, in primis la Guardia di Finanza.
5) INCHIESTA
DEMOGRAFICA E QUALITÀ DELL’ABITARE
Una delle pratiche peggiori è costruire le case senza sapere le esigenze abitative
della popolazione. Il risultato è lo sperpero di soldi pubblici e l’assenza di
rispetto verso i cittadini. E’ necessario che l’Amministrazione Comunale - in
forma diretta o indiretta – faccia un’analisi statistica dello sviluppo
demografico sul medio e lungo periodo della popolazione senigalliese, in modo
da capire il potenziale fabbisogno abitativo futuro della città. Capire se
serviranno più case per single o per coppie di fatto, oppure per famiglie
(quest’ultime ristrette o allargate? Di migranti, italiani o miste?). Capire
quali tra queste rappresenta la tendenza maggioritaria nella nostra città e poi
a seguire le altre. Conoscere il divenire della composizione degli abitanti è
fondamentale se si vuole parlare seriamente di “qualità dell’abitare”.
6) CANONE
CONCORDATO
Gli attuali affitti a canone concordato presenti a Senigallia sono una
fregatura, in quanto vanno dalle 400 ai 600 euro. In pratica un affitto
normale. Tra poco alla Cesanella, nell’ex-area Veco ed a Marzocca saranno
pronti i primi appartamenti da affittare tramite graduatoria comunale a canone
concordato. Chiediamo che le graduatorie siano trasparenti e pubbliche, che si
fissi un tetto massimo per gli affitti accessibili a chi versa in situazioni
abitative difficili ed a chi fa difficoltà ad arrivare alla fine del mese
(operai, precari, migranti ecc…). Chiediamo che gli ultimi iscritti nelle
graduatorie per la casa popolare – che quindi non potranno mai ottenerla –
siano i primi nelle graduatorie per il canone concordato o che almeno la loro
condizione costituisca in sé punteggio.
7) RECUPERO
EDILIZIO E CARTOLARIZZAZIONI
In città sono presenti numerosi edifici sfitti e abbandonati. Il maggior numero
di case sfitte sono di proprietà della Curia e proprio per questo è necessario
che il Comune apra un tavolo di trattativa con la stessa per essere in grado di
dare risposte immediate a situazioni di emergenza abitativa (sfratti per
morosità o per finita locazione). L’Amministrazione Comunale deve prevedere la
destinazione abitativa per tutto il patrimonio pubblico sfitto acquisendolo,
ristrutturandolo, riqualificandolo, soprattutto ex-uffici e strutture del
Ministero della Difesa e dell’Interno. Per i beni cartolarizzati - come la Caserma del reparto Mobile
in Via delle Caserme - il Comune, sempre tramite variante, deve bloccare ogni
possibile trasformazione della destinazione d’uso in modo che, a
cartolarizzazione conclusa, l’Amministrazione si possa trovare con un maggiore
potere contrattuale rispetto al privato. Questo permetto di destinare la Caserma ad uso abitativo
con vincolo alla locazione a canone concordato. In poche parole, il privato
tiene l’immobile e il Comune ne decide la destinazione d’uso.
CSOA Mezza Canaja
csamezzacanaja | 11 Agosto, 2008 15:49
PLAGE
SAUVAGE '008
Il
precariato si prende la vacanza!
Dal
12 al 17 Agosto - CAMPEGGIO
al CSOA Mezza Canaja - Senigallia
(AN)
Parte la terza edizione della Plage Sauvage!
Cinque
giorni di campeggio attrezzato (bagni, docce, spazio tenda,
cucina, internet point wireless, palestra) all'interno del giardino del CSOA
Mezza Canaja, di fronte al mare con spiaggia libera/liberata.
Cinque
giorni di eventi, incontri, socialità, feste, cultura, teatro,
mostre fotografiche, dibattitti, musica ed azioni di riappropriazione
dei beni comuni.
Cinque giorni per tessere reti, esperienze
e lotte.
Cinque giorni per affermare forme di vita
autonome dentro e contro la Metropoli Diffusa Marche.
Relax, revolution just begun!
SPOT LONG PLAGE SAUVAGE 2008 (RADIO KAIROS)
SPOT SHORT PLAGE SAUVAGE 2008 (RADIO KAIROS)
INFO e CONTATTI:
--> LEGGI IL COMUNICATO STAMPA
--> LEGGI IL DOCUMENTO POLITICO
http://csoamezzacanaja.noblogs.org/
http://www.globalproject.info/art-16525.html
http://www.globalproject.info/mot-15.html
E-mail: mezzacanaja@yahoo.it
- Martedì 12 Agosto: C'EST LA PLAGE!
>
h. 22:30 - Rebel Music with:
DJ Shuma + DJ
Taran10 + DJ Bufa (Kombat Rock-Rock'n'Roll-Ska)
- Mercoledì 13 Agosto: NAPOLI: LA SELVA DI CHIAIANO.
> h.
18:30 "Il
rifiuto del rifiuto".
Aperitivo+Mostra fotografica a cura della Rete Campana Salute
ed Ambiente e del Lab. Occ. Insurgencia (Napoli Nord).
>
h. 22:00 Proiezione: "Biutiful
Cauntri".
Regia di E.
Calabria, A. D'Ambrosio, G. Ruggiero - Documentario - 2007
Info sul film: http://www.movieplayer.it/film/15759/biutiful-cauntri/
Una
giornata dedicata alla lotta esplosa in Campania contro la
devastazione ambientale e politica che vede contrapposte da una parte
le forme autorganizzate della popolazione campana e dall'altro le
oligarchie economiche e politiche del nostro paese. Un viaggio fatto
di parole, foto, immagini video, che ci raccontano dello scontro tra
Democrazia e Stato.
Giovedì 14 Agosto: TRASH NIGHT ON THE BEACH!
> h. 23:00 - Spiaggia Occupata con DJ Nestor & DJ Dempir
(Open:
(Leta)Maio
DJ
+ Massi&Vesco
DJ)
...
un'istituzione più che una festa!!!
-
Venerdì 15 Agosto:
TEATRO:
“ANSIE DEL NOVECENTO”
>
h. 22:00 - "Qualcosa sugli ultimi quarant'anni".
Cooperativa
Culturale Jesina.
In
ricordo di Armando e Luigi Angeloni, Vincenzo Carboni, Francecso
Cecchi, Calogero Grasceffo, Alfredo Santinelli, Mario Saveri uccisi
dai nazifascisti a Jesi il 20 giugno 1944.
Uno
spettacolo teatrale il cui scopo è quello di ricordare gli anni del
secondo dopoguerra, gli anni del boom economico, del terrorismo,
delle stragi contrapposte alle battaglie popolari per la “democrazia,
la giustizia e la libertà”. Un esempio di teatro-documento che
parla dell’Italia cercando di far cadere l’attenzione su alcuni
dei misfatti che, calpestando i diritti del popolo, hanno cercato di
svilire ed annullare le conquiste ottenute con la Resistenza. E’
il lungo percorso della strategia della tensione raccontato tra
teatro, poesia e storia.
Testo e regia di Gianfranco Frelli. Con: Simone Marani, Luigi Bini, Emanuele Cerioni, Margherita Anibaldi, Silvia Sbarbati, Silvia Sassaroli, Luce Merli, Manola Carbini, Milena Gregori, Gioia Tangherlini, Maria Costanza Boldrini, Federica Rossetti, Giorgia Mazzarini, Chiara Pirani, Daniel Falappa, Jacopo Mancini.
- Sabato 16 Agosto: DANCEHALL NIGHT: Sir. David Rodigan (UK)
> h. 23:00 – Direttamente da Londra il dj reggae/dancehall n° 1 al mondo, al 30° anno di carriera!
Feat: Always Loving Jah (MC) + Majorani Sound (NA)
-
Domenica 17 Agosto:
...
v' de' vujaltr' co' vulè fà!
PS:
E la zizza? Chi verrà, vedrà ... !!!
csamezzacanaja | 11 Agosto, 2008 11:56
Plage Sauvage ‘008
MATTONATE
“Avvicinarmi al cemento, con le mani e col naso,
è stato l’unico modo per capire su cosa si fondava il potere, quello vero.”
(R. Saviano – “Gomorra”)
--> LEGGI IL COMUNICATO STAMPA
--> PROGRAMMA PLAGE SAUVAGE 2008
--> SCARICA IL MANIFESTO
Approfondimenti:
"FURTO IN CASA"
Tremonti
promette 20.000 nuove abitazioni ma solo a chi potrà acquistarle
entro il 2009. E lo fa utilizzando i soldi destinati agli affitti
agevolati per gli sfrattati e al recupero del patrimonio edilizio. È
una truffa e un regalo alla rendita immobiliare e ai costruttori in
difficoltà per lo scoppio della bolla speculativa.
Edilizia
Impopolare:
http://www.ilmanife
sto.it/Quotidian o-archivio/ 07-Agosto- 2008/art9. Html
Una
casa solo per i palazzinari:
http://www.ilmanife
sto.it/Quotidian o-archivio/ 07-Agosto- 2008/art40. Html
http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/07-Agosto-2008/art41.html
L'Unione Inquilini sulla manovra finanziaria:
http://www.unioneinquilini.it/cm/2008/cm_08_477.asp
csamezzacanaja | 11 Agosto, 2008 11:35
Plage Sauvage ‘008
MATTONATE
“Avvicinarmi al cemento, con le mani e col naso,
è stato l’unico modo per capire su cosa si fondava il potere, quello vero.”
(R. Saviano – “Gomorra”)
Il mattone è il risultato di acqua, cemento, polvere, sangue e sudore.
Il mattone viene dai “lavori della stanchezza” quelli che fiaccano il corpo per il peso, il ritmo e gli straordinari fatti per arrivare a fine mese ed avere nonostante tutto, un salario basso.
Il mattone è pietra sacrificale per un “esercito” di operai edili – migranti ed italiani – feriti o morti sul lavoro, o meglio, per il lavoro e la ricchezza di qualcun altro.
Il mattone, anche quello fatto di capitali illeciti e macchiati di sangue, è moneta di scambio tra organizzazioni malavitose, latifondisti, costruttori, imprenditori spregiudicati, furbetti del quartierino, banche e multinazionali. E’ soggetto ed oggetto di patti tra potere politico ed economico.
Il mattone è accumulo di capitale: ieri rendita fondiaria, oggi, rendita finanziaria.
Il mattone è ormai un componente fondamentale di ogni investimento al di la che si tratti di azioni, obbligazioni o titolo di stato.
Le mattonate sono i fendenti mossi per affermare la politica clientelare che governa il nostro paese.
Le mattonate sono le colate di cemento che hanno distrutto il territorio, violentato l’ambiente, inquinato l’aria e resa nociva la vita.
Le mattonate sono le grandi infrastrutture e le grandi opere che sacrificano sull’altare del profitto privato, vite e saperi consolidati, in nome di una falsa ed ipocrita ideologia “sviluppista” (che sia la TAV in Val di Susa o la Complanare a Senigallia).
Le mattonate sono i centri commerciali che hanno ridisegnato lo spazio urbano delle nostre città: territori del consumo totale che hanno ridotto i centri storici in “boutique di lusso” e abbandonato le periferie a se stesse.
Le mattonate sono anche quelle lanciate da una politica scellerata, che ha seppellito sotto milioni di metri cubi di cemento l’edilizia residenziale pubblica e sociale, trasformando la casa da bene d’uso a “bene a scopo di lucro”, per poi infilare il collo delle persone dentro i nodi scorsoi dei mutui bancari o degli “affitti-inaffittabili” delle agenzie immobiliari.
Le mattonate sono dispositivi di filtraggio, selezione e gerarchizzazione degli spazi urbani al fine di produrre una razionalizzazione economica del vivente e del vivere.
Mattonate che hanno ridotto redditi e salari, dequalificato il lavoro, bloccato la mobilità sociale, trasformato la “Repubblica fondata sul lavoro” in “Repubblica fondata sul mutuo” e la dieta mediterranea in “dieta della quarta settimana”, creando un cortocircuito tra mercato del lavoro e mercato della casa. Una vera e propria “discesa di classe” che sta generando una nuova e diffusa proletarizzazione, soprattutto nelle fasce giovanili.
Mattonate come pioggia, che hanno lasciato case senza gente e gente senza case.
Quest’anno, anche la Plage Sauvage vuole lanciare le sue mattonate.
Mattoni fatti di parole e corpi, sudore e sapere. Mattoni sapientemente impastati in un anno di inchiesta e di conflitto sul diritto alla casa.
Quest’anno, mattone su mattone, costruiremo la nostra proposta per la ricostruzione di un patrimonio di edilizia pubblica cittadina e per il diritto all’abitare a Senigallia.
CSOA Mezza Canaja …in Plage Sauvage ‘008
--> PER APPROFONDIRE LEGGI IL DOCUMENTO POLITICO
csamezzacanaja | 10 Agosto, 2008 16:22
csamezzacanaja | 04 Agosto, 2008 16:38
LA PARTITA CONTRO LA COMPLANARE COMINCIA ADESSO!!!
DOCUMENTO DEL MINISTERO: -> Prima parte -> Seconda parte
E’ davvero un compito arduo portare avanti politiche ambientaliste nell’era della legge obiettivo dove, la realizzazione e la celere finalizzazione dell’opera, spacciata per interesse generale, viene anteposta alla tutela e salvaguardia dell’ambiente ed alla salute dei cittadini. Una politica che si definisce ambientalista non può che miseramente riparare all’ingente danno solo ed esclusivamente attraverso quelle toppe che chiamano mitigazioni ambientali e, attraverso seri rilevamenti sia sull’impatto ambientale sia sull’emissione di agenti inquinanti e di rumore, la cui utilità sta nel fare tacere popolazione, comitati e quant’altro. Nella breve e triste esperienza dei due anni del governo Prodi, ci stava provando l’allora Ministro dell’ambiente Pecoraro Scanio ed il Ministro dei beni culturali Francesco Rutelli attraverso il decreto del 28 dicembre del 2006. Visto poi i risultati elettorali delle recenti elezioni politiche, quel decreto è stato reso carta straccia non solo dal centrodestra ma, a livello locale, anche dallo stesso centrosinistra (e di certo non ci meravigliamo!) e dal partito dei Verdi (a quel tempo paladini della tutela dell’ambiente), per dare cosi continuità al disfacimento più totale di quell’area politica oramai “extraparlamentare” e, addirittura, trarre virtù da quella legge obiettivo allora tanto contestata in fase di approvazione durante il primo governo Berlusconi.
In quel perfetto sconosciuto decreto riguardante l’ampliamento del tratto autostradale marchigiano, l’allora ministro richiedeva dei quesiti specifici proprio nel tratto Senigallia –Fano citando anche la neofamigerata complanare. In un testo di 50 pagine l’allora ministro poneva delle condizioni in quanto trovava nel progetto della terza corsia degli aspetti inaccettabili. Aspetti che tra l’altro non tengono conto dell’ulteriore passaggio della complanare nella tratta citata e che rimarcano la superficialità delle valutazioni effettuate per la realizzazione del progetto.
Il primo aspetto in questione riguarda l’inquinamento da rumore. Poiché la complanare passa a ridosso dei borghi di rimpetto alle finestre delle case, il ministero trova da ridire sul fatto che hanno fatto una valutazione non tanto considerando il carico massimo di traffico quanto quello di una giornata domenicale invernale. Al ministero questa valutazione non è andata bene in quanto sostiene che bisogna considerare le giornate estive dove il carico è maggiore e, tra l’altro, non bisogna considerare la domenica, giornata in cui i camion non transitano. Quindi il ministero in quel documento sostiene di rifare la valutazione dell’inquinamento da rumore. Il ministero poi nel documento sostiene che, chi abita nei pressi dell’autostrada, gli viene leso anche il diritto di “confort interno”. Attraverso la legge 142 ed il decreto dei parametri passivi, quando vengono superati determinati limiti acustici bisogna pagare agli abitanti delle zone limitrofe tutte le spese d’insonorizzazione affinché questi possano vivere dentro casa, con la costruzione di barriere acustiche e l’insonorizzazione delle finestre delle case e quindi il convivere con finestre sempre chiuse e con un paesaggio esterno costituito non più da colline ma da barriere di plastica. Inoltre a seguito di in questi interventi esprime delle perplessità in quanto gli abitanti delle zone adiacenti alla bretella possono essere soggetti all’effetto tubo.
Riguardo al quadro di riferimento ambientale, le perplessità del ministero sono ancora più palesi in quanto nonostante Senigallia sia tra le” zone a rischio”in materia di qualità dell’aria e, fino al dicembre 2006 non vi era (e forse non vi è tutt’ora) una stima di livelli di inquinamento atmosferico per gli ambiti territoriali, né un’articolazione di tali livelli all’interno degli ambiti stessi”, la regione Marche ha espresso parere positivo al progetto, non evidenziando criticità in merito alla qualità dell’aria.
Dal momento che la complanare (dapprima bretella autostradale, poi strada extraurbana, variante alla s.s.16 ecc..) nell’ultima conferenza stampa del comune è stata definita come strada interquartiere, il rispetto delle suddette prescrizioni per le quali il ministero ha espresso la riserva al parere favorevole spetta dunque agli enti comunali.
Invitiamo dunque tutti i cittadini ed i rappresentati dell’amministrazione comunale(dato che al momento dell’incontro con la S.P.E.A. ne hanno chiesto una copia ad un membro del comitato!) a prendere visione del decreto scaricandolo dal nostro Blog.
Poiché è compito di un comune tutelare e salvaguardare l’interesse per la salute dei cittadini, ci chiediamo come mai si continua ad insinuare l’irreversibilità del progetto nonostante questa mancanza di garanzie e, soprattutto, nonostante non vi è ancora l’ufficialità della fine della fase progettuale. Nell’arco di poco più di un mese ovvero dal 26 giugno, giorno in cui l’Assessore all’urbanistica dichiarava “siamo ormai nella fase del progetto esecutivo e sulla complanare indietro non si può tornare”, alla conferenza stampa dell’accordo tra A.N.A.S. e Comune, è stato falsamente ribadito per ben due volte l’inizio della fase esecutiva.
Nel mezzo di questo lasso di tempo ovvero mercoledi 23 luglio, in sala consiliare si discuteva e si bocciava la mozione portata avanti dal consigliere Roberto Mancini richiedente la revisione del progetto, a dimostrazione del fatto che la possibilità di poterlo ritirare c’è ma manca esclusivamente la volontà politica, malamente e distrattamente camuffata.
Ci ritroviamo di fronte alla consueta dinamica del tutto italiana dove la bandiera della legalità viene sbandierata in faccia al popolo inerme mentre chi ci governa ne rimane esente e, in molti casi per tutelare i propri interessi, s’inventano leggi su misura. Esprimiamo la nostra solidarietà a cittadini dei Borghi minacciati dagli “espropri ai proletari” e dalle ruspe “ambientaliste”. La partita contro la complanare non è affatto conclusa ma comincia adesso.
CSOA MEZZA CANAJA
csamezzacanaja | 30 Luglio, 2008 19:14
Il progetto della Complanare non rappresenta la soluzione ai problemi della congestione del traffico urbano, ma un’ulteriore striscia d’asfalto che andrà ancora di più ad erodere i pochi spazi verdi sopravvissuti alla cementificazione, ad incentivare l’utilizzo dell’automobile con il conseguente innalzamento sia del traffico che dell’inquinamento cittadino.
Per chi dall’entroterra si appresta a raggiungere Senigallia e per chi proviene da Ancona o da Pesaro utilizzando la strada statale, la Complanare non risulta utile e non alleggerisce il traffico della strada statale.
La strada della Complanare non ha a tutt’oggi una sua classificazione ufficiale (urbana? extraurbana? nuova S.S.16? ) Inoltre, per chi la dovesse percorrere da nord a sud, si vedrebbe costretto a fermarsi lungo la carreggiata attendere che quella opposta sia libera ed usufruire degli svincoli posti esclusivamente nella corsia da sud a Nord. In virtù di questo modello non viene garantito lo scorrimento delle automobile cosi come la sicurezza delle stesse, in modo particolare in prossimità dell’uscita di Borgo Coltellone completamente a ridosso della galleria artificiale!
Pubblicizzato come progetto d’interesse generale, nella realtà mira a sviluppare interessi particolari ovvero in primis quello di “visibilità di grandi opere” da parte dell’amministrazione in vista delle prossime elezioni poi, aspetto non secondario, quello della rendita fondiaria dei suoli e dei grandi centri commerciali ( a discapito dei piccoli negozi di quartiere ) che , guarda caso, sono tutti costruiti lungo il percorso della Complanare .
Il progetto, in fase di realizzazione, non ha tenuto conto e non ha coinvolto le comunità locali direttamente interessate. Tutto questo in totale sfregio con quella politica territoriale avente come fine esclusivo l’interesse della collettività.
Nelle lottizzazioni prefissate per la realizzazione della strada, non vi è data alcuna garanzia affinché le aree in adiacenza, o nelle vicinanze dell’opera, non diventino territori edificabili. Il territorio di Senigallia continuerebbe cosi ad essere deturpato dal consumo del suolo per un’edilizia privata dai costi inaccessibili e non per l’edilizia pubblica.
Essendo il progetto parzialmente spesato dalla Società Autostrade (che pur sempre beneficia di soldi pubblici!), il Comune non ha mai preso in considerazione progetti alternativi. La Complanare costituisce la merce data in scambio dalla Società Autostrade al Comune affinché venisse autorizzata la realizzazione della terza corsia dell’Autostrada. E domandiamo come possa essere possibile che la Terza Corsia autostradali costituisca una incompatibilità urbanistica mentre, al contrario, le nuove quattro corsie aggiunte siano urbanisticamente compatibili.
Dal dicembre del 2006 ad oggi non sono mai stati resi noti i dati relativi all’impatto ambientale. In termini di inquinamento acustico ed ambientale, nella fase di realizzazione del progetto, gli studi sono stati fatti soltanto prendendo in considerazione le corsie dell’autostrada escluse le due ulteriori corsie della complanare. Quest’ultimi dovrebbero essere a carico o della provincia o del comune in base alla classificazione della strada a tutt’oggi ancora ignota, ma nessuno dei due enti predisposti ha dato notizie.
I quartieri di Borgo Ribeca, Borgo Coltellone e Borgo Mulino, la Capanna che già pagano il prezzo della convivenza con l’A14, si vedrebbero ulteriormente danneggiati con l‘aggiunta di altre 4 corsie. Oltre al devastante impatto ambientale sopra citato, vedrebbero perdere di valore le proprie abitazioni. Oltre al danno anche la beffa.
La complanare è stata fatta per tutelare i profitti di pochi contro gli interessi ed i diritti di noi semplici cittadini ai quali vengono proposti solo semplici contentini.
Comitato Versus Complanare … e non solo!
IL NO ALLA COMPLANARE SOTTO IL COMUNE: CRONACA DELLA MATTINATA
Questa
mattina la SPEA con i suoi tecnici insieme al Sindaco Angeloni ed al
ViceSindaco Ceresoni hanno risposto alle osservazioni presentate lo
scorso marzo da singoli cittadini in merito alla realizzazione della
Complanare.
Visto l'evento, di comune accordo con il "Comitato
Versus Complanare ... e non solo",
abbiamo fatto un agile volantinaggio (i volantini in allegato) sotto
il Comune per spiegare ai presenti ed ai passanti il perché del no
"senza se e senza ma" alla complanare.
Con noi uno
striscione che chiedeva alla SPEA di mostrare la valutazione
d'impatto ambientale. Ovviamente nessuna risposta in quanto la
valutazione non è mai stata fatta.
La prima conclusione che
traiamo è che, pur avendo distribuito più di 100 volantini e
nonostante il "problema complanare" abbia più volte
occupato le prime pagine delle cronache locali, la maggior parte
delle persone non sanno minimamente non solo cos'è la complanare ma
neanche della sua esistenza. La risposta più gettonata è:
"Complanare
cosa?".
Questa la dice lunga su come la città sia stata informata, di come
la stesura del progetto e la sua approvazione siano stati partecipati
dai cittadini tutti.
Il Sindaco e la sua Amministrazione che
anche all'ultimo Consiglio Comunale hanno pubblicamente vantato la
trasparenza e la partecipazione al progetto, mentono spudoratamente.
La stragrande maggioranza dei senigalliesi della complanare non sa
nulla e l'unica informazione che è stata e viene fatta è quella dal
basso, certosina, quartiere per quartiere, fatta dal comitato: le
ragioni del no.
Infatti, appena le persone vengono informate
scatta subito l'interesse e spesso il disappunto verso il
progetto.
Il nostro è stato un volantinaggio minuto e agile,
che però pian piano si è ingrossato, grazie alla presenza dei
cittadini dei borghi interessati ed evidentemente agli occhi attenti
della Polizia Municipale, questo chiacchiericcio dev'essere sembrato
una "adunata sediziosa", infatti, puntuali, sono partite le
provocazioni.
Due agenti prima ci hanno intimato di togliere il
banchetto in quanto non autorizzato, ma il banchetto non era il
nostro ma del comune presente in piazza dalla sera prima. Poi sono
arrivati i rinforzi ed hanno cominciato ad esigere i documenti per
schedare i presenti per poi passare direttamente agli insulti fatti
dall'agente Sandro, che ha dato letteralmente delle "teste
di cazzo"
a dei cittadini, molti dei quali presenti per capire i danni che
subiranno le proprie abitazioni ed anche ad un consigliere comunale.
Un comportamento inqualificabile e provocatorio quello dei
vigili urbani, tanto più se si pensa che il volantinaggio era già
stato visionato dalla Digos e dagli uomini della Polizia senza porre
alcun problema. Alla
fine si è capito il perché di tanta attenzione, quando un agente
della Municipale ha detto "il
Sindaco non tollera questa situazione".
E invece, volente o nolente, la dovrà "tollerare" sempre
di più se il progetto non verrà fermato, ed ancora è possibile
farlo.
csamezzacanaja | 13 Luglio, 2008 22:08
csamezzacanaja | 06 Luglio, 2008 11:53
csamezzacanaja | 30 Giugno, 2008 18:06
csamezzacanaja | 30 Giugno, 2008 16:09
Contro la complanare oltre mille firme per la società Autostrade
A conclusione della raccolta delle firme che sono state allegate alla lettera indirizzata a Società Autostrade per manifestare il nostro dissenso nei confronti del progetto della complanare, possiamo ritenerci soddisfatte per la riuscita dell'iniziativa e per aver raggiunto l'obiettivo delle oltre mille firme in pochi giorni. da Comitato Versus ComplanareAnna Manoni, Francesca Angeletti e Susanna Vignoli
Rispetto ai primi incontri in cui registravamo nella gente sfiducia e rassegnazione nei confronti di un' opera considerata quasi un percorso obbligatorio, ora è aumentata la voglia di reagire ad una decisione che passa totalmente sopra la testa dei cittadini. Abbiamo avuto, tra chi ha firmato la petizione, anche persone residenti nei pressi della Statale 16 e Viale 4 Novembre, segno che un numero sempre più alto di cittadini sta divenendo consapevole dell'inutilità di un asse viario che con il suo tracciato e mega- svincoli passa a pochi metri dal centro e non risolve problemi di traffico ma, al contrario, peggiora la situazione legata all' inquinamento nella nostra città, già a livelli critici. Alcune persone ci hanno chiesto se esistono o se siano possibili progetti alternativi. Noi sappiamo che ne esistono, ultimamente un Circolo cittadino ha parlato di una alternativa, ma gradiremmo che questi fossero presentati ed illustrati formalmente alla città perchè possano costituire oggetto di dibattito sulla Viabilità generale della città. Poi su questi avremo modo di dire la nostra. Per adesso il progetto della Complanare , con la tanto sbandierata idea di essere l'occasione unica e gratuita in quanto finanziata dalla Società Autostrada, rappresenta solamente la logica del "prendere o lasciare". Altri cittadini ci hanno suggerito la manutenzione e riqualificazione dell'esistente, in particolare via Po, via Cellini, viale IV Novembre, altri ancora hanno rimarcato le mancate promesse relative alla realizzazione di spazi verdi e parchi dovuti a oneri di urbanizzazione in seguito a recenti lottizzazioni o di frustoli di terreno acquisiti e lasciati in stato di abbandono. I nostri tavoli insomma sono diventati una sorta di sportello, di valvola di sfogo, di osservazioni e proteste, opinioni e proposte relative ai problemi del territorio. In ordine a tutto ciò ci preme sottolineare, come risulta dal nome del nostro comitato "Versus complanare …e non solo", tutto il nostro dissenso verso un modello di sviluppo al quale autostrada e complanare sono strettamente connesse,secondo vecchie logiche espansionistiche centrate sul binomio cemento - asfalto e caratterizzate da un insostenibile consumo di suolo, che sta mostrando tutti i suoi limiti, con il beneficio di pochi ed il discapito di molti. La critica si estende anche verso un metodo , che è diventato ormai prassi consolidata, in cui i progetti per la citta' vengono discussi fra pochi e poi presentati belli e pronti in fase avanzata e verso i quali ai cittadini non rimane altro che la protesta. Ci auguriamo però che i nostri amministratori siano ancora in tempo per correggere in corsa questa decisione presa in modo assolutamente poco condiviso e possano prendere atto che è necessario un' inversione di rotta che si orienti verso il benessere delle persone e la salvaguardia del territorio. In questa direzione proseguirà il nostro lavoro e di quelli che vorranno aggregarsi.
da Comitato Versus ComplanareAnna Manoni, Francesca Angeletti e Susanna Vignoli
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